MILANO, GLI ORTI DELLA DISCORDIA. Il verde degli arancioni deturperà il sagrato

L’ultima volta che capitò fu quando i milanesi ci impiantarono gli orti di guerra, certo, allora c’era un conflitto in corso, ma nella sostanza non c‘è molta differenza fra la Milano bombardata dagli alleati e quella devastata dalla giunta Pisapia.

Si, è proprio della “svolta verde per piazza duomo” che stiamo parlando, quella che si avrà grazie al progetto vincitore del concorso indetto per ridisegnare le aiuole di piazza Duomo. L’intenzione di chi lo ha ideato è quella di rilanciare l’eredità agricola e orticola milanese, un ottimo proposito se non si fosse scelto il posto sbagliato. Sul sagrato di orti  non se ne vedono da millenni, erano altre le installazioni che si dovevano realizzare se si voleva veramente rispettare il contesto storico del luogo deputato ad ospitarle.

È prevista, la realizzazione di due piccoli boschetti ai lati, mentre una grande aiuola centrale verrà sistemata con una sequenza di orti su vari livelli, ispirati alla storia e alla tradizione dell’agricoltura del territorio. Quello che però salta subito all’occhio osservando i rendering è che in essi non vi è traccia del monumento equestre a Vittorio Emanuele e visto con chi abbiamo a che fare viene spontaneo preoccuparsi per la sorte della statua..

Orti Duomo 2E’ la stessa Chiara Bisconti, assessore al Verde, a confermare di non avere ben chiaro quale sia la vocazione storica del luogo, “Cambiamo volto alla piazza più cara ai milanesi promuovendo un progetto alla storia del territorio e alle specie presenti nelle nostre campagne”. Proprio non si capisce  perché voglia arredare il salotto buono dei milanesi, situato in pieno centro, come se fosse un terreno agricolo ai margini della tangenziale. Nemmeno elencarne i pregi la rende più credibile: “Sarà un orto didattico: un cartello, discreto ma esauriente. Gli alberi daranno un aspetto più accogliente alla piazza e sistemazione sarà a costo zero, in quanto sarà uno sponsor a sostenere tutti gli oneri di realizzazione e la successiva manutenzione”. Bene il costo zero, ma i ragazzi è meglio che gli orti li vadano a studiare dove ci sono per davvero, così magari respirano anche un po’ di aria pulita. Comunque oramai è fatta. Entro la prossima primavera rassegniamoci a vedere parte della piazza assumere l’aspetto di un terreno ai lati della massicciata di una ferrovia nelle periferie.

Orti Duomo 3Fortunatamente non siamo gli unici a non vedere la cosa di buon occhio. Appena reso noto il progetto, da parte degli utenti del web si sono sprecati i giudizi negativi. Lo stesso assessore Maran ne è rimasto vittima: convinto di ottenere un plebiscito di pareri favorevoli, ha commesso l’imprudenza di chiedere ai lettori della sua pagina Facebook cosa ne pensassero degli orti in piazza Duomo ed è stato travolto dalle critiche. Vista la provenienza politica di buona parte dei lettori è stato comunque preponderante il numero di quelli che hanno detto di gradire l’iniziativa, ma sono stati molti anche quelli che hanno bocciato l’dea definendola: “molto triste”, “una brianzolizzazione della città”, o perché “gli alberi vanno messi nei posti giusti”, “ è meglio ricreare viali alberati” per i pedoni “, “ è meglio piantumare vicino alle fermate dei bus dove non c’è ombra”, o “pensare al verde delle periferie”. In molti poi hanno espresso preoccupazione per l’uso improprio delle future aiuole da parte dei cani e ubriachi o per il destino del monumento equestre a Vittorio Emanuele. Insomma, forse sarebbe stato meglio se l’assessore che sussurra alle biciclette non avesse posto la questione.

