MILANO, LA GIUNTA DELLE ELEMOSINE. Dopo la colletta per il Lirico, arriva quella per il Monumentale.

Ve lo ricordate quel sindaco che si poteva incontrare ai semafori ai semafori con un cartello con scritto “Fate un offerta ho un teatro a carico”, oggi l’ha sostituito con uno che recita: “Fate un offerta ho un cimitero a carico”.

Qui si scherza, ma la situazione è drammatica. La giunta non è in grado di sostenere nessuna spesa e continua a rivolgersi ai milanesi che, fra carità e tasse si vedranno presto costretti tutti a chiedere un aiuto alla Curia, almeno quella a loro ci pensa per dare piuttosto che per prendere.

Dopo la colletta per riaprire il teatro Lirico di alcuni giorni fa, ecco che il comune lancia la caccia a sponsor, mecenati, semplici donatori, chiunque insomma voglia dare una mano alla giunta dal bilancio disastroso, a raccogliere i 25 milioni che servirebbero per sistemare ilCimitero Monumentale trasformandolo “in un vero e proprio museo a cielo aperto”. Il progetto, l’ennesimo fatto sapendo di non avere la copertura economica necessaria, ne un idea di come trovarla (salvo spremere ulteriormente i milanesi), prevede la sistemazione di spazi sia coperti che all’aperto, protetti da una struttura di vetro, che dovrebbero ospitare una sorta di officina del bronzo. Una mostra-laboratorio dove i turisti si possano fermare ad ammirare il restauro delle statue funebri ad opera (anche) degli studenti dell’Accademia di Brera.

Eppure ,con il record di 60mila visitatori segnato nel 2012 diventato il secondo sito artistico più frequentato della città il Monumentale potrebbe facilmente essere finanziato facendo pagare un piccolo obolo a chi lo visita senza avere un proprio caro sepolto li. Potenzialità che devono avere colto anche anche  gli assessori ai Servizi cimiteriali Franco D’Alfonso e alle Opere Pubbliche Carmela Rozza visto che vi hanno un Infopoint, dove trovare brochure, mappe, consigli per ottimizzare i tempi della visita con un percorso tra le tombe dei milanesi  illustri.

Il punto informativo prevede una fase sperimentale di un anno, durante la quale per contenere le spese e sondare la domanda nelle prime tre settimane sarà aperto dal martedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13, ma chiuso nel weekend, quando certamente ai turisti e ai milanesi che vogliono visitarlo avrebbe fatto più comodo trovare le porte aperte. Per raccogliere qualche soldo, all’ingresso del cimitero è comparsa un’esposizione dei prodotti a marchio con l’indicazione degli official store dove acquistarli in città e intanto è partita la caccia ai finanziamenti dei privati che come abbiamo già visto sono difficili e non impossibili da reperire.

Di sicuro per ora c’è solo la promessa dell’assessore Rozza di garantire dal 2014 un contributo costante di un milione per il mantenimento e lo sviluppo, ben poco rispetto a quanto servirebbe, inoltre questa amministrazione non è nota per mantenere gli impegni presi quindi, aspettiamo di vederli questi soldi prima di crederci.

Sulla questione è intervenuto Giulio Gallera, coordinatore cittadino del PdL: “Negli ultimi giorni ben due assessori hanno fatto appello ai milanesi e alla loro generosità per finanziare la ristrutturazione del Lirico e il restauro del monumentale.L’ultima invenzione del Sindaco Pisapia e dei suoi assessori e’ quello di trasformarsi in Vu cumpra e di fare appello alla generosità dei milanesi per sopperire alla loro incapacità. Sugli investimenti ( il conto capitale) Pisapia non può incolpare il Governo ed il patto di stabilita’; se mancano i soldi e’ solo per l’incapacita’ di Pisapia. Il Centrodestra con Albertini e la Moratti ha realizzato numerose ed importanti opere pubbliche grazie alle risorse ottenute con le privatizzazioni di AEM, della Centrale del Latte, delle Farmacie, della Serenissima e del Patrimonio Immobiliare Comunale. Pisapia invece non e’ ancora stato in grado di approvare il bilancio e il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Pisapia- conclude Gallera- invece di fare il vu’ cumpra ed appellarsi alla generosità dei milanesi incominci a recuperare risorse privatizzando e approvando i progetti delle opere all’inizio dell’anno”.

Otello Ruggeri per Italia Post