Milano violenta e il valore del dubbio

Qualunque cosa accada, che i loro provvedimenti siano bocciati dalla prova dei fatti o da questo o quel giudice, sembra che la politica adottata dai componenti della giunta Pisapia sia quella del “Noi andiamo avanti lo stesso”.  Mai un dubbio (per carità, dubbio…) che qualche cosa non vada nel loro modo di lavorare, che avere un approccio ideologico è il modo peggiore di affrontare questioni pratiche, che proseguire per la propria strada contro il parere di un giudice potrebbe essere solo un altro modo di sprecare tempo prezioso e i soldi dei cittadini…

Sapete che vi dico? Facciano pure! Tempo e soldi ne sono rimasti a quasi tutti i milanesi. Solo che… solo che di vita che  ne abbiamo una sola. La smettano di “andare avanti lo stesso” con il loro modo di gestire la sicurezza. E’ palesemente sbagliato e sta mettendo sempre più spesso in pericolo l’incolumità dei milanesi. Non invidio per niente il lavoro dei colleghi che devono occuparsi di cronaca,  deve essere un tormento seguire gli sviluppi dello stillicidio di rapine ed aggressioni che si susseguono sempre più numerose in città.

Sarebbe ora che i nostri amministratori facessero un bel bagno di umiltà,  e si recassero a capo chino al Ministero degli Interni per chiedere che a Milano siano nuovamente assegnati i militari tanto improvvidamente rispediti al mittente ad inizio mandato. Non dico che il pover’uomo ridotto in fin di vita per una bicicletta si sarebbe salvato se l’esercito fosse ancora presente per vie di Milano, ma mi pongo il dubbio che, se così fosse stato forse nelle vicinanze di dove è accaduto il fatto, ci sarebbe potuto essere un poliziotto, un carabiniere o un vigile libero dal dovere presidiare i dintorni di una delle postazioni fisse che sono state smantellate, o forse sarebbero stati i militari stessi a passare lì di ronda.

Nessuno può saperlo, forse non sarebbe cambiato niente, forse tutto. Signor Sindaco, metta via la bandierina rossa e le stellette da antimilitarista. Assessore Granelli, lei che ha provato sulla propria pelle (ha tutta la nostra sincera solidarietà) il dolore che può causare un episodio del genere, consiglieri tutti: mettetevi una mano sulla coscienza, lasciate spazio al dubbio, portatelo a letto con voi questa sera, chiedetevi se state sbagliando e se, proprio per questo, forse domani mattina dovrete ascoltare altre notizie come quelle di questi giorni.

Otello Ruggeri per Milano Post