Milano, trasporti privati gestiti in modo imbarazzante.

La quasi totalità dei trasporti privati che servono la città di Milano avviene attraverso furgoni con una portata massima di trentacinque quintali, per lo più guidati da extracomunitari che ne sono anche i proprietari. Ci si aspetterebbe che una giunta che ha fatto della lotta all’inquinamento e al traffico i propri cavalli di battaglia si adoperasse per assicurarsi che questi mezzi che circolano per intere giornate sulle strade che amministra siano in piena efficienza, con al volante persone con tutti i documenti in regola oltre che rispettose del codice della strada. Purtroppo non c’è niente di più lontano dalla verità.

Chiunque lavori in un ufficio e abbia un po’ di dimestichezza con i corrieri, sa che quasi tutti quelli che si presentano per effettuare ritiri o consegne parlano a fatica l’italiano e ancora meno lo scrivono. Non bisogna essere dei geni per farsi sorgere dei dubbi su come abbiano ottenuto la patente di guida e se la loro presenza sulle strade sia o meno un pericolo per l’incolumità dei cittadini. Da queste considerazioni sorge spontanea la prima domanda; perché non si fa come a Roma, dove recenti controlli hanno permesso di individuare e bloccare un considerevole numero di autisti con patenti irregolari o che ne erano del tutto sprovvisti?

Un’altra cosa subito evidente anche a un osservatore superficiale è il precario stato di manutenzione in cui versano questi mezzi. Quasi tutti emettono fumi mefitici e difficilmente mettono insieme un intero pacchetto di luci di segnalazione e posizione funzionanti.  E’ impossibile girare per la città senza trovarsi prima o poi a respirare i miasmi di uno di questi furgoni per poi rimanere spiazzati da una svolta fatta senza segnalazione alcuna. A completare il quadro ci sono paraurti assenti o traballanti, portelloni chiusi con il fil di ferro, gomme lisce e spaiate … insomma un bel quadro d’infrazioni che nessuno sembra intenzionato a sanzionare. Mi è capitato spesso di trovarmi incolonnato avendone uno davanti e la polizia locale di fianco e mai, dico mai, è capitato che ne fermassero uno. Di qui la seconda domanda: perché si permette che circolino impunemente a scapito di salute e sicurezza dei cittadini senza che vi sia nessun intervento da parte delle autorità?

Sappiamo inoltre che a questi mezzi siano concesse deroghe alle regole su sosta e carico/scarico delle merci. Sono sempre in doppia fila o in divieto di sosta e capita che stiano fermi per ore sulla carreggiata se non addirittura sui marciapiedi per effettuare piccoli o grandi traslochi. Tutto ciò sotto gli occhi dei vigili che, pur vedendoli, chiudono un occhio e non fanno nulla per sanzionarli o imporgli di pagare l’occupazione del suolo pubblico come sarebbe richiesto a qualunque cittadino milanese che si trovasse a effettuare le stesse operazioni. Di qui la terza di una serie di domande che potrebbe essere molto più lunga: per quale motivo a questi autotrasportatori è concesso di sostare ed effettuare operazioni di carico/scarico senza rispettare le norme che le regolano e senza essere sanzionati per non averlo fatto?

Ci sarebbe da dire anche che buona parte degli autisti di cui sopra sono già alticci di prima mattina, che spesso circolano con bottiglie di birra in bella vista negli abitacoli dei furgoni, che sicuramente in molti casi lavorano a nero, che effettuano la manutenzione dei mezzi sul ciglio della strada versando liquami oleosi nelle fogne …. ma, non vorrei dare troppo da pensare alla nostra occupatissima amministrazione.

Sicuramente, i soliti benpensanti diranno che questa è gente che lavora e bisogna chiudere un occhio. No, non è così. Milano è piena di gente che lavora, rispetta le regole e non mette in pericolo salute e incolumità di chi gli sta a fianco, non vedo perché a costoro debba essere concesso di non farlo. Ci sono centinaia di professionisti e commercianti che sborsano fior di quattrini per mantenere le loro macchine in regola e sostare a pagamento. Non sono più fessi degli altri, solo sanno benissimo che a loro non sarebbe perdonato nulla e anche un attimo di sosta davanti al negozio di un cliente potrebbe costargli una multa salatissima.

Lasciamo ad altri l’atteggiamento secondo cui il proprietario di un SUV con i documenti in regola e il mezzo in ordine è meno meritevole dell’autista di uno di questi mezzi inquinanti e pericolosi. Paccottaglia ideologica buona per raccattare voti, ma a noi quello che interessa è la salute e sicurezza dei nostri concittadini.

Otello Ruggeri per Milano Post