MILANO, A2A: TANTO RUMORE PER NULLA. Seduta tranquilla, cessione approvata

Le discussioni sulla governance di A2A e cessione di una quota della partecipazione societaria detenuta dal Comune, potevano sprigionare le stesse scintille scoccate in consiglio comunale venerdì scorso, ma non è stato così. Eppure le condizioni c’erano. L’opposizione aveva presentato 85 emendamenti, 35 dei quali di Fratelli d’Italia che per voce di Riccardo de Corato prometteva battaglia su ognuno di essi.

“Dopo la presa in giro della mini-Imu […] Noi ci batteremo per uno stop definitivo alle consulenze d’oro, ci batteremo contro la vendita del 5% della Società, e per un ulteriore riduzione dei 12 membri del Cda […] Se passerà la vendita, cercheremo di vincolare la cifra, che dovrebbe essere dai 65 milioni di euro in sù ad una sola grande opera pubblica, come ad esempio risanare, consolidare e ristrutturare tutto il sistema dei Navigli milanesi.” Questa la promessa dell’ex vice-sindaco.

L'iniziativa dei consiglieri del Carroccio (Foto Omnimilano)Gli argomenti principali della discussione iniziata alle 10:30 erano: prendere una decisione bipartisan sull’opera cui destinare il ricavato della vendita di A2a, un interrogazione della maggioranza al sindaco sulle consulenze e sponsorizzazioni dell’azienda negli ultimi 5 anni e un emendamento per ridurre da 14 a 12 i membri del futuro cda. Il Centrodestra ha contestato a Pisapia la differenza fra il metodo usato dal sindaco di Brescia con i gruppi consiliari nel confronto sulla locale A2a, ben diverso da quello tenuto a Palazzo Marino. Anche le consulenze avviate dalla società sono state motivo di accese discussioni, in particolare quella di Anna Puccio. Rispetto a questa Forza Italia ha chiesto una presa di distanza da parte del Pd, che ha di conseguenza presentato un interrogazione al Sindaco per avere chiarimenti sulle consulenze e sponsorizzazioni degli i ultimi 5 anni.

Ha raccolto invece i favori dell’opposizione l’emendamento di maggioranza per portare i  membri del cda da 14 a 12. Pur rimanendo contraria alla vendita, la Lega ha aderito con tutti i gruppi all’ordine del giorno con cui si chiedeva di destinare il ricavato per una grande opera. A dividere è stata la destinazione d’uso di questo capitale,  Fratelli d’Italia ha proposto la messa in sicurezza del Seveso, la Lega e Mariolina Moioli la sistemazione dei Navigli, mentre Ncd chiede sconti sulle bollette energetiche alle imprese del territorio. La maggioranza invece vorrebbe fossero attuati interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, oltre che opere per il parco Forlanini, il parco delle Cave e il parco Alessandrini, il tutto proposto come “la piu’ grande operazione antismog” per la città, succedendo per voce del Presidente del  consiglio comunale Basilio Rizzo, che la scelta sia sottoposta a una sorta di referendum fra i cittadini.

Dopo la pausa per il pranzo, il consiglio si è nuovamente riunito approvando rapidamente quanto all’ordine del giorno, compresa la riduzione dei membri del cda da 14 a 12,  che ha
ricevuto 28 voti a favore e 7 contrari e due astensioni venute, dai banchi della Lega. In seguito a questa delibera, la lista di maggioranza dei consiglieri di amministrazione si riduce da 11 a 9 nomi, quella di minoranza da 5 a 3.

Al termine di una riunione le cui premesse battagliere sono state probabilmente stemperate dall’imminenza del Natale, alcuni consiglieri si sono espressi in merito alla destinazione d’uso dei capitali ricavati.

de corato Riccardo De Corato, ha dichiarato: “Propongo due interventi: il risanamento del sistema dei Navigli che versano in condizioni drammatiche. Le sponde infatti stanno per crollare, altro che parlare di riportare alla luce i nostri canali d’acqua. La seconda proposta riguarda la realizzazione dello scolmatore del Seveso, un intervento già inserito nel piano delle opere pubbliche, che risolverebbe l’annoso problema dell’allagamento di Niguarda ogni volta che piove più del solito. Ci batteremo inoltre per uno stop definitivo alle consulenze d’oro (per intenderci il modello Anna Puccio).”

GalleraSecondo Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia, invece: “A Milano ci sono più di 22 mila persone in attesa di una casa. La Giunta Pisapia non ha creato in 2 anni un solo nuovo alloggio popolare, pur avendo promesso miracoli in campagna elettorale. Forza Italia la sfida su questa che è la prima emergenza sociale milanese. […]Abbiamo già detto il nostro Sì. Usiamo gli introiti per costruire nuove case popolari. Il piano urbanistico su cui lavorare è già pronto: quello avviato dal centrodestra nel precedente mandato. […] Uni progetto abbandonato dalla Giunta Pisapia: l’assessore De Cesaris ha dirottato i fondi sulla ristrutturazione di edifici obsoleti e a nostro avviso irrecuperabili. […] Ma ora non ci sono scuse: con gli introiti di A2A il piano casa riparta… dopo il bla bla aspettiamo i fatti”.

Otello Ruggeri per La Critica