A Milano si riesce a compiere uno sgombero rom: ma il prima e il dopo sono pessimi

Sono passati un paio di giorni da quando il coordinamento cittadino del PDl-FI ha emesso un comunicato di denuncia sullo stato in cui versava il campo rom abusivo di via Brunetti:

Il campo rom nell’ex Italmondo di via Brunetti è un inferno di degrado e incuria cresciuto nel completo disinteresse del comune: il più grande campo rom abusivo della città. Parliamo di una favela di inimmaginabile degrado, con oltre 500 bambini al freddo: donne e uomini in condizioni bestiali, tra mucchi di rifiuti maleodoranti e cavi elettrici scoperti.  Una immagine che ferisce Milano e inchioda il sindaco Pisapia e la sua giunta a responsabilità politiche e umanitarie gravissime.

In via Brunetti si scoperchia tutta la verità, sulla gestione Pisapia della questione nomadi. Una politica di paroloni: “diritti”, “casa”, lavoro”, “accoglienza”, che ha avuto come effetto l’aumento a dismisura delle presenze abusive di rom in città, di cui l’accampamento di via Brunetti è solo l’ultimo e più eclatante esempio. Risultato, i disillusi rom occupano nuove aree abusive. La giunta ha smantellato le politiche di rigore e rispetto della legge del centrodestra, sostituendole con l’accoglienza indiscriminata. I cittadini milanesi non sono più in grado di sopportare il buonismo di Pisapia, ma pretendono di vivere in quartieri sicuri.

Ieri mattina con l’ausilio di un massiccio schieramento di Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Protezione civile e personale sanitario il campo è stato sgomberato, ma le modalità dell’operazione e i luoghi dove sembra siano stati destinati gli sfollati non soddisfano ancora le opposizioni.

Carlo Fidanza (FdI)

La prima reazione è stata quella di  Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia, che pur compiacendosi per l’avvenuto sgombero, critica pesantemente l’organizzazione del “dopo” prevista dal comune: “Meglio tardi che mai. Sono state necessarie ripetute aggressioni e rapine, nonché presidi e manifestazioni dei residenti, per ottenere ciò che dovrebbe essere diritto di ogni libero cittadino: poter circolare liberamente nel proprio quartiere senza temere per la propria incolumità a causa della presenza di personaggi poco raccomandabili accampati in aree dismesse, sì private ma lasciate senza controllo dall’amministrazione comunale. C’è da chiedersi adesso se la zona ne trarrà davvero dei benefici o se queste persone continueranno a vagare cercando altri posti dove accamparsi: non sembra infatti che il piano del Comune poggi su idee chiare, sembra invece piuttosto arrabattato. Tanto che al momento i rom sono stati sistemati poco distante, in via Barzaghi”.

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A fargli eco poco dopo, Giulio Gallera Coordinatore cittadino del PdL-FI, anche lui molto critico sulla gestione dei trasferimenti e sulla modalità dello sgombero, che a suo dire sarebbe stato solo parziale, “Con  questa Giunta ogni buona notizia è in realtà una brutta notizia. Dopo le  proteste  degli  abitanti  stamattina  il  Comune ha sgomberato i campi abusivi di via Montefeltro e Brunetti. Bene, visto le condizioni da favelas della  zona,  che  io  stesso  avevo  denunciato  nei  giorni scorsi. Ma le modalità dello sgombero rivelano un’imbarazzante  improvvisazione, con i rom (700!)  spostati  poco distante, in via Barzaghi. E pazienza se i residenti continueranno  a essere vittime del degrado. Il trasferimento ha riguardato le  famiglie  con minori, che è come dire la quasi totalità degli “ospiti”, considerato  il  numero  di  piccoli  nomadi che vivevano nei due campi.”

Conclude quindi con il ribadire una ferma condanna alla politica della giunta Pisapia, ”E’ evidente  come  da  parte  della  Giunta non ci sia più alcun controllo del territorio,  soprattutto  quando  si  tratta delle periferie. Per il Comune arancione i quartieri decentrati sono aree off limits, che non si conoscono e  non  si  vogliono  conoscere.  La  Giunta  agisce solo dopo aver letto i reportage   dei   giornali,  ma  interviene  in  modo  raffazzonato,  senza preparazione,  senza  strategia.  La città è sfuggita di mano e non bastano più  gli  slogan  e  qualche  iniziativa  pseudoculturale per nascondere la triste realtà di Milano.”

Otello Ruggeri per Italia Post