antifascismo

Tanto antifascismo per nulla. Dalla sinistra Milanese solo fumo negli occhi ai propri elettori.

18 marzo 2018 Otello Ruggeri 0

La conferenza stampa di Forza Nuova, che si è svolta ieri in una sala del Municipio 5 (sui cui motivi e contenuti riferiranno altri), è la prova provata che la sinistra Milanese il fumo negli occhi lo getta ai propri elettori, prima ancora che a tutti i Milanesi. Lo è perché si è potuta svolgere nonostante le settimane passate a discutere della tanto decantata “mozione antifascista”, poi declassata a ordine del giorno per riuscire a farlo approvare.
Evidentemente avevano ragione quanti sostenevano l’inutilità di quel documento, che si limitava ad “invitare” la Giunta Sala ad applicarne i contenuti. Invito che, ad oggi, non è ancora stato accolto. Nessun Assessore o Consigliere di maggioranza si è preso la briga di avviare la procedura per modificare il regolamento del Comune di Milano in tal senso. Non lo hanno fatto perché consci della grave lesione dei diritti costituzionali in cui incorrerebbero tentando di farlo. Un vulnus che si amplificherebbe se provassero a negare a un Consigliere Municipale l’uso di uno spazio il cui utilizzo spetta per diritto a qualunque eletto ne faccia richiesta.
Il re è nudo. La frottola secondo cui a Milano spazi e tribuna sarebbero stati riservati solo a chi si allinea con il pensiero di quelli che la amministrano, rifilata dalla sinistra ai propri elettori, si è palesata come tale. Ora chi governa ne dovrà rendere conto.
Insomma: tanto antifascismo per nulla. O forse no. In fondo la promessa disattesa un po’ di voti li avrà pur portati.

scuola svizzera

Scuola Svizzera: ogni giorno muore un liberale

30 luglio 2017 Otello Ruggeri 0

La censura al regolamento della Scuola Svizzera, fatta da alcuni, è l’ennesimo caso in cui qualche liberale, allineandosi alle tesi della sinistra, smette di esserlo. E’ bene ricordarlo: un liberale si esalta nelle differenze, sia per distinguersi, sia per superarle, se sono un limite e pensa che tutti abbiano diritto ad un luogo dove realizzarsi, non che tutti i luoghi siano obbligati a permettere a chiunque di frequentarli. Un liberale dovrebbe riconoscersi nei valori di equità e parità dei diritti, non nel pensiero unico tipico del comunismo, secondo cui siamo tutti uguali, che tanti danni fa a chi è in qualche modo penalizzato rispetto a gli altri. Chi scrive, conosce bene quali difficoltà sono costretti ad affrontare quanti convivono con la sindrome di Asperger e ritiene doveroso che i genitori siano informati se i corsi tenuti in una scuola sono inadatti a chi ne è afflitto. Bene hanno fatto quindi gli estensori del regolamento della Scuola Svizzera, a precisare, senza ipocrisia, e in modo molto chiaro che i corsi sono: “impegnativi e multilingue, non ottimali per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento quali: dislessia, discalculia, ADHS, sindrome Asperger, autismo e disturbi comportamentali”.
La scuola non vieta di iscrivere ragazzi con tali caratteristiche, ma fornisce ai genitori gli strumenti per fare una scelta oculata, tenendo presenti le difficoltà, e i costi, che dovranno sostenere per permettere ai loro figli di superarle. Si chiamano onestà e chiarezza: merce rara in una società sempre più influenzata dal buonismo di facciata della “gauche caviar” progressista.
La Scuola Svizzera non è una scuola pubblica, ma un istituto privato che mira all’eccellenza attraverso un programma ritenuto adatto allo scopo, esercitando il proprio diritto/dovere di offrire il servizio migliore alle condizioni, che ritiene più opportune.
Condizioni che nessuno è obbligato ad accettare, ma in cui alcuni vorrebbero mettere il becco allineandole verso il basso, per rendere reale un’eguaglianza che non esiste e, come sempre accade, i più accaniti nel farlo sono gli esponenti di quella sinistra che odia il “privato” e vorrebbe fosse controllato dal “pubblico”.
Un’opera che ogni volta si consente accada, restringe sempre più i confini della Libertà, che non può andare d’accordo con propositi quali imporre dall’esterno il regolamento interno di una scuola privata e addirittura farla chiudere se non accettasse di allinearsi alle richieste della sempre comunista sinistra italiana. E di qualche compagno liberale.

