FASCISTI? FORSE SU MARTE! Nessun rigurgito solo ritrovato amor di Patria

Il sistema preferito della sinistra italiana per delegittimare i propri avversari è da sempre: dare loro dei fascisti. Un metodo così abusato da essere spesso utilizzato anche nel corso di lotte intestine. E’ di pochi giorni fa l’ultimo episodio del genere, nel corso delle celebrazioni per la strage di piazza Fontana, un gruppo di autonomi ha aggredito verbalmente il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, al grido di “fascista, fascista”. Come ci sia rimasto l’avvocato rosso che difese gli assassini di Ramelli ve lo lasciamo immaginare.

Da qualche tempo però, è sempre più frequente leggere questo “epiteto” sulle patinate pagine della stampa progressista. In modo quasi scomposto, come se le piazze italiane si fossero improvvisamente popolate di camicie nere. Non è così. In realtà quelle che si vedono sempre più spesso nelle strade sono le bandiere tricolori altrettanto poco amate da chi era abituato a farci sventolare quella rossa.

simone-di-stefano-La sinistra teme che gli sia sottratta la piazza, così si mette a fare liste di proscrizione. Se la prende con Casapound, rea di avere marciato fino alla sede della Commissione europea di Roma, per sottrarre la bandiera azzurra dell`Unione e sostituirla con una Tricolore. Stessero meno nei salotti a parlare dei massimi sistemi, forse si renderebbero conto che quella bandiera, come l’Unione e l’Euro, sono invisi alla maggioranza degli italiani. Strapparla attira sicuramente più simpatie a Casapound di quante ne ottiene il PD a sostenere un governo che sta mandando in bancarotta la nazione.

FNAnche Forza Nuova è nel mirino dei soloni di sinistra. Le si imputano di avere occupato piazzale Loreto a Milano, senza simboli di partito, ma esibendo striscioni da cui traspariva chiaramente l’appartenenza politica. In una città dove ogni giorno si ha notizia di un nuovo stabile occupato abusivamente da qualche collettivo, la sinistra di “occupazioni” dovrebbe avere almeno il buon gusto di non parlarne. Quelli di Forza Nuova non hanno “occupato” proprio nulla, si sono limitati a partecipare a una protesta che vedeva impegnate centinaia di persone di ogni estrazione politica e sociale ricevendo complimenti da tutti per il comportamento partecipativo tenuto. Quanto allo striscione che un militante di sinistra definì in “stile littorio” facendosi ridere dietro da tutta la piazza, fu prontamente sostituito da un altro con caratteri neutri, ma dallo stesso contenuto “fuori l’Italia dall’Europa dei banchieri”, la stessa cosa che chiedevano tutti gli altri manifestanti a prescindere dai caratteri con cui era scritto.

Me loni La russaNon solo sui gruppi più “identitari” si abbatte la scure della censura rossa. Critiche a Il Giornale d’Italia per il titolo (questo si un po’ imprudente) “Pronta la marcia su Roma”, che preannunciava il raduno dei forconi nella capitale. Critiche a Forza Italia, perché ha appoggiato la protesta pur avendo fatto parte del precedente governo, che lo abbia abbandonato proprio per non sostenerne le politiche troppo depressive per l’economia italiana i compagni  non lo prendono nemmeno in considerazione. Critiche a La Russa e la Meloni, perché sperano che Fratelli d`Italia possa trarre vantaggio elettorali da manifestazioni dove si canta l`inno di Mameli e si ventola il Tricolore.

E’ evidente, non esistono rigurgiti fascisti, durante le manifestazioni non si sono visti né saluti romani, né camicie nere, né sentiti canti del ventennio. Quello che preoccupa veramente la sinistra è di avere perso il controllo delle piazze. Ora le vede occupate da quelli che vedendosi crollare l’italia sotto i piedi si sono finalmente ricordati di avere una Patria. Vedremo se i “progressisti” avranno il coraggio di offendere un popolo intero per il fatto di avere riscoperto di essere tale o se PD e compagni capiranno che per riconquistare consensi, è meglio che gettino via lo straccetto rosso e la smettano di sostenere un governo che sta svendendo il paese all’Europa. Gli italiani non ne vogliono più sapere di chi cerca ancora di mettere la politica sul piano dello scontro ideologico o apre il congresso al grido di “Italia vaffanculo” come ha fatto di recente la Lega, è meglio che se ne facciano una ragione: l’Italia (si spera) s’è desta.

Otello Ruggeri per La Critica