MILANO, DA CAPITALE MORALE A CAPITALE CRIMINALE. I risultati del rapporto sulla qualità della vita

Milano, 31 Dicembre – Secondo il rapporto sulla qualità della vita nelle città italiane, realizzato dall’Università la Sapienza di Roma, Milano scala la classifica dalla diciassettesima alla decima posizione. Verrebbe spontaneo dire “si vede che chi l’ha redatto vive a Roma”, ma non si può liquidare con una battuta una questione che investe la vita di tutti quei milanesi che in questi dati non ci si trovano e non certo per un errata percezione della realtà.

E’ innegabile che a Milano si stia meglio che in molte altre città d’Italia, ma lo è altrettanto che negli ultimi anni la situazione è notevolmente degenerata. Non sono sufficienti i risultati positivi riscontrati in alcuni dei parametri che vengono presi  in considerazione nello studio della Sapienza per sancire un inversione di tendenza, meno che meno ad attribuirne il merito al lavoro della giunta Pisapia, poiché si tratta di fattori dove sono stati determinanti l’impegno e la buona volontà profusi dai milanesi per uscire dalla crisi.

Il centrosinistra milanese – come sua abitudine – si sta prendendo meriti non suoi e sta facendo finta di non vedere, al contrario, i madornali errori che ha riversato sulla città. Su, spesa media mensile, importo medio delle pensioni, valore pro-capite dei depositi bancari, le decisioni della giunta arancione potevano influire solo negativamente, se così non è stato è solo perché in città la gente lavora quanto e più di prima e grazie a questo riesce ancora a risparmiare qualche euro, nonostante le siano state imposte tasse come non se ne erano mai viste dal dopoguerra ad oggi. Nemmeno se godiamo di una sanità che ci invidia tutto Italia è merito della sinistra. Si tratta di un settore che fa capo alla Regione non al Comune, ed è a questa che va il merito se in Lombardia e in particolare a Milano si concentrano i poli ospedalieri d’eccellenza del nostro paese.

Quello di cui Pisapia e i suoi assessori sono sicuramente responsabili è, il non avere mantenuto le promesse sulla lotta all’inquinamento,  parametro in cui Milano è passata dal 58° al 95° nonostante ci sia toccato sopportare ogni genere di vessazione, partendo da “Area C”, passando per le domeniche appiedi, per finire con le aree 30. Tutti provvedimenti considerati inutili dai più che la giunta ha difeso a spada tratta con i pessimi risultati che vediamo.

A sancire il totale fallimento delle politiche arancioni è lo stato della insicurezza in cui versa Milano in seguito ad alcune scelte scellerate come, rinunciare all’apporto delle Forze Armate e lo smantellamento dei reparti di Polizia Urbana adibiti alla prevenzioni dei crimini. La situazione è così grave, che nemmeno la riduzione dei reati di circa il 5% (era stato del 40% fra il 2007 e il 2010) annunciata dall’assessore Savina, è bastata a fare risalire  Milano dal 110° e ultimo posto nel capitolo criminalità dello studio sulla qualità della vita.

Preceduti da tutti i capoluoghi di provincia. Firenze (103esima), Roma (101esima), Torino (96esima), Napoli (99esima)… se grazie al nostro lavoro riusciamo a risparmiare qualche soldo ci vediamo costretti a difenderlo dai malintenzionati, sopperendo con una condotta prudente, all’aiuto che il Comune ha fatto mancare alle forze dell’ordine, costrette per questo ad impegnarsi ben oltre i propri doveri. Numeri che confermano quanto già denunciato qualche mese fa da Il sole 24 ore in uno studio che dipinse Milano in modo sconfortante. La classifica registrava picchi altissimi di furti in casa (quasi il doppio della media nazionale), scippi (quattro volte la media nazionale), furti d’auto e truffe. Per rapine e borseggi Milano batteva grandi città come Napoli, Roma e Palermo.

Altro che compiacersi per il buon risultato ottenuto, a Palazzo Marino dovrebbero mettersi le mani nei capelli per come hanno ridotto la capitale morale d’Italia, ha detto bene Riccardo De Corato “Questa è la città che ci ha regalato l’amministrazione Pisapia: pericolosa per le strade e umiliata sui giornali” e loro si vantano…

Otello Ruggeri per Milano Post