MILANO, QUARTIERE ADRIANO, GLI SVILUPPI. Centrale elettrica: “De Cesaris e Chittò fanno propaganda ingannevole”

Su segnalazione del consigliere di zona 2, Silvia Sardone, qualche giorno fa ci siamo occupati dello  studio di fattibilità spacciato per inizio dei lavori nel quartiere Adriano. In relazione a questo,  il sindaco di Sesto San Giovanni Chittò e il vicesindaco di MilanoDe Cesaris hanno emesso una nota congiunta in cui si parla di un progetto riguardante una centrale elettrica, che in realtà sembra non esistere.

A rispondere loro è la stessa Sardone: “In merito alla questione della centrale elettrica nel quartiere Adriano il sindaco di Sesto San Giovanni Chittò e il vicesindaco di Milano De Cesaris dovrebbero smettere di diffondere note  con il rischio serio di disinformare i cittadini. Non c’è nessun progetto formalmente depositato ma sul sito di A2A si evince chiaramente la volontà di realizzare in quel luogo una centrale.” – chiarisce, per  poi continure incalzando, “Se non c’era nessun progetto nemmeno nei cassetti perché hanno cambiato la destinazione d’uso mettendola a tecnologica invece di parco? Inoltre una cooperativa delle abitazioni delle vie limitrofe all’area ha impugnato davanti al giudice la variante del Comune di Sesto che cambia, appunto, la destinazione d’uso di questa zona (da parco a tecnologica). Dubitiamo che si siano inventati tutto. Per questa ragione, formalmente, ad oggi non c’è alcun progetto depositato ma solo perchè con ogni probabilità stanno attendendo l’esito della sentenza. Inoltre se fosse vero che il cambio di destinazione d’uso riguardi solo le vasche allora non si comprende perché la variante vada a incidere su un territorio ben più ampio (comprendendo per l’appunto la zona dove sorgerà la centrale).”

Il consigliere si pone anche altre domande, “Ci chiediamo, tra l’altro, di chi sia l’area dove dovrebbe sorgere la centrale. Infine anche la De Cesaris negli incontri pubblici non ha mai detto che non sorgerà la centrale ma solo che era a conoscenza di un ricorso in essere: è chiaro quindi che è il ricorso l’unica barriera che blocca le intenzioni dei comuni e di A2A. Se fosse vero il contrario perché Sesto non annulla la delibera nella parte in cui prevede il tecnologico intorno all’area delle vasche riportandolo a parco così come inizialmente previsto?” per poi fare con qualche rivelazione assai interessante, “Per la cronaca l’area in questione era di proprietà di Pasini e l’assessore all’edilizia pubblica e privata ai tempi del PGT contenente la variante era Pasqualino Di Leva poi arrestato per il Sistema Sesto di Penati. Dobbiamo credere alla buona fede? Ci smentiscano riportando le aree a destinazione d’uso residua a parco: perché De Cesaris non lo chiede? Perché Chittó non lo fa? Le parole non contano di fronte ad atti e documenti che rivelano un’intenzione chiara, bloccata solamente da un ricorso.”

A questo punto starebbe a noi trarre le conclusioni, ma la Sardone lo fa così bene che ci sembra naturale riportare le sue. “Siamo stanchi delle strumentalizzazioni politiche, della propaganda, delle finte smentite, dei ripensamenti e di parole fumose che lasciano un intero quartiere, già colpito da degrado e abbandono, nel dubbio di dover subire la realizzazione di un nuovo impianto, potenzialmente nocivo per la salute. “

Otello Ruggeri per Italia Post