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Tempo fa sulla bacheca di non ricordo chi (si consideri citato/a) mi capitò di leggere una bella battuta: “Ma se cancelli qualcuno su fb nella realtà continua ad esistere?”. Ovviamente era uno scherzo, ma rappresentava bene quanto per alcuni i rapporti virtuali si siano sostituiti in parte, se non del tutto a quelli reali. La debacle di giovedì del social di Zuckerberg e le reazioni scomposte di molti suoi utenti hanno dato la prova di quanto questa considerazione sia vera.

Personalmente, a metà mattina vista l’impossibilità di inviare/ricevere messaggi, visti sparire i commenti che avevo fatto oltre e quelli che mi erano stati notificati, ho voltato pagina e mi sono dedicato ad altro. Solo in serata quando il direttore di Milano Post mi ha chiesto di buttare giù qualche riga perché dovevamo scrivere qualche cosa su quello che era successo, ho scoperto, per l’appunto, che qualche cosa era successo.

Fatto un rapido giro di consultazione su alcuni forum specializzati e su FB ho constatato che le reazioni suscitate da questo semi blackout andavano dal simpatico, al ridicolo fino a cadere nel drammatico. Di queste ultime preferirei non parlare, attengono alla scienza medica cui dovrebbero rivolgersi quelli che ne sono stati vittime, come (solo per fare un esempio) quella ragazza che ha scritto: “…è stato terribile, mi sono mai sentita così sola da voler morire, la giornata più brutta della mia vita”. Spiace leggere certe cose, non si può scherzarci, per quanto possano apparirci assurde certe parole un dolore così merita rispetto.

Veniamo piuttosto a noi, “gente normale”. Una delle cose che più mi ha divertito sono i post-segreteria che ho visto su molte bacheche: “Scusate se non rispondo ai vostri commenti ma è colpa di FB che non funziona”. Ma figli miei, i vostri amici lo sanno. Hanno lo stesso problema! Se proprio hanno urgenza di comunicare con voi vi possono telefonare, mandare una mail e, perché no, quando possibile fare quattro passi e venirvi a suonare alla porta. Tutti mezzi che ci mette a disposizione quella cosa fantastica che è il mondo reale.

Ho letto di liti fra gente che pensava di essere stata bannata da qualche amico e conversazioni assurde fra chi riuscendo a scrivere rispondeva a ciò che immaginava gli altri volessero dire… ma basta così, anche perché non vogliamo prendere in giro nessuno e riconosciamo come Facebook sia – fra le altre cose – uno strumento utile a tenere i contatti con gli amici lontani, e un modo per non rimanere isolati in diverse occasioni.

Il disagio tecnico di giovedì è però l’occasione per ricordare che questa presenza non deve diventare ingombrante, come succede nella vita di quelli che rinunciano ad uscire, convinti di potere trovare tutto quello che gli serve all’interno dei social. Non è così, non sempre, quasi mai purtroppo. L’amicizia quella vera cresce ancora nel tempo reale, condividendo esperienze e parlando guardandosi negli occhi. Non si può sostituire questo processo che talvolta dura anni se non decenni, con un paio di messaggi e qualche chat con una persona di cui si conosce solo una foto che in buona parte dei casi è di dieci anni prima, ritoccata, e se va male è quella di un gatto. Accade, non dico di no, ma è raro.

Giovedì abbiamo avuto problemi a lavorare, a causa dei malfunzionamenti di Facebook. Ma forse questa può essere l’occasione per fermarci un istante, ricordandoci di conoscere gente nuova anche in un bar, una biblioteca, in palestra, per strada…

Otello Ruggeri per Milano Post