MILANO, I “FORCONI” MARTEDI’ 11. Resoconto di blocchi e manifestazioni

Ieri mattina alle 10:30  sono i ripresi i blocchi del traffico deiforconi a piazzale Loreto, una cinquantina di persone ha cominciato a fermare le auto all’incrocio con corso Buenos Aires, invitando gli automobilisti a scendere per unirsi a loro anche solo per qualche minuto. In alcuni casi le loro richieste hanno avuto successo, sopratutto con i passanti che spesso si fermano a scambiare qualche battuta in mezzo alla strada con i manifestanti.

tricoloreVerso la tarda mattinata si è verificato l’unico episodio preoccupante. Da un pullman di tifosi olandesi dell’Ajax bloccato dal presidio sono scesi una ventina di persone che hanno tentato di aggredire i manifestanti, ma sono stati prontamente fermati e allontanati dalle forse dell’ordine  prima che qualcuno di facesse male.

Un po’ di tensione fra le diverse anime della manifestazione l’ha creata anche la rimozione da parte dell’organizzazione di uno striscione con scritto “In piazzale Loreto c’è ancora posto”. A esporlo sarebbero stati alcuni militanti del centro sociale il Cantiere, con chiaro riferimento ai corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci esposti nel ‘45 in piazzale Loreto.  ”Appena ce ne siamo accorti  lo abbiamo staccato perché non vogliamo slogan che possano incitare alla violenza e perché non vogliamo riferimenti politici”.

FORCONI, LA GIORNATA DI PROTESTE IN PIAZZALE LORETO - FOTO 13Nel pomeriggio i manifestanti hanno lasciato piazzale Loreto dirigendosi in corteo fino a Porta Venezia e ritorno. Dopo qualche problema organizzativo iniziale i partecipanti sono riusciti a darsi una forma più ordinata e a procedere con un cordone frontale, continuano a cantare l’inno nazionale e a rivolgersi a passanti e automobilisti per convincerli a unirsi alla protesta.

Intorno alle 18:10 i coordinatori del movimento hanno letto al megafono un “manifesto” che è fruttato loro l’applauso della folla, “La violenza non fa parte di noi. Non siamo forconi ma il popolo italiano. Non abbiamo ideologie ma solo ideali che ci uniscono, come la dignità, il lavoro e il rispetto. Non vogliamo piu’ una classe politica come questa, e vogliamo che si dimettano. Marciamo a fianco delle forze dell’ordine che ci proteggono. L’unica bandiera che ci identifica e’ quella italiana”.

photo_96682E’ proseguito e la giornata di oggi anche il presidio di Copagri, di fronte al Pirellone, in piazza Duca d’Aosta. Durante una conferenza stampa tenutasi oggi alle 12:30, Roberto Cavaliere, presidente di Copagri, ”Abbiamo deciso di effettuare due distribuzioni di latte solidali alle mense di poveri, una alle 16 alla mensa dei cappuccini in via Kramer, a cui doneremo 800 litri di latte e alle 17.30 saremo da Don Colmegna in via Brambilla”. Cavaliere, che parlava da un camion di fronte al Pirellone ha spiegato come continuerà la protesta degli allevatori. Protesta che, ha chiarito  ”non e’assolutamente collegata ne’ coordinata con le altre che si stanno svolgendo in questo momento in altre parti di Milano”.

Infine ha spiegato come continuerà il presidio, “Una trentina di allevatori questa notte e’rimasta in piazza Duca D’Aosta e i produttori di latte contano di restare ancora organizzati per turni, alternando al presidio azioni di solidarietà. Il mondo agricolo e’ al collasso, l’agricoltura è in ginocchio, ma siamo coscienti che stiamo vivendo anni in cui tanti cittadini sono in difficoltà, forse anche più i noi”.

Otello Ruggeri