IMMIGRAZIONE: BRAVO FELTRI. Gli unici clandestini sono gli anti italiani

Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di sfondare il muro di ipocrisia eretto a difesa del buonismo di facciata con cui ama mascherarsi la nostra società. Poco importa se si è d’accordo o meno con i contenuti dell’articolo di Vittorio Feltri: “Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro”. Quello che conta è che le sue parole rappresentano il pensiero di una consistente parte di italiani, rimasti senza rappresentanza fino a quando l’altro giorno l’editorialista de Il Giornale non si è deciso a metterlo nero su bianco.

Sono sempre meno gli italiani disposti a tollerare l’autolesionismo che induce certa stampa a flagellare il nostro paese, ogni qualvolta che una carretta del mare va a fondo senza che noi si abbia responsabilità alcuna di quanto accaduto. Sono probabilmente gli stessi che hanno storto il naso nel sentire il Papa dire “non devono più accadere tragedie come quelle di Lampedusa”, mentre, nel colpevole silenzio  di media e dello stesso pontefice, centinaia di cristiani sono massacrati ogni giorno nel mondo.

Noi, anche se ci è rimasto ben poco da dividere con il nostro prossimo, continuiamo a salvare e accogliere chi sbarca sulle nostre coste, ma nonostante questo, ogni santo giorno siamo costretti a sopportare le critiche del benpensante del caso. Una volta perché, in un paese dove centinaia di migliaia di italiani sono senza casa, non riusciamo ad accogliere in modo adeguato chi qui ci è arrivato senza invito, l’altra perché prendendoci cura della salute dei nuovi arrivati, usiamo metodi ritenuti efficaci da secoli, anche se all’apparenza indelicati.

Basta! Ha ragione Feltri, se agli immigrati non va bene come li accogliamo se ne stiano a casa loro, se là godevano di uno stile di vita migliore, chi glielo fa fare di venire a farsi maltrattare in Italia? In alternativa chiedano di essere curati e ospitati da quelli che si lamentano di come li trattiamo noi: i progressisti. Ma a quanto pare nemmeno loro ne sono capaci. Il centro di prima accoglienza  di Lampedusa  è gestito da una quindicina di coop rosse, il cui personale non ci ha pensato su due volte ad usare nei confronti degli immigrati afflitti da scabbia gli stessi metodi che nel dopoguerra si usavano sugli italiani colpiti dalla stessa patologia, senza che nessuno se ne lamentasse.

In realtà il problema è un’altro, c’è chi ama parlare male dell’Italia per partito preso, perché non la ama così com’è, sono sempre gli stessi, quelli che continuano a preferire vedere sventolare uno straccetto rosso al posto del Tricolore. Loro sono i veri clandestini, quelli di cui il nostro paese potrebbe fare benissimo a meno.

Otello Ruggeri per Milano Post