Milano, ATM taglia tutto. Tranne lo stipendio di Rota

Tutti quelli che utilizzano i mezzi di trasporto milanesi sanno in che condizioni versano buona parte di essi, ci si augurerebbe che almeno verso quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del sistema di trasporti cittadino – le linee metropolitane – fosse riservato un occhio di riguardo. Almeno che si mantenessero gli standard di sicurezza ed efficienza attuali, in attesa che una congiuntura economica più favorevole permetta di migliorarli.

Purtroppo proprio in questi giorni ATM, per fare fronte al continuo aumento delle tariffe dell’energia elettrica, sembra avere preso decisioni che vanno nella direzione opposta. Lungi da noi l’intenzione di negare che il problema esista, ci chiediamo solo se non era possibile adottare selle soluzioni meno penalizzanti per l’utenza.  In concreto, per ora in molte stazioni è stata ridotta del 50% l’intensità dell’illuminazione con conseguente riduzione della sicurezza, mentre in seguito si provvederà a ridurre la velocità di accelerazione dei treni in partenza: cosa che inciderà sulla tabella delle frequenze.

Fra gli altri provvedimenti presi in considerazione ci sono il ridurre il numero delle carrozze dei treni durante gli orari in cui sono meno utilizzate, e l’aberrante idea di tornare alla ventilazione naturale ove ora c’è quella condizionata: noi e spero chiunque utilizzi la metropolitana auspicheremmo l’esatto contrario, cioè un continuo ampliamento di questo servizio. Infine c’è la prospettiva di sostituire l’illuminazione a neon con quella a led, cosa che consentirebbe un notevole risparmio di energia,  ma che comporterebbe un notevole esborso di denaro da recuperarsi poi negli anni a venire.

In tutta onestà non ci sentiamo di condannare del tutto queste scelte dettate da un esigenza reale di risparmio, ci chiediamo solo non si potrebbe tagliare altrove dove gli sprechi eliminati non andrebbero ad incidere sulla qualità del servizio. Si potrebbe cominciare con il ridurre di un 20% lo stipendio dell’amministratore delegato Bruno Rota, 290.000 euro all’anno, molto più di quello che percepiva il suo predecessore. Un compenso lievitato grazie alle decisioni prese in materia di stipendi dalla giunta Pisapia subito dopo averlo nominato.  Certo l’apporto dato alla riduzione dei costi sarebbe minimo, ma in certe occasioni l’esempio conta quasi quanto le azioni concrete.

Otello Ruggeri per Milano Post