Se la Sinistra da qualche parte avesse una coscienza, oggi capirebbe di aver sbagliato

Sempre a Gaber si torna, “…la libertà è partecipazione…”, dove questa viene negata non può esserci la Democrazia.

Ieri è stato cancellato il diritto di partecipare alla vita democratica del paese non solo a Silvio Berlusconi, ma anche a quei milioni di elettori che lo hanno votato ed eletto. Ciò è avvenuto sulla base di molteplici improbabili sentenze di una magistratura innegabilmente ideologizzata, a sfregio della Costituzione che vieta la retroattività delle leggi penali e su mandato di una sinistra che incapace di vincere nelle urne cerca di farlo attraverso i tribunali. Il cavaliere di Arcore è stato fatto oggetto di una persecuzione giudiziaria senza precedenti, non come si potrebbe superficialmente pensare per odio personale, bensì perché in lui, dalla “gioiosa macchina da guerra” in poi, è stato individuato il principale ostacolo alla presa del potere da parte degli eredi del Partito Comunista Italiano.

Quello che gli successo poteva capitare a chiunque fosse stato al suo posto, questo pensiero dovrebbe essere sufficiente a giustificarne la difesa, non è un uomo che si protegge, bensì la libertà di tutti quelli che si riconoscono in valori diversi da quelli dei nipotini di Lenin. La sinistra italiana ha insita in sé la solida convinzione che il potere le spetti di diritto anche a costo di prevaricare quelli altrui. Non c’è nessuna differenza fra chi oggi impugna la magistratura come un’arma micidiale e quelli che nel primo dopoguerra assassinavano preti, imprenditori e oppositori politici nelle campagne romagnole. Si sono solo ripuliti dopo averci provato nuovamente fra gli anni 60 e 80 quando i “compagni che sbagliavano”, bagnarono con il sangue di politici, imprenditori, poliziotti, carabinieri… le strade del nostro paese.

Sono così, non ci si può fare niente, solo il buon senso di noi che stiamo dall’altra parte ha impedito, che reagissimo trasformando l’Italia nel teatro di una guerra fratricida. Forti di questo e dell’avere eliminato quello che credevano essere il loro avversario più insidioso, ora sono convinti che sia finalmente giunto il momento in cui otterranno il tanto agognato potere. Come al solito non hanno capito niente, non è un uomo che devono temere, bensì diverse decine di milioni; l’esercito degli italiani che di vederli al potere non ne vogliono proprio sapere e quelli sarà difficile mandarli tutti in galera. Mi dispiace compagni, vi daremo qualcun’altro da odiare, o tutti noi se servirà farlo, ma che vi piaccia o meno: vi purgheremo ancora e sarà un gran piacere farlo.

Otello Ruggeri per Italia Post