IL REPORTAGE. La Lega guida Milano in piazza contro Pisapia: eravamo sul posto

unoSiamo arrivati (io e due colleghi) in piazza della Scala, a Milano, poco dopo le cinque, quando ormai era quasi buio. In quel momento davanti a Palazzo Marino c’erano al massimo una ventina di sostenitori della Lega, che ancora si mischiavano alla folla dei turisti tenendo le bandiere ripiegate. Così, ci siamo messi in disparte ad aspettare gli eventi, come si conveniva fare a un pidiellino, una siciliana e un ultra-nazionalista, che seppur giornalisti in quel contesto faticavano a trovarsi a proprio agio.

Dietro l’angolo verso via Catena stazionava qualche mezzo della celere, i cui occupanti sorvegliavano da lontano la situazione ben sapendo che, se non ci si mettono gli autonomi a disturbarle, le manifestazioni dei Lumbard sono sempre pacifiche. Lentamente, il numero dei militanti che si affollavano nei pressi della statua di Leonardo di fronte all’ingresso del Comune si è fatto più numeroso, fino a quando, diventati almeno una cinquantina di unità, hanno dispiegato le bandiere e cominciato ad allestire uno striscione.

La necessità di scattare qualche fotografia ci ha indotti ad avvicinarci, mischiandoci così ai simpatizzanti leghisti, di cui sorprendestri sempre l’eterogeneità: giovani e anziani che potrebbero appartenere a qualunque schieramento politico tutti insieme, dando l’impressione di essere assolutamente innocui. E così è, salvo per le idee che a chi la pensa come me appaiono assai pericolose, si tratta quasi esclusivamente di persone per bene. Anzi, infilandomi fra loro ho  anche avuto modo di scambiare qualche battuta in milanese e per chi ama questa città come me è sempre un piacere farlo.

Ma torniamo alla cronaca; dopo qualche simpatica misurazione in stile geometra bergamasco, con una bomboletta spray sullo striscione è stata tracciata la scritta “Pisapia vergogna a Milano solo tasse e meno servizi”. Dopo avere lasciato che i giornalisti lo fotografassero, i leghisti hanno cominciato a spostarlo posizionandolo di fronte alla facciata di Palazzo Marino in modo che servisse come riferimento allo schieramento che intendevano formare. A questo punto però qualche cosa deve avere fatto  cambiare loro idea perché i militanti, oramai diventati 100/150 unità, ma probabilmente anche di più, hanno deciso di posizionarsi spalle al  Comune allineandosi tutti ai lati dello striscione.

wollasLentamente la compagine ha preso forma ottenendo un risultato a nostro parere assai scenografico ed efficace, che ha fatto la gioia dei fotografi presenti sul posto. Dopo un attimo dedicato alla stampa da dietro hanno cominciato ad arrivare alcuni esponenti del partito che fino a quel momento erano impegnati in consiglio comunale, che nel frattempo proseguiva l’esame del Bilancio di previsione 2013. Iezzi e Lepore sono stati fra i primi a scendere in strada ad arringare il popolo del Carroccio. Non li abbiamo ascoltati a lungo, né per disinteresse né per alterigia, bensì perché conosciamo le loro opinioni su chi gestisce Milano e le sappiamo aderenti alle nostre visto che quando si parla del bene della città sono poche le cose che ci separano. Comunque sia, la manifestazione ci è piaciuta e ce ne siamo andati con una bella e immaginifica visione negli occhi.

Saranno stati i lampioni a led che illuminavano come torce, la  formazione assunta, le bandiere, lo striscione al centro, quei cartelloni tenuti come scudi, ma a noi in piazza della Scala è sembrato di vedere tutt’altro. Quello che la nostra immaginazione ci ha suggerito abbiamo cercato di rappresentarlo qui sotto. Non se la prendano gli amici leghisti, è un gioco fatto  con tanta simpatia nei loro confronti.

Otello Ruggeri per Italia Post