A Milano i biglietti-omaggio bagarinati. Ma in tempi di antipolitica, certe cose non dovrebbero succedere

Questo è uno di quegli articoli in cui si potrebbe parlare di tutto e di niente, noi per cominciare scegliamo una via di mezzo: ci limitiamo a narravi la cronaca dei fatti, dando spazio alle dichiarazioni di chi vi è stato coinvolto.

La vicenda – se ne parla ormai da più di 24 ore aMilano – è questa: durante un controllo anti bagarinaggio effettuato dalla Guardia di Finanza durante la partita Inter–Roma, è venuto alla luce che i due biglietti in possesso di una coppia di tifosi albanesi – acquistati da un venditore abusivo – facessero parte di quelli che vengono dati in omaggio ai consiglieri comunali.

Con l’ausilio delle matrici è stato semplice accertare a chi fossero stati assegnati. Il titolare dei due tagliandi era il consigliere comunale del PDL  Armando Vagliati, che è stato subito chiamato a rispondere di come fossero finiti in mano di chi ne ha fatto oggetto di commercio illegale. “Li ho dati a mia mamma” – ha spiegato il consigliere.  “Faccio così da 20 anni, per le partite di calcio come per l’opera alla Scala: i biglietti che mi spettano come consigliere comunale li regalo a mia madre, che poi li dona a sua volta” – per poi terminare dicendo: “… mi dispiace, lei in buona fede li ha dati a un uomo, evidentemente inaffidabile, che li ha rivenduti, è capitato, ma non succederà più”.

Come era prevedibile il fatto ha innescato polemiche ed attacchi sia a lui che al PdL da parte di opposizione ed alleati, ma archiviati questi ha almeno avuto l’effetto di far decidere alla  giunta di procedere ad un serio riordino nella gestione dei pass per lo stadio.

Fine. Sì fine, questa sarebbe la fine di questo articolo se steste leggendo la Pravda nel ’58. Fortunatamente per noi e per voi non è così. Non va affatto bene che una questione per quanto marginale come questa sia liquidata così. Trattata come un articolo di cronaca cui non dare nessuna importanza.  Sappiamo benissimo che, in tempi di antipolitica, ogni rappresentante delle istituzioni è tenuto a avere un comportamento irreprensibile, e a ricevere le bacchettate del caso se non lo fa. Quelle che merita però, senza esagerare come abbiamo visto fare a qualcuno.

Noi vogliamo credere nella buona fede Armando Vagliati, non riteniamo possibile che il motivo per cui quei biglietti siano finiti in mano ai bagarini sia stato procurargli un “misero” e immeritato guadagno, non pensiamo proprio che ne abbia bisogno. Siamo però nello stesso tempo convinti che la sua sia stata una leggerezza dettata dall’ingenuità, che non è cosa ci si attenderebbe da un politico.

Il suo è stato un peccato veniale, non ne ha tratto vantaggi né ha commesso reati,  probabilmente lo ha già pagato a sufficienza sia in termini d’immagine che moralmente nel dover coinvolgere sua madre in una questione che non le attiene: ci permettiamo tuttavia di fargli un’ulteriore raccomandazione, di avere maggiore attenzione nella gestione della cosa pubblica soprattutto di questi tempi.

Otello Ruggeri per Milano Post