La Milano ritratta nel Seicento da Carlo Torre

Oggi lasciamo che il faro, puntato nella nebbia del passato della nostra città, la illumini di una luce più vivida grazie alle splendide illustrazioni seicentesche tratte da “Il ritratto di Milano – diviso in tre libri” di Carlo Torre.

Pur essendo unanimemente considerato la prima guida turistica della città, è molto lontano dall’odierna concezione di questo genere di pubblicazioni: infatti raccoglie in sé anche le peculiarità di un “racconto di viaggio” e di un trattato d’arte, caratteristiche che lo hanno reso una preziosa fonte d’informazioni per gli storici Milanesi. Purtroppo, vista la sua rarità è tanto noto fra gli studiosi quanto sconosciuto ai più.

TORRE1E nel dire “raro” non esageriamo visto che della prima delle due edizioni pubblicate sembra non esistano più copie, mentre le poche rimaste della seconda sono tutte custodite con cura e gelosia da università enti pubblici e probabilmente qualche facoltoso collezionista privato.

La prima uscita fu edita dallo  stampatore Federico Agnelli di Milano il 24 luglio 1674 ed era già praticamente introvabile pochi decenni dopo quando  Francesco Agnelli (figlio di Federico) decise di ristamparla. Riuscì nel suo intento solo grazie ad una copia dell’originale allora conservata presso la Biblioteca Ambrosiana, che oltre a riportare la lunga serie di “errata corrige” indicati all’autore, aveva anche delle note a margine scritte dallo stesso Carlo Torre, che l’aveva spesso consultata nel periodo intercorso prima della sua morte avvenuta nel 1679.

torre2La seconda edizione vide la luce il 15 settembre del 1714, in essa, per motivi ignoti, furono riprodotte solo sette delle otto stampe con le vedute di alcuni importanti edifici milanesi contenute nell’edizione originale. L’ottava, un’incisione avente come soggetto il Duomo, è andata purtroppo perduta insieme al primo libro  e di essa si conserva solo la memoria tramandata per tradizione orale.

Il libro è strutturato come fosse il resoconto di una passeggiata attraverso Milano e ha come voce narrante quella di una guida che porta un gruppo di turisti a visitare le bellezze della città. Il bello è che non si limita a un freddo resoconto del percorso e di quanto visto, ma infarcisce il racconto di particolari che lo rendono assai realistico. Rivolgendosi ai lettori come se fossero le persone cui sta facendo da cicerone, manifesta la sue preoccupazione perché non si affatichino, predispone i percorsi in modo da osservare le ore dei pasti, li rallegra con qualche battuta di spirito, interrompe la monotonia delle visite con racconti storici o leggendari, sconfinando talvolta nel genere fantastico o addirittura horror…

Un modo di raccontare la città che molti imitarono nei secoli successivi, che purtroppo è andato perso in questi tempi di turismo mordi e fuggi dove tutti abbiamo il tempo contato.

TORRE4A farne un testo fondamentale per la conoscenza della Milano della seconda metà del 1600 sono le accurate descrizioni di monumenti, palazzi, chiese – molti dei quali scomparsi – e delle opere d’arte in esse contenute. Carlo Torre era un buon conoscitore di architettura e scultura, ma soprattutto un grande esperto della pittura di cinquecento e seicento. Nel libro fa una minuziosa e precisa descrizione di tutte le opere presenti a Milano in quel periodo fornendo agli esperti d’arte dei nostri giorni un accurato catalogo da cui attingere informazioni. Anche nel fare questo però non abbandona il ruolo di guida competente e appassionata al suo lavoro descrivendo le opere con l’entusiasmo di un amatore, soffermandosi sopratutto sulle opere di maggior valore verso le quali non nasconde la sua ammirazione.

torr5La sua passione per la pittura fa capolino sin dal titolo con la parola “Ritratto” e ha il suo compimento nelle splendide illustrazioni del libro realizzate da Filippo Biffi e Giuseppe Garavaglia. E’ probabile che i due si siano voluti omaggiare ritraendosi l’un l’altro nelle stampe dedicate al Castello (quella qui accanto) e piazza San Fedele (quella che abbiamo proposto all’inizio) visto che in entrambe appare in primo piano un pittore intento a realizzarne la veduta.

Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può contattare Milano Post, su richiesta siamo in grado di fornirvi un pdf della copia del libro conservata presso l’università di Berkeley. Non fatevi intimorire, il testo è scritto in un italiano più che comprensibile nonostante l’epoca in cui fu redatto, a prova di questo vi proponiamo qualche riga tratta dall’inizio del libro:

“LETTORE  AMICO

Eccoti il ritratto di Milano, cioè a dire, la disegnazione in caratteri di così insigne città, consistendo in fabbriche, in pitture, in istatue,  sì moderne, quanto antiche, degnandoti qualche ora di ravolgervi un tuo sguardo, lo troverai all’uso di quelle effigi, che sulla stessa tela fanno apparire un oggetto, se ti affidi a un lato, e trasferendoti ad un altro, ne dimostrano un dissimile, poscia che egli ti darà notizia di tal città, ed in sembianze sorgenti, ed in fattezze smarrite. Vedrai dunque Milano…”

Otello Ruggeri per Milano Post