Milano, lunedì celebrato San Carlo: quella croce ci dà la grande forza di affrontare la realtà

San_Carlo_BorromeoLunedì la Chiesa ambrosiana ha celebrato la solennità di San Carlo Borromeo il compatrono della Diocesi. Alle 17.30 l’arcivescovo Angelo Scola ha presieduto il pontificale in Duomo, preceduto dalle dichiarazioni del moderator curiae monsignor Bruno Marinoni: ”Un giorno significativo e importante nel quale fare memoria di questo nostro grande vescovo e della sua instancabile azione pastorale”.

L’Arcivescovo ha voluto ricordare che in un momento grave per Milano come quello in cui la città fu dilaniata dalla peste e dalla povertà, San Carlo Borromeo portò per le strade e per i paesi della Diocesi, incastonato in una croce, il Sacro Chiodo che la tradizione vuole sia stato usato per crocifiggere Gesù Cristo.

Proprio in memoria di quel lontano episodio che aiutò i milanesi a superare una crisi forse peggiore di quella che stanno vivendo oggi, il Cardinale ha deciso di organizzare per il prossimo 8 maggio una serie di iniziative in cui sarà presente, con la croce, in alcuni luoghi simbolo della vita quotidiana: il lavoro, la finanza, la scuola e la malattia.

MARTINI: FUNERALI; SCOLA ESCE SAGRATO DUOMO E BENEDICE FOLLAL’iniziativa culminerà in un grande evento serale  affidato al linguaggio dello spettacolo e dell’arte in piazza Duomo. La conclusione di un cammino cominciato ieri con il pontificale di San Carlo compatrono di Milano insieme a Sant’Ambrogio, che  l’arcivescovo vuole proporre proprio in questo anno pastorale come  una speciale professione di fede con lavenerazione pubblica del Santo Chiodo,ora esposto  alla sommità dell’abside del Duomo.

Una riflessione: anche se tutti noi ambiamo alla vita migliore che un uomo possa desiderare di vivere, non dobbiamo mai scordare che – se il figlio di Dio ha deciso di salire sulla croce – vuol dire che ciò ha un senso. Dobbiamo dunque affrontare con tanta forza le sofferenze – siano esse collettive, come quelle legate al momento storico che stiamo vivendo, siano esse private, come quelle legate al momento esistenziale di ciascuno di noi: dobbiamo affrontarle con tranquillità, imparare dai nostri errori e dal modo in cui riusciremo a superarli, consapevoli che tutto questo ci farà risorgere. Più forti di prima.

Otello Ruggeri per Italia Post