MILANO, QUARTIERE ADRIANO SEMPRE PIU’ DEGRADATO. Doveva essere un modello, ci allevano le capre

Il quartiere Adriano fu progettato per essere un modello di urbanizzazione, ma grazie alle segnalazioni del Consigliere di Zona 2, Silvia Sardone, stiamo scoprendo in quale stato di degrado e abbandono versi nella totale indifferenza delle istituzioni. Dove dovevano esserci parchi ci sono solo terreni inquinati percorsi da elettrodotti non interrati, con sullo sfondo gli scheletri di edifici abbandonati che dovevano ospitare scuole e servizi.

La segnalazione di oggi, che (scusatemi la facile battuta) potrebbe apparire una questione di lana caprina, è comunque sintomatica della poca attenzione prestata dalle autorità a quanto accade in quella zona. Ecco cosa pecoreè possibile vedere in Via Tremelloni, Via Mulas e Via Tognazzi, alla periferia nord di Milano vicino al confine con Sesto San Giovanni, secondo il racconto della Sardone: ”Un quartiere regalato al degrado e dove tutte le promesse sono rimaste nei cassetti. Ci ritroviamo aree  dove erano previsti grandi parchi (120-150 mq) e invece vediamo allevamenti abusivi di capre e pecore in terreni inquinati con una collina, non bonificata, costituita da materiale di riporto. Una zona con pozze d’acqua d’abbeveramento(e tantissime zanzare d’estate), ambrosia ovunque e topi visibili dappertutto. Centinaia di appartamenti invenduti in un quartiere che doveva essere modello e invece rimane esempio di una periferia diventata un’enorme area dormitorio senza servizi. Edifici abbandonati occupati da abusivi, trasporti e viabilità da incubo, discariche a cielo aperto, lavori lentissimi e un diffuso senso di insicurezza. I furti sono all’ordine del giorno. Senza dimenticare elettrodotti non interrati (con casi di tumore in aumento) e il rischio della realizzazione da parte di Sesto San Giovanni di una centrale a cogenerazione al confine con Milano. La giunta Pisapia – conclude Sardone – latita e continua a non mantenere le promesse, lasciando i cittadini nel disagio e nel dubbio che dovranno rimanere in una periferia completamente dimenticata”.

Otello Ruggeri per Italia Post