Pastasciuttate

Pastasciuttate rosse e morte nera

27 luglio 2017 Otello Ruggeri 0

Il principale problema della Milano dei giorni nostri sono i fascisti. Se ne incontrano ovunque oramai. Soprattutto da quando alcuni esponenti della maggioranza che sostiene il Sindaco Sala hanno deciso lo fosse chiunque non la pensa come loro. Lo hanno detto anche di me, perché non ero d’accordo si strumentalizzassero dei bambini facendogli intonare canti “partigiani”. Guarda un po’ che pretese ho! Insomma, mica dobbiamo preoccuparci per la disoccupazione. L’immigrazione fuori controllo, che riempe vie e piazze della città di disperati. La povertà. Il traffico. La scarsa manutenzione stradale e del verde. La criminalità… No. Il problema sono i fascisti. Lo sono al punto che per evitare minino le fondamenta della Democrazia, in città si organizzano delle belle pastasciuttate antifasciste in memoria dei Fratelli Cervi. Loro si povere vittime innocenti di quando i fascisti in Italia c’erano per davvero. Riposino in pace. Invece per i sette fratelli Govoni nessuno spezza un tozzo di pane. Si sa la storia la scrivono i vincitori e con essa i nomi di vie, piazze e l’elenco delle persone da commemorare. Così, a  Milano nessuna targa riporterà i nomi di queste altrettanto innocenti vittime dell’insensato odio comunista, che si scatenò poco prima della liberazione e nell’immediato dopoguerra. Triste destino quello di quanti furono vittime delle spesso ingiustificate vendette partigiane: morte e oblio. Nemmeno la condanna all’ergastolo dei loro carnefici (i partigiani della brigata garibaldina “Paolo”), sfuggiti al carcere dandosela eroicamente a gambe in Cecoslovacchia, la pensione e il risarcimento concesso alla loro madre dallo Stato, serviranno a farli rientrare dalla porta di servizio della storia. Nessuno gli dedicherà un discorso in consiglio comunale, né mai si leggeranno i loro nomi in qualche angolo della città.
Già detto: la storia la scrivono i vincitori.  A loro le pastasciuttate, agli altri la morte nera.

salvatore locanto

Intervista a Salvatore Locanto, decano dei consiglieri “azzurri” nel Municipio 2

20 maggio 2017 Otello Ruggeri 0

Salvatore Locanto, è nato nel gennaio del 1945 a Cotronei, in provincia di Crotone. Fiero delle sue origini calabresi, che non ha mai rinnegato, ha eletto Milano a sua città d’adozione e l’ha ripagata per l’accoglienza ricevuta impegnandosi nel lavoro e nel sociale. Come è arrivato nella nostra città è lui a spiegarcelo:

polizia locale

Sesto San Giovanni: guerra aperta fra il Sindaco Chittò e la Polizia Locale.

13 marzo 2017 Otello Ruggeri 0

Non è facile commentare il botta e risposta fra la Polizia Locale di Sesto San Giovanni – intenzionata a scioperare nel giorno della visita di Papa Francesco – e il sindaco Chittò. Quanto sta accadendo oggi, è solo l’ultimo atto di una vicenda iniziata molti anni fa. Procediamo con ordine partendo dai giorni nostri.

Roberto Di Stefano

Intervista a Roberto Di Stefano: un Sindaco operaio per Sesto San Giovanni

8 marzo 2017 Otello Ruggeri 0

14729087_1243824165659219_4448322324211929827_nOggi intervistiamo Roberto Di Stefano, esponente di Forza Italia, che una volta ricevuta la candidatura ufficiale dal partito, è riuscito a riunire intorno al suo progetto tutti i partiti del centrodestra di Sesto San Giovanni.

Buongiorno Di Stefano, prima di tutto ci parli un po’ di lei. Chi è Roberto Di Stefano fuori dalla sua dimensione politica?

moschea

Moschea di Sesto: futuro incerto e irregolarità, il centrodestra attacca il Sindaco Chittò

