Ecco come il centrodestra di Milano riaprirà “le case chiuse”

Ieri pomeriggio presso la sede della Regione Lombardia, il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo, il consigliere di Forza Italia Giulio Gallera, il presidente della Lista Maroni Stefano Bruno Galli e il capogruppo di Fdi De Corato, hanno presentato, il progetto di abrogazione parziale della Legge Merlin avente lo scopo di combattere lo sfruttamento della prostituzione e il malaffare ad esso legato.

Si tratta di un idea condivisa da tutti i gruppi della maggioranza di centrodestra che ha estimatori anche in parte dell’opposizione e trova ovvie resistenze nell’area cattolica di entrambi gli schieramenti.  L’idea è di creare delle vere e proprie cooperative di prostitute, riconosciute dallo Stato, soggette al pagamento delle tasse,  sottoposte a ispezioni di Asl e Questura. Vietando contemporaneamente la prostituzione in strada.

Gallera 3Molti dei protagonisti della conferenza molti dei protagonisti della presentazione hanno rilasciato delle dichiarazioni Giulio Gallera (Forza Italia) ha voluto condividere con gli altri il merito dell’iniziativa “Sono orgoglioso della battaglia che stiamo conducendo in Regione. Mi rendo conto che il tema può dividere, come di fatto sta già avvenendo, ma ritengo che la nostra sia una battaglia di civiltà e di libertà”. Oltre al metodo Gallera tiene anche a specificare i motivi “E’ naturalmente una battaglia vera per la legalità, è il racket che gestisce la prostituzione. Tutti sanno che chi la esercita è l’anello debole della catena: le donne, soprattutto straniere, sono trattate come schiave e non è facile uscire dal giro. Sono cose risapute, ma c’è una grande ipocrisia. Come è possibile tollerare tutto questo? Vogliamo affrontare questo problema in modo razionale e tutelando le donne. Salvaguardiamo la loro dignità di persone”. E ci sarebbe anche qualche vantaggio per lo Stato: “Questo significa che pagheranno le tasse. Sarebbe un gettito recuperato per lo Stato e un’entrata in meno per la mafia. Anche così si combatte la criminalità”. Non risparmia la critica ai “cugini”: “Spiace vedere Formigoni allineato alle posizioni più immobiliste e retrograde. Capiamo che ci sono esigenze dettate dal nuovo posizionamento partitico”.

de coratoRiccardo De Corato (Fratelli d’Italia) tiene a rivendicare i molti anni spesi nel tentativo di ottenere questo risultato, “Sono vent’anni che porto avanti questa battaglia. Ho presentato anche un progetto di legge in Parlamento. Capisco che Formigoni possa avere un’idea diversa dalla nostra. La prostituzione non si può abolire, questo credo che sia chiaro a tutti, però possiamo disciplinarla. I cittadini che in alcune zone di Milano subiscono quotidianamente la presenza di prostitute e viados. Agli esponendi del Pd chiarisco che la nostra iniziativa è a costo zero, non c’è alcun onere per i cittadini. La prostituzione, così come è oggi, significa traffico di esseri umani, significa alimentare la criminalità organizzata, significa tollerare che le minorenni siano vendute e trattate come schiave. Tutto questo accade sotto i nostri occhi, non serve andare in periferia, proprio qui intorno alla sede della Regione dopo le 22 è possibile rendersi conto di un problema che è sociale, di degrado urbano, di legalità. E oggi la prostituzione è anche quella maschile, lo dico per far capire come sia cambiato questo mondo dai tempi della Merlin. Ci vuole coraggio e determinazione, ma andiamo avanti.”

regione lombardiaPoi in ordine sparso in molti hanno voluto dire la loro. In primis Luca Gibillini, consigliere comunale di SEL, che sostiene la proposta del centrodestra: ”La battaglia per la regolamentazione e tassazione della prostituzione é da condividere e, soprattutto, da vivere come una battaglia di civiltà e non di semplice ordine pubblico”. Anche Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e all’Urbanistica della Lombardia e dirigente di Fratelli d’Italia, si schiera a sostegno della proposta: “E’ dal 1992, che mi batto per l’abolizione della Legge Merlin, lotta all’Aids e controlli sanitari, contrasto alla malavita organizzata, regolamentazione fiscale dell’attività sono solo alcuni dei motivi che mi vedono in prima linea in questa battaglia”

In disaccordo Roberto Caputo, Vice Presidente del Consiglio provinciale di Milano (PD): “Si sta alzando un inutile polverone sulla questione della Legge Merlin, si tratta di una vicenda che riguarda il Parlamento. Sarebbe altrettanto assurdo riproporre il modello delle case chiuse, semmai vi è la necessità di sviluppare una forte battaglia contro le bande criminali”. Lancia però anche un’altra sua proposta “Molto meglio la creazione di cooperative autogestite dalle stesse prostitute. La vicenda – conclude – è molto delicata, trattarla in questa maniera superficiale è pura demagogia che non porta a nessun risultato”. Sempre dal PD un’altra voce discordante: “La Lega è ossessionata dalla propaganda e dalla visibilità mediatica – dichiara  Alessandro Alfieri capogruppo del Pd in Regione – vorremmo che lo stesso impegno che pone sull’abolizione della legge Merlin lo mettesse sulle questioni concrete che riguardano il contrasto alla violenza sulle donne”. Anche il Nuovo Centrodestra in Regione si dissocia dalla proposta, col capogruppo Mauro Parolini: “Non siamo tra i promotori del referendum perche’ ci sono altre priorità”. A ruota Roberto Formigoni, sempre dirigente NcD: ”Non e’ una priorita’, se si vuole affrontare il tema lo si faccia in Parlamento, noi non assecondiamo iniziative propagandistiche con i soldi dei cittadini. Non credo che la strada sia quella di riaprire le case chiuse”.

La legalizzazione della prostituzione è un tema annoso che regolarmente tiene banco nei dibattiti. I consensi e dissensi ad esso, come si è visto, si assestano su fronti trasversali agli schieramenti politici, trovando sostegno sia nei liberali che tra i progressisti, e trovando contrasto sia tra la sinistra che tra i cattolici di centrodestra. La necessità di tutelare le donne sfruttate quotidianamente da capibanda senza scrupoli, magari col peso del ricatto alla famiglia di origine, deve rimanere comunque una priorità, e questa presentata ieri può rappresentare una valida soluzione al problema.

Otello Ruggeri per Italia Post