MILANO, PISAPIA PEGGIO DELLO STATO. In due anni e mezzo raddoppiate le tasse

La giunta Pisapia è arrivata a metà mandato riuscendo nella difficile impresa di mettere in difficoltà l’economia di Milano e buona parte dei milanesi. Nel giugno del 2011, il novello Sindaco si era presentato ai cittadini con ben altri presupposti, parlò di vento del rinnovamento e promise un nuovo rinascimento milanese. Ci volle poco a capire che si trattava solo di chiacchiere. Dopo un primo semestre in cui fu chiaro che il primo scopo degli arancioni era smantellare quanto fatto in precedenza con gravi ed immediate conseguenze sulla sicurezza, tutti i servizi cominciarono a segnare il passo nonostante gli immediati aumenti applicati ad alcuni di essi. Ma solo il tempo ha dato modo ai milanesi di conoscere la reale portata dell’ingordigia dei loro nuovi amministratori, che a fronte del tanto chiedere poco o nulla hanno fatto per la città, dando addito a più di un dubbio sulla loro capacità di gestirla. Ad oggi la pressione fiscale è più che raddoppiata e visto lo stato in cui versava l’ultimo bilancio comunale, prima che fra discussioni e aggiustamenti fosse faticosamente approvato, le cose non potranno che peggiorare. Vediamo un po’ di numeri traendoli più fonti, in particolare da scenarieconomici.it.

Pisapia draculaMezzi pubblici

In questi anni il costo dei mezzi pubblici è aumentato fino al 90%,  già nel 2011 il costo dei biglietti passò da 1 € a 1,5 € (+ 50%), quello del carnet da dieci viaggi da 9,20 € a 13,8 € (+ 50%), quello del giornaliero da 3 € a 5,5 € (+ 50%), quello del settimanale “2×6” da 6,7 € a 8,4 € (+ 25%) e quello del settimanale da 9 € a 11,30 € (+ 25%). L’effetto immediato fu quello di fare crollare le vendite e aumentare il numero dei portoghesi, ma non era finita li. Nel tentativo sistemare il disastroso bilancio in previsione per fine 2013, ai primi di agosto la giunta pensò di reperire capitali applicando un altro aumento alle tariffe dei trasporti (dimenticando il calo delle vendite causato dal primo). L’abbonamento mensile passò quindi da 30 € a 35 € (+17%), quello annuale da 300 € a 330 € (+ 10%), quello settimanale “6×2” da 8,4 € a 10 €. Per giovani e anziani vi furono delle agevolazioni consistenti per i primi in aumenti più contenuti, mentre parte dei secondi (i meno abbienti) ne furono esclusi, ma da questa ultima tornata di rincari scaturì anche una decisione che colpirà tutti i milanesi nel gennaio del 2014: l’aumento del biglietto ordinario da 1,5 € a 1,7 €. Per essere più chiari, a fronte di un inflazione di circa il 6% negli ultimi due anni e mezzo, la giunta Pisapia ha praticato aumenti che vanno dal 17% per gli abbonamenti mensili, al 30% per gli abbonamenti mensili studenti (da 17 a 22 euro), al 50% del carnet settimanale 2×6 (da 6,70 a 10,00 euro), al 70% del prezzo del biglietto (da 1,00 ad 1,70 euro) fino al 90% per gli abbonamenti mensili per anziani con redditi ISEE sopra 20.000 euro (da 16 a 30 euro).

IRPEFAddizionale IRPEF comunale.

Fino al 2011, prima dell’avvento di Pisapia, i milanesi erano esenti dal pagamento dell’addizionale IRPEF, la prima cosa che fece appena insediatosi a palazzo Marino fu quella di applicare un aliquota dello 0,2% a tutti quelli che avevano  un reddito superiore ai 26.000 euro annui. Da allora si è passati a un sistema di aliquote, che fino al 2013 imponeva quella massima dello 0,8% solo ai redditi superiori ai 50.000 euro annui. mentre dall’anno prossimo sarà uniformato allo 0,8% per tutti i cittadini abbassando la sogli di esenzione a circa 15.000 euro.
Per essere più chiari, chi ha un reddito di 26.000 euro l’anno, non pagava nulla nel 2011, circa 100 euro quest’anno, più di  200 euro il prossimo. Si calcola che quest’ultima modifica porterà nelle casse del comune circa 110 miliardi di euro l’anno in più.

taresTares

Nel 2011, una famiglia di quattro persone che viveva in un appartamento di 80 metri quadrati, pagava 209 euro l’anno. Ma già nel 2012, quando Pisapia non aveva ancora fatto in tempo a scaldare la poltrona dove si era appena seduto, l’imposta per lo stesso nucleo famigliare era salita a 253,00 € (+20,6%), solo Bari in tutta Italia aveva imposto ai suoi cittadini un aumento maggiore. Per il 2013 è stato applicato un ulteriore aumento del 8,9%, cui va aggiunto il 0,30% destinato allo Stato. I proprietari di attività commerciali sono stati sottoposti a tassazioni diverse, giusto per fare qualche esempio, barbieri, estetisti e parrucchieri hanno subito un aumento del 28,29%, macellerie, panetterie, drogherie e supermercati 27,46%, carrozzieri, autofficine ed elettrauto del 25,85%. L’ennesima, delle tante mazzate, che hanno colpito le attività produttive di Milano.

