L’INTERVISTA. Albertini, l’ex sindaco di Milano: “Una città e un Paese da salvare

Con Gabriele Albertini iniziamo una serie di interviste con cui intendiamo ripercorrere gli ultimi decenni della storia di Milano, attraverso i sindaci che l’anno governata. Mi ero ripromesso di non fare nessun commento, per evitare che il mio “evidente” posizionamento politico, potesse condizionare la riuscita di questo lavoro, ma sull’ Albertini che ho conosciuto qualche parola sul piano personale è doveroso spenderla.

Fin dal primo contatto telefonico si è dimostrato una persona di una cortesia e di un “accoglienza” squisite, tanto che dopo poche parole avevo l’impressione  di essere io il Senatore. Ha sempre dimostrato un educazione d’altri tempi, che ha continuato a trasparire anche quando i nostri rapporti sono avvenuti solo via mail. Non potendo fare a meno di manifestare la mia ammirazione per il suo modo di porsi, l’ho fatto, sentendomi rispondere semplicemente “… Mi hanno insegnato a comportarmi, come mi ha descritto, non m’impongo alcuna disciplina, ormai è diventato qualcosa di naturale, non saprei agire in un modo diverso…”.

Di lui, e di questa intervista, conserverò il ricordo di avere parlato con un uomo che fa rimpiangere i tempi in cui l’educazione era la norma e ci si sorprendeva solo davanti a un gesto scortese .

Passiamo a domande e risposte che, come promesso, non commenterò.

Lei è stato sindaco di Milano per 2 mandati, dal 1997 al 2006: ci parli della sua esperienza, quali sono stati i criteri che ha seguito nell’esercizio del suo mandato, quali sono stati i risultati principali ottenuti e quali i progetti a cui ha lavorato ma che non si sono realizzati?

safe_image– Da Presidente degli Industriali metalmeccanici Italiani (Federmeccanica) sono stato…”sorteggiato” a candidato Sindaco di Milano, per  quattro volte ho detto “no”, poi ho accettato di farlo…”il candidato”…non pensando di essere eletto. Una volta, inspiegabilmente, eletto  Sindaco, ho continuato a fare l’imprenditore di una grande impresa di servizi (la “holding” Comune di Milano occupa, oltre 40.000 dipendenti) L’altro criterio, all’oltre all’ “imprenditorialità al governo”, dopo il periodo di “tangentopoli” è stato un rigore, quasi maniacale, nel considerare l’ “onestà al potere” come un progetto politico, con enormi ricadute sul piano del consenso, dello sviluppo degli investimenti, sia pubblici, che privati, e dell’efficienza dei servizi. Nei nostri 9 anni abbiamo fatto investimenti, in opere pubbliche, per 6 miliardi di euro. Chi c’era prima per 182 (milioni) ingabriele-albertini-ex-sindaco-di-milano 4 anni, chi dopo per, poco più di 2 (miliardi) in 5 anni. Tra questi: 3 depuratori, il restauro della Scala, il teatro degli Arcimboldi, i laboratori dell’Ansaldo (20.000 mq coperti, per scenografie e sartorie) 9 stazioni della MM,  il Passante Ferroviario, l’avvio del secondo, l’inizio lavori della 4° e della 5° linea di Metropolitana, il Museo del Novecento, il restauro di Palazzo Reale e del Castello Sforzesco, il secondo trermovalorizzatore (250.000 milanesi accendono la luce, usano gli elettrodomestici e si riscaldano, con il combustibile che viene dai loro rifiuti), 15 stazioni di C.C. e Commissariati di  Polizia, il piano urbano della luce (70.000 punti luce aggiuntivi) la cablatura della città (fastweb), la centrale operativa computerizzata per la semaforizzazione intelligente, (92 milioni d’investimento, di cui 23 finanziati dall’UE) con cui è stato possibile il cotrollo degli accessi (congestion charge), il piano parcheggi, per 70.000 posti auto sotteranei, per 1,5 miliardi di euro d’investimenti privati, la Fiera di Rho Pero, (Fuksas) oltre 30 miliardi d’investimenti privati (dati della Bocconi) per trasformare 11 milioni di mq di aree industriali e di servizi dismesse nella nuova Milano: Garibaldi Repubblica (Palazzo Lombardia degli architetti Cob  e Caputo, il Palazzo Unicredit di Pelli, il Bosco verticale di Boeri, City Life ( le tre torri: Libeskind, Haidi Isozaki), il Portello degli Architetti Valle e Kiper, Bob Wilson, progetto “Grande Biblioteca Europea”, Norman Foster (Santa Giulia), purtroppo arrestatosi per il fallimento di “Risanamento” (Zunino), la “Città delle culture” all’Ansaldo (Arch. Chiepperfeld), la videosorveglianza (telecamere), il vigile di quartiere e la riforma della Polizia Locale…..

