MILANO E IL ”NO TAX DAY”. Quando i liberali provano ad esserlo per davvero

Foto: Coordinamento Cittadino Forza Italia Milano

Probabilmente al termine del mandato della giunta Pisapia, Milano sarà insignita di una seconda medaglia d’oro per la resistenza, vista quanta ce ne sarà voluta per sopportare tutto ciò che gli arancioni stanno infliggendo a noi e alla nostra città.

Fino a qualche tempo fa, ad aggravare la situazione c’era anche l’immobilismo dell’opposizione, soprattutto quello della sua parte maggioritaria: il PdL, che seppure in netta minoranza in consiglio, non si è nemmeno mai distinto per le iniziative prese al di fuori di Palazzo Marino. Da un po’ di tempo a questa parte però, Gallera, Forte e “compagni” sembrano avere cambiato registro (sarà forse per il ritorno a Forza Italia?) diventando decisamente più attivi e concreti, cosa che dopo tante critiche fatte gli vale finalmente il nostro apprezzamento.

Il “No tax day” è sicuramente stato uno di quegli avvenimenti

Foto: Coordinamento Cittadino Forza Italia Milano

che ci fanno piacere questa nuova linea di condotta. Unitario, fatto per proporre idee concrete, con una platea vasta e qualificata e un seguito di stampa (che oramai non può più nascondere le pecche della giunta) adeguato all’evento. E poi, incredibile ma vero, ad esserci, sembrava fosse davvero a un convegno di liberali.

Dopo molto tempo, come dovrebbe sempre essere, il PdL milanese ha anticipato quelli delle altre città, cambio di nome compreso. E mentre altrove si tergiversa, a Milano non si è limitato alle solite sterili polemiche sulle politiche pisapiane, ma ha fatto proposte alternative, a partire da quelle su come tagliare 153 milioni di spesa pubblica (pari a 16% del totale) grazie alla collaborazione fra pubblico e privato.

timthumb (1)Una soluzione semplice, sotto gli occhi di tutti, resa però impraticabile – come denunciato durante il convegno – dall’ottusità dell’ideologia di sinistra che vede come il fumo negli occhi il privato e vuole concentrare tutto sul pubblico per controllare ed “educare” i cittadini. Una simile sinergia invece – secondo i relatori – consentirebbe di offrire prestazioni migliori, un sistema che applicato alla sanità ha permesso di renderla la migliore d’Italia e che in America  ha ridotto drasticamente il costo di gestione per le carceri. Fra i consiglieri forzisti,  i più convinti sostenitori di questa idea sono Giulio Gallera, Alan Rizzi e Matteo Forte che sono sicuri funzionerebbe benissimo anche a Milano.

Per convincere tutti della bontà della propria tesi Matteo Forte non ha esitato a fare esempi e snocciolare cifre: “I centri diurni pubblici con 405 posti letto ma solo 350 realmente occupati, costano 7 milioni di euro l’anno; quelli privati convenzionati col pubblico, 521 posti letto tutti occupati, appena 5 milioni. Stessa cosa per gli asili nido pubblici, 1.300 persone in lista d’attesa e 86 milioni di costo l’anno: con voucher spendibili presso strutture private si risparmierebbero 20 milioni. Perché non far gestire tutto dal privato per risparmiare oltre 40 milioni? E perché non fare lo stesso con la cultura destinando tutte le risorse a una fondazione unica che ne gestisca il patrimonio? Infine si pensi alla Galleria: un vero e proprio simbolo di Milano in tutto il mondo, male utilizzato. Si pensi che, ai piani superiori della Vittorio Emanuele, ci sono stanze inutilizzate o concesse quasi gratuitamente ad associazioni che ci tengono un incontro al mese. Perché non costituire un bel Fondo Immobiliare che amministri la struttura (del valore stimato in un miliardo di euro) come farebbe un privato? Un modo per recuperare 30 milioni di euro in più l’anno. A ciò unisci la moratoria sulle multe lo spostamento dei bandi e l’efficientamento di Atm e si arriva alla cifra citata che ci siamo proposti di risparmiare”.

Proposte condivisibili quelle fatte da Forza Italia a Milano, confrontate ai numeri della giunta Pisapia esposti nelle premesse, non potevano che essere accolte con favore dalle associazioni e dal pubblico presente. Un contributo di studio e ricerca realizzato per il bene di Milano e dei milanesi, che l’amministrazione comunale potrebbe fare suo a costo zero se non fosse così condizionata dalle proprie ideologie. Inutile sperarci, non ci resta che armarci di pazienza e aspettare che passi ‘a nuttata, con almeno la consapevolezza che chi probabilmente li sostituirà qualche idea per fare bene ce l’ha.

Otello Ruggeri per Italia Post