ICIICI-IMU

Nel 2011 le aliquota base ordinaria era al 5,0 per mille, mentre nel 2013 siamo al 10,6 per mille, sono sostanzialmente raddoppiate Per le prime case la situazione è incerta, a causa della  soppressione dell’IMU su di esse da parte del Governo Letta si sono creati i ben noti problemi di bilancio che ne hanno resa difficile l’approvazione.

 Tasse locali

La voce soste e parcheggi, fino al 2010 incideva minimamente sul bilancio famigliare dei milanesi, trattandosi fino ad allora. di una spesa da sostenere solo di rado e per scelta quando si recavano nelle allora limitate zone per cui era necessario pagare la sosta. Ora invece colpisce tutti e in un prossimo futuro potrebbe farlo in  modo più pesante e ineludibile. A partire dal primo di gennaio, a partire dalla terza ora aumenterà di un euro la sosta sulle strisce blu del centro. Il pass per le strisce gialle per i residenti, poi, non sarà più gratuito visto che per averlo dovranno sborsare 250 euro all’anno. Per le strisce blu, invece, saranno due le categorie di pagamento e abbonamento per i parcheggi. Per le zone tra i Bastioni e la filoviaria i milanesi sborseranno 60 euro al mese o 600 all’anno. Per chi invece cercherà parcheggio nella zona periferica gli abbonamenti saranno di 40 euro al mese o 400 per tutto l’anno.
Per la COSAP  sono previsti aumenti di oltre il 50% per le iniziative commerciali e pubblicitarie nelle aree del centro. Il segno più segnerà invece gli aumenti (previsti del 10%) per le occupazioni delle strisce blu, decisioni che avranno sicuramente un effetto depressivo sulla già difficile situazione delle attività commerciali del centro cittadino.
Sono già state definite inoltre le nuove tariffe per la tassa di soggiorno, che dovrebbe generare un gettito di 28 milioni di euro per le casse di Palazzo Marino.  Gli hotel a una sola stella vedranno applicata una tassa pari a 2 euro, che diventeranno 3 per quelli a due stelle, 4 per gli hotel a tre stelle e 5 euro per i quattro e i lussuosi cinque stelle.

Facendo scorrere il bilancio comunale, non serve un occhio esperto per rendersi conto degli smisurati aumenti cui sono stati sottoposti i milanesi. Le entrate Tributarie (IMU, bilancioTasse rifiuti, Addizionali comunali IRPEF, etc): sono passate da 632 a 1.274 milioni (+102%). Le entrate Extra-Tributarie (Sanzioni e Contravvenzioni, Rette Asili, Mense scolastiche, Musei, Impianti sportivi, Case, Terreni, dividendi partecipate, etc): sono invece passate da 852 a 1.732 milioni (+104%).
Il raddoppio delle tasse comunali doveva essere più che sufficiente per compensare i minori trasferimenti statali scesi da 726 a  a 368 milioni, le maggiori uscite straordinarie dovute alla chiusura  dei contratti derivati e l’aumento delle uscite ordinarie, mantenendo l’ammontare dei Debiti Comunali costante, ma non è stato così a causa delle molte spese inutili o premature fatte dalla giunta Pisapia. Il solo aumento della voce di spesa “prestazioni e servizi”, passata da 1.312 a 1.617 milioni (+ 23%), ha raddoppiato l’ammanco derivante dai minori trasferimenti statali.

Gli arancioni dopo avere promesso un’amministrazione virtuosa, hanno invece moltiplicato le consulenze esterne, erogato finanziamenti a pioggia alle associazioni che li avevano sostenuti durante la campagna elettorale e destinato fondi a iniziative di dubbia utilità per soli fini ideologici, con il risultato che nonostante l’aumento di tasse e tariffe, molti servizi non solo non sono migliorati, ma sono stati addirittura stati ridotti se non cancellati. <peggiorare la situazione c’è stato anche il fattore “evasione”, che è notevolmente cresciuta come sempre accade in presenza di aumenti. Solo per fare qualche esempio, senza che sia stato fatto nulla di concreto per porre un freno al fenomeno, oramai  il 50% degli inquilini non paga l’affitto nelle case popolari, sui mezzi pubblici il numero di “portoghesi” e’ aumentato a dismisura e negli asili ben il 40% dei genitori fa autocertificazioni di indigenza per non pagare la retta.

Si potrebbe andare avanti a lungo a esporre numeri e fare considerazioni, ma la sostanza del discorso non cambierebbe di una virgola: l’amministrazione Pisapia non ha mantenuto le promesse, anzi ha fatto spesso il contrario di quanto detto, causando problemi a buona parte dei cittadini. Le Entrate Tributarie sono cresciute di 1,5 miliardi l’anno, circa 1.100 euro a persona, 4.400 euro l’anno per una famiglia di quattro persone. Nonostante questo tutti i servizi, in particolare la sicurezza, sono peggiorati e purtroppo la strada intrapresa per i prossimi due anni e mezzo non sembra discostarsi molto da quella attuale. Spiace dirlo, ma sembra proprio che per i milanesi “il peggio deve ancora venire”.

Otello Ruggeri per La Critica