Milano, il Comune concede 120 mila euro per una festa pro-Palestina. E’ il caso?

Negli stessi giorni in cui il C.I.O. si è rifiutato di rispettare un minuto di silenzio per le vittime israeliane di Monaco ‘72, la giunta Pisapia ha concesso un finanziamento di 120.000 euro alle associazioni pro-Palestina per organizzare a Milano una serie di eventi a tema.

Il primo episodio è stato brillantemente affrontato dal nostro Paese mandando una delegazione di atleti a onorare il ricordo dei caduti davanti all’ambasciata Israeliana a Londra; il secondo è rimasto sulle spalle dei milanesi a discapito di altri problemi di cui finanziare le soluzioni dovrebbe avere la precedenza.

Potremmo avere gioco facile nel motivare le nostre perplessità ricordando che, quando a Milano fu organizzata “Unespected Israel”, gli stessi che oggi beneficiano di questi fondi tentarono di bloccare l’evento e, non riuscendoci, organizzarono una manifestazione di protesta. Oppure potremmo chiedere alla giunta come mai all’associazione sloveni a Milano, che ha recentemente presentato un libro di Boris Pahor, non solo non è stato concesso il patrocinio gratuito, ma gli è stata pure rifiutata la presenza di un rappresentante del comune. Tutti motivi con risvolti ideologici che è meglio non considerare. Li lasciamo a loro quelli. A chi finanzia. A chi organizza.

Ma concentrandoci su questioni più pratiche (anche perché è di quelle che bisogna occuparsi in una città quando la si amministra), ricordiamo in breve i dati forniti di recente proprio su queste colonne di Milano Post: secondo quanto rilevato dalla Questura di Milano, dall’avvento della giunta Pisapia i reati in generale sono aumentati del 5,2% con un incremento del 18% delle rapine da strada e del 13% degli scippi. I dati sulla violenza contro le donne è meglio non scriverli perché ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Ecco: com’è possibile che i signori che hanno ridotto la città in queste condizioni abbiano ancora il coraggio di criticare la giunta Moratti che nel quinquennio in cui governò ridusse i reati del 34%? Siamo proprio sicuri che destinare 120.000 euro a una festa, piuttosto che a incrementare i servizi di controllo e prevenzione dei crimini, sia la scelta giusta? Con tutto il rispetto per i palestinesi e tutte le etnie presenti in città che vorrebbero organizzarne una. Si conceda loro uno spazio gratuito, tariffe di favore sul consumo di elettricità e acqua, 20/25.000 euro, ma tutti quei soldi no, è una cifra assolutamente fuori luogo in questo momento economico.

A noi cittadini non interessano le marchette che deve fare un sindaco che non ha mai voluto essere quello di tutti i milanesi, ma solo quello della parte che l’ha eletto. A noi interessa la sicurezza di questa città, vogliamo che le nostre donne escano di casa senza il patema di essere molestate, e che i nostri vecchi possano camminare tranquilli senza il rischio di essere rapinati o scippati. I debiti di riconoscenza li paghi con i soldi suoi: non con i nostri.

Post Scriptum. Feste palestinesi a parte, di Israele vogliamo ricordare quegli uomini lì, morti a Monaco di Baviera, nel 1972:

David Berger, Ze’ev Friedman, Yossef Gutfreund, Eliezer Halfin, Yossef Romano, Amitzur Shapira, Kehat Shorr, Mark Slavin, André Spitzer, Yakov Springer, Moshe Weinberg.

Otello Ruggeri per Milano Post