GIOVANI DI CONFINDUSTRIA ALL’ATTACCO. “Governo sordo alla voce del Paese reale”. Napolitano: “Non sforare il deficit”. Intanto S&P mette il rating Eni sotto osservazione

Jacopo_MorelliIeri duro affondo dei giovani di Confindustria al governo. “Se annuncia come trionfo quello di essere riuscito a sventare l’aumento delle tasse, significa che è sordo alla voce del Paese reale”, dice infatti il presidente Jacopo Morelli. Nel mirino dell’associazione degli industriali le riforme ancora “nemmeno ipotizzate” e un Parlamento “che non ha nemmeno la forza e la dignità di darsi una legge elettorale decente”.

“Il governo ha scelto di mettere la stabilità prima delle scelte del fare. E’ un governicchio nel senso che non sceglie”. Così Susanna Camusso commentando la legge di Stabilità. Secondo la leader della Cgil, “c’è il rischio” che la legge “sia una soluzione che non facendo scelte non scontenta ma non fa nemmeno l’interesse dell’Italia” e che stabilizzi più il governo che il Paese.

Al convegno è intervenuto con una video intervista anche Giorgio Napolitano, esprimendo le sue preoccupazioni sulla situazione economica e politica italiana: ”Possiamo noi sottovalutare il fatto che l’Italia sia uscita dalla situazione in cui era di infrazione per deficit eccessivo, possiamo correre il rischio che ci ricaschi? Il governo dice di no e penso che sia una giusta preoccupazione”.

“Bisogna – ha continuato – in primo luogo che tutte le forze sociali, culturali, politiche del Paese sappiano di avere il dovere di dare fiducia in un’Italia che torni a crescere nel Nord e nel Sud perché se crescesse solo al Nord l’Italia non andrebbe troppo avanti”.

Poi infonde speranza: ”Abbiamo superato momenti molto più complessi e drammatici di questo attuale; supereremo anche questo per ridare all’Italia quella capacità anche di sviluppo industriale e non solo economico ”.

“La questione non è tanto di vedere quanto si sia stanziato o se si dovesse o potesse stanziare di più” dice Napolitano delle misure per ridurre il prelievo fiscale su imprese e lavoro. “Il problema è di vedere nell’insieme su quali risorse possiamo contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle”.

Standard&Poor’s mantiene il rating di Eni a “A/A-1″, vale a dire sotto osservazione con implicazioni negative. Il colosso petrolifero era stato declassato a luglio dopo il taglio del rating dell’Italia a “BBB”. L’agenzia sta valutando se continuare a considerare il gruppo come legato al governo. In questo caso, il giudizio rischia di venir abbassato a causa del “rischio Paese”.

Otello Ruggeri