La rabbia e l’amarezza di Milano: a chi ha ucciso Savarino non si può dimezzare la pena

Ridotta da 15 anni a 9 anni e 8 mesi di reclusione la condanna per Remi Nikolic, il rom che nel gennaio 2012, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, al volante di un suv ha travolto e ucciso l’agente di polizia locale Niccolò Savarino.

Da quanto in attesa delle motivazioni della sentenza, la corte ha confermato la pena per omicidio volontario, ma ha concesso all’imputato la massima estensione delle attenuanti generiche e della minore età, riducendo in tal modo la pena. Anche in primo grado i giudici avevano riconosciuto le attenuanti generiche come prevalenti rispetto alle aggravanti contestate e nelle motivazioni spiegavano di averlo fatto tenendo conto del “contesto di vita famigliare” nel quale il ragazzo “è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento” e dalla “totale assenza di scolarizzazione”, ma in appello la riduzione di pena è stata ancora più elevata.

de coratoAppena resa nota la scandalosa sentenza, non si sono fatte attendere le reazioni indignate di molti politici milanesi e lombardi, eccone alcune:  il leghista leghista Stefano Bolognini, Assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, “Ma perché non dare anche un premio al rom che ha ucciso il vigile Niccolò Savarino?… È una vergogna…Solidarietà alla famiglia Savarino per questa ingiusta sentenza dei giudici di Milano”. Riccardo De Corato, Fratelli d’Italia, ”Tra meno di tre anni l’assassino del vigile Savarino potrà anche chiedere di essere messo in regime di semilibertà…. non passerà molto tempo prima di vederlo circolare liberamente. E’ una decisione che non ci stupisce, visto come vanno le cose in Italia, ma che ci amareggia molto. Ai familiari dell’agente Savarino, barbaramente ucciso va la nostra solidarietà e vicinanza. Più contenuta la reazione di Marco Granelli, assessore alla Sicurezza, “”Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza… Un omicidio efferato che sconvolse tutta la città. Ma in una giornata come questa, esprimendo vicinanza alla famiglia e a tutti i colleghi. l’Amministrazione comunale vuole dare appuntamento ai milanesi per ricordare Niccolò, a due anni dalla scomparsa, il prossimo 12 gennaio. Lo ricorderemo nel Parco che abbiamo dedicato vicino al Comando della Polizia Locale di Zona 9 dove prestava servizio”

Gallera 3Luca Tafuni, portavoce del Comitato Jenner Farini, chiama in causa il governo,”La decisione di ridurre la pena al criminale che uccise in modo tremendo il povero vigile Savarino lascia tutti senza parole. Non possono esserci attenuanti per un crimine del genere. Chiediamo al ministro Cancellieri di intervenire subito per fare davvero giustizia”. Marco Osnato, consigliere comunale di Forza Italia, “Sono sentenze che lasciano sbigottiti. A rimetterci comunque sono sempre i cittadini piu’ indifesi, in questo caso i familiari del povero vigile Savarino Evidentemente rimane in disparte la funzione deterrente della pena. Invece, il segnale che dovrebbero dare le istituzioni e’ di condanne proporzionate alla gravita’ dei fatti. In questa situazione desta preoccupazione ulteriore la deriva in parlamento con la discussione su amnistia e indulto”. Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia, ”Questa sentenza lascia sconcertati. Poi ci si lamenta del fatto che nessuno crede piu’ alla magistratur. Ormai la magistratura dimostra di essere fuori dal mondo con sentenze come questa, invece di applicare le leggi con pene esemplari e chiare”.

Ci sarebbe anche l’opinione dell’autore di questo articolo: Ruggeri Otello. Io in pratica. Costretto ad assistere all’ennesima inspiegabile e ingiustificabile sentenza della magistratura milanese, che probabilmente nell’emetterla si è giocata quel poco di credibilità che gli era rimasta. Questa volta però ad esserne colpito non è stato il potente del caso che in un modo o nell’altro se la cava sempre, ma un uomo caduto mentre serviva Milano, il dolore dei suoi famigliari e la cittadinanza tutta, che quando avrà appreso della sentenza ne rimarrà sconcertata. Sarà difficile da ora in poi per chi come me nella giustizia ci crede, convincere i milanesi che nella nostra città la legge viene amministrata in scienza e coscienza.

Otello Ruggeri per Italia Post