Come giudica l’operato di questa Giunta e la condotta del suo successore, Giuliano Pisapia?

images (1)– Il Sindaco ha tutta la mia stima e la mia simpatia. E’ una persona onestissima, sia sul piano intellettuale, che materiale è un uomo colto e sensibile, lealmente impegnato al servizio della città. La sua squadra è eterogenea e sconta personalità ed appartenenze in conflitto (tra Boeri ed i centri sociali e la CGIL). Da  ciò alcune scelte politiche e decisioni amministrative sconcertanti e con profili demagocici: l’aver pagato ai promotori 10 milioni di euro per NON fare il parcheggio interrato di p.zza Lavater, rasenta una responsabilità, per danni erariali, l’aver abortito il Piano Generale del territorio, con possibili ricavi per oltre 70 milioni di euro, per oneri d’urbanizzazione,  per l’Amministrazione Comunale, in un periodo di crisi, lascia davvero perplessi!

Quali sono le sue proposte per fare oggi di Milano una città migliore?
– “L’imprenditorialità al governo” e “l’onestà al potere” (stesso titolo del libro di Roberto Gelmini, che può scaricare dal mio sito: “www.gabrielealbertini.com“) [Albertini mi aveva precedentemente parlato del suo sito, che oltre ad essere interessante e bene aggiornato, mette a disposizione di tuttilibri e documenti scaricabili a titolo assolutamente gratuito. Consiglio quindi ai lettori di visitarlo. n.d.r.]

Parliamo di EXPO: quali sono le opportunità che offre alla città di Milano e all’Italia? Sta venendo gestita nella maniera corretta secondo lei da questa Giunta?

– Decine di migliaia di posti di lavoro, per la costruzione d’infrastrutture (Pedemontana, tangenziali, metropolitane…) e ladownloadgestione dell’evento, ricadute di marketing urbano per turismo e commerci. L’attuale Giunta, meglio il Sindaco Commissario,  in accordo con Regione, Provincia, Governo sta agendo correttamente. La nomina di un Commissario Unico ad acta (Beppe Sala) avrebbe dovuto decidersi, il giorno dopo la vittoria su Smirne…sappiamo come è andata, perchè, e chi ha fatto il danno, dopo aver avuto il merito di vincere l’assegnazione!

Parliamo dell’Italia ora: lei crede sia possibile una ripresa economica? Da senatore, imprenditore e amministratore di lunga esperienza, qual è secondo lei la ricetta giusta per uscire dalla crisi e avviare il Paese verso un percorso di crescita economica, soprattutto per quanto riguarda il problema occupazione?

pil– In Italia esistono, i dati sono da una fonte insospettabile: la CISL, 1.100.000 persone, con le loro famiglie, che vivono di politica, senza aggiungere di un euro il PIL nazionale, anzi dragando dalla fiscalità generale ingentissime risorse, oltre a ciò lo spreco di risorse della “democrazia acquisitiva” degli ultimi 30 anni (milioni d’esuberi nel P.I., pensionati baby, corruzione ed evasione fiscale, art. 18, caso di rigidità, nella legislazione del lavoro, unico al mondo..Enti inutili, tra cui Comunità Montane in riva al mare, 8100 Comuni, alcuni con meno di 200 abitanti, ventun Regioni una, con meno di 120.000 abitante e una decina  al di sotto dei 2.000.000…Un quadro del genere richiederebbe un Governo d’unità Nazionale e di salute pubblica per 20 anni! Ma tutti pensano come diceva De Gasperi: “alle prossime elezioni, non alle prossime generazioni”. Disoccupare il “lavoro inutile” alias distribuzione di stipendi e salari abusivi, alias di “consenso drogato”, per occupare il lavoro utile di giovani capaci e volonterosi, richiede una concordia ed una serietà che non esiste, ahimè nel nostro Paese e sono al lavoro potenti demagoghi per impedire anche un’esile speranza che si affermino!

Lei ora si trova in Scelta Civica, dopo essere uscito abbastanza clamorosamente dal PDL. Lo schieramento moderato in Italia sta attraversando una crisi, che è di leadership ma anche di principi e di contenuti, crisi che ha toccato peraltro il PDL, il PD e anche Scelta Civica. Qual è la sua opinione a riguardo e qual è secondo lei il progetto politico verso cui dovrebbero puntare i moderati italiani?

– Ho aderito a Scelta Civica, perchè pensavo che Mario Monti, potesse trasferire la sua esperienza di Governo, liberale nell’indirizzo,imagespopolare nella distribuzione equa delle risorse, rigoroso ed eticamente ineccepibile nei costumi, per affermare la leadership dei moderati, in una proiezione di legislatura costituente. Come me in Lombardia, anche Lui, in Italia è stato bocciato dagli elettori.. Monti è un Campione, forse uno Statista, ma non un leader politico. Tyson e Fisher sono anch’essi Campioni, ma mettete uno sul ring e l’altro alla scacchiera, invertendo i ruoli e si può immaginare cosa succeda! Lavoro perchè si formi, attorno al progetto del Governo Letta, un nuovo soggetto politico cui aderiscano i popolari di SC, i governativi del PDL, l’intero elettorato dei moderati, anche naturalmente della sinistra riformista, non postideologica e movimentista, nè della destra populista, per realizzare un punto di riferimento per…20 anni di concordia ed in conseguenza di ciò,  di riforme strutturali…

Grazie Senatore Albertini.

Otello Ruggeri