A Milano SEL ricandida Pisapia: “un vago senso di presa per i fondelli”

Causando un brivido di terrore nella schiena di buona parte dei milanesi al termine del congresso di SEL tenutosi in città, è stata annunciata l’intenzione di ricandidare Giuliano Pisapia alla poltrona di sindaco.

Non c’è che dire, alla sinistra non manca il coraggio, ce ne vuole parecchio per tentare la scalata di palazzo Marino, proponendo di farvi rimanere l’uomo su cui grava l’accusa di essere la causa di buona parte dei problemi di Milano. E lui, proprio come se fosse un imputato nell’aula di un tribunale, ha risposto al giornalista di Repubblica che gli ha chiesto cosa ne pensa di una eventuale ricandidatura: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

Poi, come capita a chi è abituato a promettere senza mantenere, ha risposto lo stesso: “Diciamo che per finire le cose che ritengo giusto fare per questa città cinque anni non bastano, ne servono dieci…”. Bisognerebbe anche cominciare a farle queste “cose” aggiungiamo noi, magari smettendo prima di disfare quelle fatte dagli altri in precedenza. Mettendo in serio pericolo le coronarie di tutti gli italiani, Pisapia ha poi proseguito parlando di un suo possibile impegno a livello nazionale: “Nel cambiamento su scala nazionale io ci credo ancora.  Il mio impegno ci sarà, non so dire se anche sul piano istituzionale. Mai dire mai…”. Notizia che getta doppiamente nello sconforto, da un lato perché potrebbe privare il centrodestra milanese di un avversario oramai screditato, dall’altro perché potrebbe vederlo impegnato nel riproporre in Italia le stesse politiche fallimentari adottate a Milano. Pisapia ha terminato l’intervista definendo l’operato della sua giunta “sostanzialmente positivo”, giudizio fuori dalla realtà, che solo la drammatica situazione in cui versa la città ha impedito si trasformasse in un inesauribile fonte di battute e ilarità in chi lo ha commentato.

Gallera 3Giulio Gallera (Forza Italia) è stato il primo a non riuscire a trattenere un’amara battuta: “C’è qualcosa di surreale nell’intervista del Sindaco Pisapia a La Repubblica. Avete presente le guide archeologiche che vi dicono: Qui c’era la Sala del Trono, riccamente affrescata, e indicano col dito alcune macerie. Ecco, questa è l’intervista del Sindaco”.

Al coordinatore cittadino di Forza Italia, la ricandidatura provoca una sensazione precisa: “Rimane un vago senso di presa per i fondelli” e ne elenca anche i motivi, “Milano vive un declino drammatico: mancanza di sicurezza, degrado delle periferie, accanimento contro le categorie produttive, deficit di interventi infrastrutturali di sviluppo… In due anni la Giunta ha inanellato un fallimento dopo l’altro, ha coltivato una visione elitaria e lunare, ha svuotato le tasche dei milanesi… il bilancio è stato approvato con undici mesi di ritardo, e non siete oggi in grado di gestire l’assestamento”  rinfaccia loro, e poi continua: “Avete distribuito gli spazi pubblici inutilizzati ai centri sociali che li hanno occupati. Avete creato povertà con un diluvio di tasse e con l’aumento delle tariffe: area C, incrementi di COSAP, TARES e IMU”.

Le critiche di Gallera sembrano non avere fine: “La coesione sociale rimane una chimera, perché insicurezza, solitudine e precarietà crescono mentre il Comune gira le spalle ai quartieri e guarda solo a Piazza Scala… il sindaco ha anche il coraggio di dire Non ho mai fatto promesse,  accusa Boeri  di incapacità e gli stessi milanesi di non avere senso civico” e conclude con una promessa: “Saremo noi a riunire le forze moderate e riformiste di questa città, a dare loro un progetto di governo, a liberare le energie della cultura, dell’impresa, del lavoro. Saremo noi a liberare Milano dall’incubo di una ideologia conservatrice che non vede oltre la cerchia dei Navigli. 10 anni? No, grazie, Signor Sindaco: basta così”.

de coratoAnche l’ex vice Sindaco Riccardo De Corato esordisce con una battuta: “E’ una buona notizia per noi che Pisapia sia pronto a ricandidarsi nel 2016: con i disastri che ha combinato a Milano, per il centrodestra sarebbe un gioco da ragazzi tornare a vincere”, ma poi prosegue giudicando inattendibile il sindaco: “Peccato dalle sue parole si intuisca benissimo che in realtà non ha alcuna voglia di impegnarsi di nuovo. Non gli importa nulla di Milano e ha paura che i cittadini non gli rinnoveranno la fiducia”. Conclude  quindi accusandolo  di opportunismo politico: “Annuncia infatti nel solito stile incerto ed esitante che il suo impegno a livello nazionale ci sarà… mai dire mai. Una bella prova di devozione nei confronti di Milano. Non male per chi, come vorrebbe farci credere lui, è completamente concentrato sulla città. Pisapia ha usato Milano come trampolino di lancio per la carriera che davvero gli sta a cuore, quella a Roma. Nel frattempo, mentre coltivava i suoi sogni di gloria, ha ridotto Milano a una città irriconoscibile”.

luca-leporePer  la Lega parla Luca Lepore, che conta sul buon senso dei milanesi: “Il sindaco Pisapia annuncia che per finire le cose che ritiene giusto fare per Milano occorrano ancora 7 o 8 anni? Bene, i milanesi non sono idioti e non gli daranno l’opportunità di cagionare ancora danni per la nostra città” stupito per le parole del sindaco continua, “ Ma come gli può passare per l’anticamera del cervello quest’ipotesi bislacca e talmente fuori da ogni logica del buon senso? Come può sfiorargli l’idea di angariare ancora per 8 anni Milano quando sta già passando alla storia come il sindaco strozzino che ha messo in ginocchio le famiglie milanesi” e dopo avere elencato una lunga serie di accuse, conclude minacciando battaglia se non saranno consultati i milanesi sulla questione moschea: “Un’ultima notifica: una moschea per l’Expo se la scordi e non dica stupidaggini. Prima la parola ai milanesi con un referendum, altrimenti dovrà passare sopra i nostri corpi”.

Viste le reazioni suscitate, prima di rilasciare un’altra intervista consiglieremmo vivamente a Giuliano Pisapia di tenere bene presente l’adagio: “Un buon silenzio non fu mai scritto”.

Otello Ruggeri per Italia Post