UFO a Milano (travestiti o presunti)

Oramai a Milano siamo abituati a vederne di tutti i colori, non sarà certo un omino verde (chissà questo che cosa ha in testa?) a stupirci, ma almeno lui, in mezzo a tante brutte notizie riesce a strapparci un sorriso divertito. L’alieno, o meglio, l’uomo mascherato da alieno che da qualche giorno si aggira per il centro milanese divertendo i passanti con i suoi atteggiamenti buffi, o semplicemente rendendo ridicole cose normalissime come prendere il giornale o fare una telefonata grazie al suo bizzarro travestimento, è oramai sulla bocca di tutti e occupa costantemente le cronache cittadine. Anche ieri sono stati numerosi gli avvistamenti dello strano personaggio, lasciamo però ad altri il compito di sbizzarrirsi con le congetture sul chi sia o su quale sia lo scopo della sua comparsa. Non abbiamo nulla d’interessante da aggiungere in proposito, ma possiamo raccontarvi di quando un UFO, uno vero (o presunto tale) si schiantò a terra, e non in uno sperduto paesino del New Mexico di nome Roswell, bensì alle porte della per voi più familiare città di Milano.

Era il 13 giugno del 1933 quando, intorno alle 16.00, all’agenzia Stefani (l’attuale ANSA) e a tutti i quotidiani milanesi, giunse un dispaccio proveniente dalla Direzione Affari Speciali con cui il Duce in persona imponeva il silenzio stampa sul presunto atterraggio di un “aeromobile sconosciuto” nei pressi di Milano. La pena per chi avesse disobbedito sarebbe stata il deferimento al tribunale di Sicurezza della Stato. Vi si chiedeva inoltre di inviare al più presto al ministero tutto il materiale e le informazioni disponibili su quanto accaduto. Dopo circa un’ora ne seguì un altro dal tono, se possibile, ancora più perentorio e minaccioso. Fu l’ultimo di una lunga serie di messaggi intercorsi fra Roma e Milano in quella che era stata una giornata assai concitata.

La giornata era calda, e chi poteva si era recato in campagna in cerca di frescura: così furono molti quelli che in tarda mattinata videro un oggetto sconosciuto attraversare i cieli di Milano per poi schiantarsi nei prati che la circondavano. Difficile stabilire di preciso dove, la censura dei tempi diffidò testimoni e giornalisti dal parlare di quanto accaduto. Lo ordinò il Duce che era stato immediatamente avvisato e dopo avere imposto il silenzio, si affrettò a inviare del personale militare a recuperare i resti dell’oggetto misterioso per farli trasportare nei sotterranei degli stabilimenti Caproni di via Mecenate, da dove poi (ma non è certo) furono trasferiti in un magazzino della SIAI-Marchetti di Vergiate.  Nei giorni seguenti gli organi d’informazione ufficiali dissero che si era trattato della caduta di un meteorite, versione che stonava con la mobilitazione dell’intera aeronautica militare e con la forte presenza di polizia politica e servizi segreti che si registrò in città nei giorni successivi alla caduta. Comunque sia, allora le preoccupazioni erano altre e in breve si perse la memoria dell’evento e le tracce dei reperti.

Se la vicenda non è completamente caduta nell’oblio lo si deve ad un plico anonimo che alcuni anni fa  fu recapitato a due studiosi del Centro Ufologico Nazionale. In esso erano contenuti dei documenti (siglati con una “F”) che facevano riferimento al lontano episodio e alcune lettere fra Mussolini e Galeazzo Ciano in cui si parlava di un misterioso “Gabinetto/RS33” allestito appositamente per analizzare i resti. Dell’UFO. Vi si parlava anche di quello che era definito il “Caso Moretti” dal nome di un probabile testimone che era stato fatto internare in manicomio perché non rivelasse a nessuno quanto aveva visto.

Non furono però sufficienti ai ricercatori per fare luce sull’avvistamento e – per quanto ne sappiamo – da allora nessuno se ne è più occupato. Se qualche cosa è rimasto dell’oggetto – qualunque cosa fosse – è sepolto nei sotterranei della Caproni sotto agli studi televisivi e ai loft che ne anno preso il posto. Stranamente dal dopoguerra ad oggi nessun testimone si è mai fatto avanti per raccontare questa storia, e di chi a quei tempi  era già abbastanza grande per ricordare ne saranno rimasti in vita pochi. Noi però siamo curiosi: se qualcuno sa per conoscenza diretta dei fatti o perché ha sentito narrare dai nonni di un oggetto misterioso che piovve su Milano o di un tale Moretti che sparì inghiottito da un manicomio, ci contatti e saremo felici di ascoltarlo.

Otello Ruggeri per Milano Post