MILANO, MUSULMANI: RICORSO AL TAR CONTRO IL COMUNE. Una legge regionale impone di individuare luoghi per le moschee

Sembra che la “questione moschea a Milano” avrà un epilogo legale. Nonostante l’apertura dell’assessore al dialogo interreligioso Francesco Cappelli, che in vista dei numerosi turisti di fede musulmana attesi in città per Expo,  ritiene necessario edificare una moschea a Milano, le associazioni milanesi si preparano a un’azione legale al Tar contro il Comune per non averne ancora resa possibile la realizzazione.

L’azione è stata pensata in virtù di un precedente del novembre 2013. In quell’occasione il TAR ha accolto un ricorso della comunità islamica di Sesto Calende in forza della legge regionale 12/2005, quella sui piani di governo del territorio, che impone ai comuni di destinare zone alle funzioni religiose. Davide Piccardo, portavoce del coordinamento associazioni islamiche in passato candidato al Comune per Sinistra Ecologia e Libertà, ha però precisato che il ricorso è solo una delle possibilità prese in considerazione per ottenere quanto lui considera un diritto della comunità cui appartiene.

Durante la campagna elettorale ai musulmani (e non solo) di Milano fu promessa la costituzione dell’albo delle religioni e ventilata la possibilità della realizzazione di una moschea. A riprova di quanto poco di ciò che fu detto è stato mantenuto dalla giunta, il primo ancora l’aspettano e per la seconda dovranno probabilmente rivolgersi alla legge. In questo caso, poco importa se si è sì o no d’accordo con le richieste avanzate a fronte del mettere all’indice un metodo, quello della giunta Pisapia, fatto di promesse non mantenute e favori alle associazioni amiche per soli scopi elettorali, che non sta facendo per niente bene alla città.

Otello Ruggeri per Italia Post