La storia delle ali rosa di Rosina

A Capodanno è trascorso un secolo da quando, il primo gennaio del 1913, la milanese Rosina Ferrario ottenne il brevetto di pilota di aeroplani, prima donna italiana e ottava al mondo a riuscirci.

Rosina, nata a Milano il 28 luglio 1888, figlia di un’agiata famiglia borghese, fu una femministaante litteram. Si distinse fin da giovane per la passione per lo sport e il desiderio di ottenere gli stessi privilegi dei maschi, che gli valsero prima il potere guidare un’automobile e poi di pilotare un aeroplano: un esempio per i discorsi di oggi sulle quote rosa!

Dopo avere conseguito il brevetto presso la scuola di volo Caproni, partecipò a diverse manifestazioni e dimostrazioni che le dettero fama in tutta la nazione, fino a quando gli eventi bellici non la costrinsero a terra.

Fu la fine della sua carriera di aviatrice perché, durante la guerra, non le fu concesso di guidare gli aerei della croce rossa per i quali aveva fatto domanda e, dopo, non trovando nei velivoli di nuova concezione quell’aura di romanticismo che l’aveva spinta a conseguire il brevetto, si limitò a partecipare ai ritrovi dei pionieri dell’aeronautica.

Dopo essersi sposata con l’imprenditore Enrico Grugnola fondò insieme a lui lo storico albergo milanese “Hotel Italia” situato in piazza Fiume (oggi piazza della Repubblica) trascorrendo il resto della vita dedicandosi a questa attività e alla famiglia.

Rosina Ferrario Ferrario si è spenta il tre luglio del 1957 nella stessa città in cui è nata, e a cui ha regalato uno dei tanti primati di cui si può fregiare.

Otello Ruggeri per Milano Post