4 marzo 2017 Otello Ruggeri 0

Impedire l’apertura della “grande moschea di Sesto San Giovanni” – per i motivi che vi abbiamo esposto in questo articolo – è uno degli obiettivi che si propone il candidato Sindaco per il centro-destra Roberto Di Stefano. Un proposito che persegue da tempo, sapendo di potere contare sull’appoggio di Regione Lombardia, in particolare dell’Assessore al Territorio e Urbanistica, Viviana Beccalossi. Proprio da lei ieri è arrivata una pesante stoccata, non solo al progetto, ma anche all’attuale struttura, che secondo quanto comunicato dall’esponete di FdI, violerebbe le leggi e i regolamenti attualmente in vigore. Una stoccata che aveva come principale bersaglio l’attuale Sindaco di Sesto, Monica Chittò.
La moschea di Sesto San Giovanni, secondo quanto emerso dalla documentazione ricevuta da quel Comune, in risposta al monitoraggio sui luoghi di culto,  non e’ provvisoria come continua a definirla l’amministrazione comunale, bensì irregolare – ha spiegato la Beccalossi – Infatti non rispetta i principi sanciti dalla sistema normativo regionale. Per questo ho scritto questa mattina al sindaco Monica Chittò per informarla dei risultati di un dettagliato approfondimento giuridico effettuato dai miei uffici“.

moschea

Il centrodestra si schiera contro la moschea di Sesto San Giovanni

28 febbraio 2017 Otello Ruggeri 0

Il progetto della “grande moschea di Sesto San Giovanni”, fortemente voluto e sostenuto dalla giunta Chittò, prevede la costruzione di una edificio di 2450 mq. in grado di ospitare fino a 4.000 fedeli musulmani. Oltre all’area di preghiera, sono previsti un ristorante, una biblioteca, un giardino e sale dedicate ad attività culturali. Secondo molti sestesi, si tratta di una struttura decisamente sovradimensionata per una comunità musulmana locale che conta al massimo 400 fedeli. Il timore è che vi sia la volontà di convogliare verso la “Stalingrado d’Italia” buona parte dei musulmani residenti nel nord-Milano, sia per motivi ideologici, sia per sfruttare economicamente un così consistente flusso di persone. Un’operazione che avrebbe pesanti ripercussioni pratiche e sociali in tutta l’area interessata, quartieri di Milano confinanti e paesi limitrofi Sesto compresi, contro cui si sta schierando  tutto il centrodestra compatto, a partire dal candidato Sindaco di coalizione Roberto Di Stefano.

leoncavallo

Sala, droga e rock and roll… si torna a parlare di regolarizzazione del Leoncavallo

31 ottobre 2016 Otello Ruggeri 0

In passato, un amico che mi ha spesso criticato il ridurre la questione Leoncavallo, a un mero problema d’ordine pubblico. Aveva ragione. Sono trascorsi mesi dall’ultima occasione in cui il traffico generato da qualche evento che vi si teneva, o la musica ad alto volume, hanno arrecato disturbo a chi abita nei dintorni, ma rimane immutato il fastidio di vederlo ancora lì: arrogante monumento all’illegalità, con il favore delle istituzioni consenzienti. Fastidio acuito dalle recenti dichiarazioni di Beppe Sala, intenzionato a mantenere la promessa fatta in campagna elettorale, di regolarizzare la posizione degli occupanti abusivi dell’immobile di via Watteau. Sarà questo il primo impegno che manterrà, dopo avere disatteso buona parte di quelli presi per racimolare voti?

