Milano perde contro Riga: la giunta Pisapia non riesce a farsi assegnare il gay pride 2015

Nella nostra scala del rispetto i gay stanno molto più in alto dei membri della giunta Pisapia, per evitare che apparisse il contrario fino ad oggi abbiamo evitato di esprimerci sull’intenzione dell’assessore ai Servizi sociali Piefrancesco Majorino e di quello alla Cultura Stefano Boeri di portare il gay pride 2015 a Milano. Per dovere giornalistico lo facciamo ora, che anche questa iniziativa va ad aggiungersi alla lunga lista dei fallimenti dei nostri amministratori.

La cronaca ci dice che l’altro ieri a Marsiglia la votazione tra le città candidate ha visto prevalere Riga, la capitale della Lettonia. In base a quali criteri non è dato saperlo ed è un peccato, visto che una sconfitta è sempre una sconfitta e per puro spirito campanilistico spiace non prevalere, anche se si partecipa ad una competizione il cui premio non ci era per niente gradito.

Non ci era gradito per una lunga serie di motivi che nulla hanno a che fare con l’omofobia anzi tutto il contrario. Prima di tutto siamo convinti che la giunta fosse intenzionata solo a fare una mossa propagandistica, volta ad attirare l’attenzione ed a raccogliere più voti possibili fra i gay milanese. In secondo luogo pensiamo che il dovere di chi ci amministra sia di fare il bene di tutti i cittadini milanesi e non solo quello di alcuni “categorie”. Vedere da un lato annullate tante feste rionali a causa dell’eccessivo aumento delle tasse sull’occupazione del suolo, e dall’altro gli assessori che si danno tanto da fare per concedere a pochi di occupare la città gratis non fa una bella impressione.

Soprattutto, i gay, quelli che conosciamo noi, non hanno nulla a che fare con quanto viene rappresentato in questo genere di manifestazioni in cui molti si comportano in modi che, se tenuti in altre occasioni, porterebbero all’arresto per offesa alla pubblica decenza. Diciamolo: i gay pride stanno all’omosessualità come le manifestazioni degli autonomi alla politica democratica, non c’entrano nulla! A Milano il carnevale c’è già ed è abbastanza lungo, non penso nessuno senta il bisogno di averne un altro.

Piuttosto se questa giunta tiene veramente ai diritti degli omosessuali cominci con il dare una svolta culturale, si rapporti più con loro come una categoria a se stante ma li consideri parte integrante della nostra società. Per quale motivo si continua a parlare di comunità gay. Sono forse una setta, appartengono ad un’etnia tutta loro? A noi non risulta. I gay che lavorano con noi, si vestono come noi, frequentano gli stessi luoghi, pagano le stesse tasse… non c’è nulla che renda più diversi delle definizioni, eliminiamole. Fino a quando le istituzioni continueranno ad incasellarli non potranno che rimanere dei diversi, volenti o nolenti che siano.

Lavori bene piuttosto la giunta, prenda provvedimenti che vadano nel senso del bene di tutti i cittadini, così sarà certa di fare il bene anche di quelli che fra loro sono omosessuali. Ma forse è proprio questo il problema: non lo fa, e spera che basti una festa ogni tanto per farcelo dimenticare.

Otello Ruggeri per Milano Post