MILANO, BOTTA E RISPOSTA SUI NOMADI. De Corato e Mazzali si scontrano sugli sgomberi

Dopo un po’ che ci si occupa di politica milanese certi meccanismi cominciano a essere abbastanza prevedibili. Talvolta l’immaginare come andranno le cose può anche essere un esercizio intellettuale divertente, se non si avesse la consapevolezza di avere a che fare con fatti che pesano come macigni sulle spalle dei nostri concittadini.

Andiamo con ordine, ieri pomeriggio in seguito allo sgombero di un campo nomadi abusivo sulle sponde del Lambro nelle vicinanze di via Palmanova e via Idro, Riccardo De Corato (FdI) ha emesso un comunicato nel quale dopo essersi complimentato per l’iniziativa, incalzava:  “… ottima notizia, certo un po’ tardiva visto che da mesi denunciamo la presenza di una vera e propria bidonville sulle sponde del fiume. Sgombero avvenuto a causa delle abbondanti piogge di fine anno. Purtroppo però lo sgombero ha immediatamente provocato l’ampliamento di un’altra baraccopoli, quella dietro l’ex caserma di viale Forlanini.”

de coratoSituazione, che il consigliere diFdI ha ricordato essersi già verificata in passato in città, “Come già accaduto recentemente, quando furono sgomberati altri campi abusivi e i nomadi stazionarono per giorni davanti al Cimitero Maggiore, anche stavolta la situazione è fuori controllo. Molti degli occupanti abusivi dispersi dallo sgombero non sono confluiti, come invece sostiene l’assessore Granelli, nei centri di emergenza ma sono andati ad ingrossare le fila degli abusivi di altri spazi irregolari disseminati in città”, concludendo: “Non serve a nulla sgomberare un campo abusivo se poi i nomadi non vengono seguiti e si lascia creino nuovi problemi ai residenti e in generale alla città.”

Nulla di strano fino a questo punto, De Corato è uno dei consiglieri d’opposizione più attivi, interviene su quasi tutto ciò che accade in città, quello che succede di rado è che qualcuno downloadribatta alle sue dichiarazioni.  Questa volta non è stato così, dopo un paio d’ore le agenzie hanno rilanciato una nota emessa da Mirko Mazzali, consigliere comunale del SEL, che gli rispondeva così: “Non è chiaro quale sia la soluzione proposta dal consigliere De Corato, visto che arresti preventivi di persone che camminano fortunatamente non sono previsti, peraltro era sotto gli occhi di tutti cosa accadeva quando se ne occupava proprio lui, la rioccupazione da parte degli stessi soggetti delle aree sgomberate che non venivano messe in sicurezza, con spese enormi a carico dei cittadini”.

Non vi nascondo che in redazione nel leggerla a qualche collega è scappato un sorriso e qualcuno ha anche azzardato un “Mazzali cerca rogne”.Esaurita la sorpresa il lavoro è ripreso, ma sottotraccia è rimasta l’attesa per una risposta da parte dell’ex vicesindaco, che come previsto non si è fatta attendere troppo. Dopo soli 52 due minuti la replica sferzante e ben documentata era già sui tavoli di tutti: “Al Consigliere di Sel che politicamente fa il replicante per conto di Pisapia, ricordo che altro che rioccupare le aree, lo testimonia una intervista rilasciata al Corriere della Sera dall’ex Prefetto di Milano dottor Gian Valerio Lombardi il 30 ottobre 2010 a pagina 22 dell’edizione nazionale a firma del giornalista Paolo Foschini il Prefetto di allora risponde testualmente: Naturalmente l’emergenza rom in Lombardia inizia da lontano e cioè da quando i nomadi nella sola Milano erano stimati in ottomila tra rom, sinti e caminanti. Era il 2007. Un attimo oggi invece quanti sono chiede il giornalista Moschini al Prefetto Lombardi risposta: Più o meno millecincquecento in tutta la Provincia. Sono certo comunque che Mazzali continuerà a fare ilreplicante per conto della Giunta arancione visto che ormai è diventata abitudine senza nemmeno contare sino a dieci, la risposta è solo perché la matematica non è una opinione”.

A questo punto a Mazzali restava solo una cosa possibile da fare: fornire i dati sugli abusivi presenti attualmente a Milano e provincia, ovviamente per il bene della giunta di cui fa parte ovviamente si è ben guardato dal farlo.

Otello Ruggeri per La Critica