MILANO SENZA CUORE. Si sente male in centro e nessuno l’assiste

Milano - Quicasa.itE’ successo qualche giorno fa in via Ausonio, vicino alla basilica di Sant’Ambrogio. Lo ha raccontato la vittima stessa, il medico Marianna Meroni in una lettera aRepubblica. Afflitta fin da piccola da una malattia cronica del sistema immunitario è spesso preda di crisi di dolore acuto, delle fortissime fitte al costato che “la piegano in due”.

Sopraggiunta una di queste, mentre passeggiava accanto alla scuola proprio nel mentre i bambini stavano uscendo e la zona era affollata, si è accasciata sul cofano di un’auto parcheggiata lungo la strada in preda a dolori lancinanti e a quanto riferisce nessun passante si è fermato per soccorrerla o darle conforto. Un attacco durato mezz’ora circa durante il quale nessuno di quelli che vi ha assistito non si è nemmeno preso la briga di chiamare il 118. E invece nulla: “Sono stata sfiorata e oltrepassata con noncuranza” scrive, aggiungendo una nota tranquillizzante  ”Lo so che non muoio quando ho una crisi così, ma gli altri non possono immaginarlo”

Quello che più la la sorprende è che “..sono sempre ben vestita, non puzzo di alcol o di fumo, non porto catenacci al collo, ammesso che ciò possa contare”. ai suoi amici che su Facebook le scrivono che, Milano ha paura, lei risponde  cercando una spiegazione nl fatto che Milano forse  rimuove la malattia, a “O forse a Milano ci si chiude nei pochi affetti familiari, e tutti gli altri non contano, non si vedono nemmeno. E pensare che lo stesso malore l’ho avuto a San Diego: in un paio di minuti avevo ambulanza, polizia e passanti pronti a rassicurarmi”.

Saputo dell’accaduto  l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino ha dichiarato “È una Milano a due facce, in cui convivono purtroppo due opposti E’ sicuramente la città delle associazioni di volontariato, del terzo settore e dell’attenzione ai bisogni, ma convive allo stesso tempo un feroce individualismo. E soprattutto si è generata nel tempo una grande paura l’uno dell’altro. Centro e periferia in questo sono simili, i sentimenti viaggiano trasversali. Come istituzione dobbiamo insistere sulla mobilitazione sociale permanente. Anche le politiche sociali  e culturali hanno in questo senso un ruolo primario”.

Ha ragione Majorino, Milano ha due facce. Una è quella sua e di chi come lui sta al sicuro nel palazzo, continuando a negare l’evidenza di una città sempre più insicura e spaventata, l’altra quella dei cittadini così timorosi di ciò che gli potrebbe accadere da non dare nemmeno aiuto a un bisognoso, preoccupati come sono che si tratti di una delle tante trappole che i delinquenti si inventano a loro spese.

Otello Ruggeri per Italia Post