Municipio 2

Municipio 2: la maggioranza perde pezzi e cede commissioni alla sinistra

15 ottobre 2016 Otello Ruggeri 0

Tutto si poteva pensare, salvo che lo scontro fra parte del Consiglio e i sempre più sparuti sostenitori del Presidente Piscina, regalasse al PD una Commissione, nel Municipio in cui il centrodestra ha vinto in modo più convincente. Eppure è successo anche questo.
Un mese fa, i primi due spostamenti dalla maggioranza verso il gruppo misto ci avevano fatto presagire tempi bui, ma ci eravamo comunque lasciati con la prospettiva di vedere finalmente andare a regime il Municipio 2, subito dopo l’elezione dei presidenti di commissione.
Vana speranza. La lotta fra quelli che non accettano la nomina ad Assessore di  Luca Lepore e i suoi sostenitori, si è trasferita dalla Carica di Presidente del Consiglio a quelle dei Presidenti di Commissione, bloccando di fatto i lavori per tutto quest’ultimo mese. Infatti, nella prima seduta indetta per eleggerli, solo quelli di tre avevano ottenuto la carica: Canino (FI) alla sanità, Mammino (FI) allo sport e Gandolfi (FI) alla cultura, mentre per altre tre su cui non si era raggiunta la maggioranza era stato necessario il rinvio.
Recepito chiaramente da molti osservatori esterni, ma evidentemente non dai politici coinvolti nella questione, il messaggio lanciato da quelli che avevano pensato la strategia era: fintantoché la Lega avesse insistito con Lepore, non le sarebbe stato concesso null’altro all’interno del consiglio. Un messaggio ribadito con forza nei giorni successivi dall’adesione al gruppo misto di altri due consiglieri leghisti, che con il loro abbandono hanno ridimensionato la Lega al punto di farla diventare la quarta forza sui banchi del Consiglio. Inferiore nei numeri anche al “Gruppo Misto”.
Solo a titolo di cronaca va detto che, mentre fervevano le trattative per decidere le candidature, andava comunque in scena un altro Consiglio di Municipio, convocato più per dovere che per convinzione, di cui non vi racconterò lo svolgimento, perché sul piano pratico non ha lasciato nessun ricordo di se.
Arriviamo così a martedì sera, quando secondo i piani dovevano essere eletti Bonora (Lega) al Verde, Colantuoni (Lista Parisi) all’Urbanistica e Truppo (FdI) alla Sicurezza. Dei secondi due non vi dirò nulla, salvo che sono stati eletti. E’ stato durante l’elezione del primo che si è consumato il “dramma” che ha segnato indelebilmente la serata.
Bonora, era la carta su cui la Lega si giocava il controllo del Consiglio, se non fosse riuscita a farlo eleggere sarebbe stato palese che non era più in grado di mettere in campo la maggioranza necessaria a sostenere il Presidente Piscina e con esso l’assessorato di Lepore. Contro di lui si schierava il candidato piddino dell’opposizione cui nessuno dava credito, sottovalutando quanto fossero decisi quelli che non intendevano concedere nulla alla Lega. Un errore divenuto evidente alla prima votazione, quando sotto gli occhi increduli dei più, per un soffio: 10 voti a 6 su 11 necessari, Locatelli del PD non è riuscito a prevalere su Bonora. Poco dopo, mentre aumentava la confusione e gli animi si scaldavano, il Presidente Sorrentino faceva la seconda chiamata, in cui Locatelli otteneva gli 11 voti necessari per diventare l’unico Presidente di una commissione in quota alla sinistra nei Municipi in cui ha prevalso il centrodestra.
A questo punto, con ancora due presidenti da eleggere, i pochi consiglieri della Lega rimasti hanno abbandonato l’aula guidati dal presidente Piscina, lanciando improperi verso quelli che ritenevano i responsabili della loro sconfitta e invitando il capogruppo di Forza Italia a fare lo stesso con i suoi consiglieri, ricevendo in cambio un secco rifiuto.
Sconfitta che secondo la versione più accreditata è maturata grazie a voti venuti ovviamente dal PD, dalla Lista Parisi e in eguale misura da esponenti di Forza Italia e del Gruppo Misto.
Conteggio nel merito del quale non vogliamo entrare, perché come sempre accade in questi casi le versioni sono molteplici e in parti discordanti e ci sembra che l’unica certezza, quella commissione ceduta alla sinistra, sia così rilevante da oscurare tutto il resto.

scali ferroviari

Riqualificazione scali ferroviari: opportunità anche per il Municipio 2

4 ottobre 2016 Otello Ruggeri 0

Il Municipio 2, sarà interessato marginalmente dalla riqualificazione degli scali ferroviari, per la precisione nella sola area di confine con il 9, lungo via Breda a margine della stazione Greco-Pirelli. Nonostante questo, s’intravede la possibilità d’inserire nel progetto di riqualificazione urbana nuovi collegamenti viari, utili a risolvere i gravi problemi di traffico che interessano la zona di confine fra Sesto San Giovanni e Milano, di cui ci siamo più volte occupati (12). In tal senso, una proposta molto interessante giunge da Giacomo Cason, del “Comitato di Via Porto Corsini e Via Fiume”, da anni impegnato su questo tema.

Municipio 2

Sgambetti, veleni e defezioni, non c’è pace nel Municipio 2

14 settembre 2016 Otello Ruggeri 0

Non c’è pace per il Municipio 2! Dopo che divergenze politiche interne al centrodestra ne hanno bloccato per mesi l’attività, quando tutto sembrava risolto, alcune defezioni nella maggioranza e le “rivelazioni” di un “corvo” hanno gettato nuova benzina sul fuoco. E virgoletto “rivelazioni”, perché si tratta d’informazioni già note da tempo che qualcuno ha voluto rispolverare.

1 2 3 28