Come valorizzare Malpensa. E’ rinunciare a Linate, la soluzione?

Puntuale come una tassa, si ripropone in questi giorni lo scontro che da quindici anni a questa parte vede periodicamente contrapporsi gli aeroporti di Linate e Malpensa.  Questa volta a scatenare la Polemica – e non senza ragioni a suo sostegno – è stato il ministro Passera che durante il forum di Cernobbio ha dichiarato: “Malpensa come hub unico vale oltre 40 milioni di passeggeri all’anno, nel 2030, contro i 19 attuali. È stato un grande errore non integrare Linate e Malpensa, ma, se c’è la volontà, c’è ancora il tempo per farlo”.

Aggiungendo che – lasciando ad esempio a Linate esclusivamente il collegamento Milano-Roma, e trasportando tutti voli a medio e breve raggio a Malpensa – secondo alcuni studi porterebbe già nel 2015 alla creazione di 160 mila nuovi posti di lavoro e a un indotto economico pari a 14 miliardi di euro.

Le assai ottimistiche proiezioni del ministro, che farebbero venire voglia di dire “fatelo subito”, hanno suscitato reazioni contrapposte nei vari schieramenti politici, oltre a non trovare d’accordo parte degli esperti del settore.

Andrea Giuricin, esperto di trasporti dell’Istituto Bruno Leoni, ritiene che si tratti di piani e cifre politiche che non fanno conto con la realtà economica di mercato,  è sua opinione che  ridurre così drasticamente Linate sarebbe un danno per i cittadini milanesi, oltre a non tenere  conto che Malpensa di fatto non è mai diventato un Hub. Spiega che Linate diventerebbe un Hub and Spoke per l’aeroporto di Fiumicinom ad unico vantaggio di Alitalia che lì ha l’unico Hub per voli intercontinentali. I milanesi che oggi vanno ad Amsterdam piuttosto che a Francoforte o a Parigi, a questo punto dovebbero – per capirci – partire da Malpensa con un notevole svantaggio di tempo. A ciò va aggiunto che, riducendo il numero dei voli, si ridurrebbe anche il numero dei dipendenti  necessari a gestirli e l’indotto economico generato. Insomma, secondo lui la proposta di Passera sarebbe positiva quasi esclusivamente per Alitalia, e non certo per Milano e i milanesi.

E se, nel mondo politico, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia non si espone (“Sono d’accordo che non bisogna ripetere gli errori del passato, ma nello stesso tempo non si può parlare solo del “dualismo” tra Malpensa e Linate”), non arriva nessuna dichiarazione invece da parte degli esponenti cittadini di quella Lega Nord sostenitrice da sempre di Malpensa. Mentre l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo sembra essere d’accordo con Passera: “Regione Lombardia ha provato almeno tre volte a tradurre questa linea in politica, da quando è stata inaugurata Malpensa. Ma non abbiamo mai ottenuto risultati significativi perché si è sempre opposta la pancia di Milano, e sarebbe importante ascoltare finalmente un sindaco che non si faccia portavoce di questa pancia”.

Otello Ruggeri per Milano Post