de coratoSulla questione si sono espressi anche, Riccardo De Corato (FdI): “La cosiddetta svolta verde di Pisapia per piazza Duomo è in realtà una svolta all’insegna del conformismo e della visione pauperista di una sinistra che vorrebbe una Milano totalmente a sua immagine e somiglianza.”, prosegue poi facendo notare che il concorso per progettare un “aiuola” è stato vinto da un “orto” e poi prosegue: “Un orto nell’elegante piazza simbolo di Milano. La domanda è: ma proprio in piazza Duomo dobbiamo richiamare questa eredità agricola  lontana nel tempo? Grano, avena, segale, orzo? In piazza Duomo, ripeto? Per far conoscere il patrimonio agricolo e orticolo milanese ci sarà il sito Expo, ci sono già gli orti e ci sono le campagne intorno a Milano. Ma no, bisognava cambiare il volto.  Il risultato sarà quello di snaturare piazza Duomo e renderla triste e deprimente, come lo sono del resto tante delle scelte e degli stili di vita imposti a Milano dalla Giunta Pisapia”

Manfredi PalmeriIl consigliere Manfredi Palmeri, invece commenta così il progetto: “Dal grande progetto dell’orto planetario per Expo 2015 siamo mestamente passati all’orto in miniatura per piazza Duomo, che rimanda al primo senza però che questo ci sia più” e poi si interroga, “Quanti nuovi alberi saranno di fatto piantati e perché insistere con l’assenza di fiori e di colori?”. Anche il metodo per assegnare il bando di concorso non sembra soddisfarlo: “Il bando era stato annunciato enfaticamente come atto di raccolta delle idee dei milanesi perché era ‘giusto coinvolgere la città’ e piaceva pensare che a progettare e curare le aiuole del Duomo fossero proprio i cittadini’. Come volevasi dimostrare, le nostre previsioni si sono avverate: i richiamati cittadini sono scomparsi e ha vinto un’azienda specialistica del settore con uno sponsor, uno dei vituperati sponsor privati che la Sinistra contestava e oggi cerca per ottenere risorse.” Infine Palmeri aggiunge “la richiesta che siano pubblicati e visibili tutti i progetti, con l’indicazione esplicita di quali e quanti arrivino da cittadini o gruppi di essi e di quali e quanti da aziende e sponsor. Perché non è stato fatto? Perché non ascoltare Milano come si era promesso? Almeno lo si faccia ora, quanto più possibile”.

Roberto CaputoA dare il colpo definitivo al “bizzarro” progetto è però proprio uno dei “loro”, Roberto Caputo, vice Presidente del Consiglio provinciale (PD), che boccia l’idea senza mezze misure:  “Utilizzare Expo per stravolgere la funzione storica di piazza del Duomo e’ un’idea veramente bizzarra. La piazza deve avere profondità, visione, larghezza, deve essere spoglia proprio perche’ accoglie gli uomini che vogliono vedere nella sua grandezza la cattedrale. Ed e’ sempre stato così storicamente, e con questa funzione e’ stata disegnata. Si tratta di uno stravolgimento culturale. Cosa possa centrare l’agricoltura con il centro di Milano e’ una contraddizione stridente e, poi, Milano e’ ormai tutt’altra cosa. Allora perche’ non portare l’acqua in via Laghetto? Mettere addirittura delle piante in piazza del Duomo e’ un obbrobrio visivo. Già molti anni fa se ne era parlato e i milanesi nella loro stragrande maggioranza avevano rigettato questa ipotesi, come la folle idea di sostituire le lastre con del ciottolato. Oltretutto, i milanesi su questa scelta non sono stati minimamente coinvolti”, fa piacere che qualcuno ritenga ancora che il buon senso debba avere la precedenza sulle ideologie.

L’ennesima occasione di migliorare l’aspetto della città andata perduta per “merito” della giunta Pisapia, povera Milano. Poveri noi.

Otello Ruggeri per La Critica