A proposito di bambini: sembra che Milano Ristorazione sul menu abbia fatto progressi… (non progressisti)

Talvolta gli sviluppi delle decisioni prese dalla giunta Pisapia riescono ad essere divertenti quasi quanto le improbabili imprese di alcuni scalcagnati criminali di cui vi abbiamo riferito ultimamente. Non bastavano i giudici a costringerli a tornare spesso sui loro passi ora, ora ci si mettono anche quelli che li hanno sostenuti  che,  ottenuto quello che volevano, come spesso capita, si rendono conto che fa… “schifo”.

Scusate il termine, che nessuno si offenda, ma visto che si sta parlando di gusti culinari “schifo” è la parola che meglio descrive le reazioni dei bambini al menù politically correct che veniva servito nelle scuole milanesi l’anno scorso. Probabilmente se a doverlo ingurgitare fossero stati degli arancioni adulti, pur di tenere il punto avrebbero mandato giù tutto fingendo soddisfazione, ma visto che a doverlo fare erano dei bambini che, come è noto, quello che hanno in cuore hanno nella bocca, hanno cominciato a lamentarsi e a rifiutarsi di mangiare.

Apriti cielo, anche le mamme che inneggiavano alla presenza di piatti alternativi chiedendo menù vegani, vegetariani e dal respiro internazionale sono tornate sui loro passi ed hanno preteso il ripristino del menù di tradizione italica che veniva servito dalla gestione pre-Pisapia.  E’ divertente ricordarsi come quelle stesse mamme l’anno prima si erano inventate lo “schiscietta day” (non capiremo mai questo vezzo della sinistra di dare nomi simpatici alle iniziative idiote) per protestare contro piatti terribili come le “crocchette di totano” e udite, udite, il pesce in generale.

Basta. Tutto dimenticato per fortuna anche dalla loro parte davanti al bene dei  figli le ideologie vanno a farsi benedire così,  addio cous cous, piatti etnici, farinata di ceci, purè di patate con il latte di soia… mozzarelle blu… per fare nuovamente spazio a piatti e prodotti italiani possibilmente a km zero. Meglio per tutti, per i bambini che a quell’età ad un piatto sgradito preferiscono il digiuno mettendo in pericolo la propria salute, e meglio per le casse comunali che, se i pasti non vengono  consumati,  vanno incontro ad una dannosa situazione di spreco.Milano Ristorazione, a cui anche noi di Milano Post abbiamo tirato le orecchie più volte, sembra che abbia fatto progressi.

Insomma, la giunta Pisapia questa volta ha provato ad imporre il proprio volere ai bambini, ma a quanto pare anche loro si sono rivelati un ostacolo troppo arduo da superare.

Otello Ruggeri per Milano Post