antifascismo

Tanto antifascismo per nulla. Dalla sinistra Milanese solo fumo negli occhi ai propri elettori.

18 marzo 2018 Otello Ruggeri 0

La conferenza stampa di Forza Nuova, che si è svolta ieri in una sala del Municipio 5 (sui cui motivi e contenuti riferiranno altri), è la prova provata che la sinistra Milanese il fumo negli occhi lo getta ai propri elettori, prima ancora che a tutti i Milanesi. Lo è perché si è potuta svolgere nonostante le settimane passate a discutere della tanto decantata “mozione antifascista”, poi declassata a ordine del giorno per riuscire a farlo approvare.
Evidentemente avevano ragione quanti sostenevano l’inutilità di quel documento, che si limitava ad “invitare” la Giunta Sala ad applicarne i contenuti. Invito che, ad oggi, non è ancora stato accolto. Nessun Assessore o Consigliere di maggioranza si è preso la briga di avviare la procedura per modificare il regolamento del Comune di Milano in tal senso. Non lo hanno fatto perché consci della grave lesione dei diritti costituzionali in cui incorrerebbero tentando di farlo. Un vulnus che si amplificherebbe se provassero a negare a un Consigliere Municipale l’uso di uno spazio il cui utilizzo spetta per diritto a qualunque eletto ne faccia richiesta.
Il re è nudo. La frottola secondo cui a Milano spazi e tribuna sarebbero stati riservati solo a chi si allinea con il pensiero di quelli che la amministrano, rifilata dalla sinistra ai propri elettori, si è palesata come tale. Ora chi governa ne dovrà rendere conto.
Insomma: tanto antifascismo per nulla. O forse no. In fondo la promessa disattesa un po’ di voti li avrà pur portati.

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Greco Milanese: parterre de roi ad incorniciare il successo di Natale sotto i Portici

24 dicembre 2017 Otello Ruggeri 0

natale sotto i porticiSi è svolto venerdì sera Natale sotto i portici l’evento natalizio che da cinque anni a questa parte anima la piazza principale di Greco Milanese. Quella che sta diventando una tradizione, grazie alla buona volontà e all’impegno di alcuni giovani imprenditori Grechesi, delle loro famiglie e dei loro collaboratori, vede ogni anno che passa la partecipazione di sempre più abitanti dell’antico borgo milanese. Quest’anno sono stati almeno in 500 ad accettare l’invito di recarsi sotto i portici di Piazza Greco al 10 per scambiarsi gli auguri, bevendo vin brulè, spumante e mangiando le caldarroste offerte da Carlo Sorrentino e Andrea Ghezzi della Greco Immobili il cui staff si è per un giorno trasformato in un gruppo di provetti e simpatici camerieri al servizio dei residenti.
Quella di Greco Milanese è una comunità variegata, ma molto unita, fatta di persone fiere della loro storia, identità e tradizioni, capaci di accogliere ogni anno nuovi arrivati che integrano e fanno sentire parte di un posto molto particolare, dove esiste ancora il commercio di vicinato, i giovani si ritrovano come un tempo in piazza a fianco degli anziani, tutti si conoscono e si salutano incrociandosi, nessuno si sente solo ne viene abbandonato quando è in difficoltà. Un luogo a misura d’uomo insomma che ricorda ancora l’antico comune annesso a Milano nel 1923.
natale sotto i porticiCon la campagna elettorale alle porte un ritrovo così numeroso, la cui fama ha oramai varcato i confini del quartiere, non poteva certo sfuggire ai politici locali e cittadini che ieri si sono presentati numerosi a formare un discreto “parterre de roi”. Fra i volti più o meno noti che hanno fatto capolino per le vie di Greco: i consiglieri comunali, Silvia Sardone (FI), Massimiliano Bastoni (Lega) e Gianluca Comazzi (FI), il neosindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano (FI), il Presidente del Municipio 2 Samuele Piscina (Lega) l’Assessore al Welfare del Municipio 2 Laura Luppi (FI), i consiglieri municipiali, Barbara Benedini (gruppo misto), Antony Mammino (FI), Marco Pizzi (FI), Giulio Gandolfi (FI), Pier Capra (Gruppo Misto), il coordinatore di Forza Italia nel Municipio 2, Otello Ruggeri, l’esponente di FdI Marco Osnato (questi ultimi due erano però presenti in qualità di grechesi), l’ex candidato Presidente nel Municipio 8 di Noi x Milano, ora conduttore televisivo Tullio Trapasso e il noto giornalista di Libero Quotidiano Massimo Sanvito. Anche loro accolti con le stesse attenzioni riservate a qualsiasi altro cittadino presente.
Un bel successo per gli organizzatori e tutta la comunità grechese, che auspica queste attenzioni si tramutino in atti concreti per mantenere intatta e se possibile rendere migliore questa piccola perla incastonata nel tessuto urbano milanese.
Ovviamente l’evento si replicherà nel 2018 e i “ragazzi” di Greco Milanese si augurano che fra quelli che brinderanno con loro ci sarete anche voi che ci leggete.

referendum

Referendum: le finte secessioni delle minoranze rumorose.

3 ottobre 2017 Otello Ruggeri 0

Mettiamo da parte le violenze, sempre da condannare e cerchiamo di fare una breve analisi di quanto accaduto in Spagna, per poi tornare nel nostro paese. In Catalogna ha votato per il referendum (fingiamo fosse legale) circa il 40% degli aventi diritto (un dato allineato con quello delle due consultazioni simili che lo hanno preceduto) e il “si” ha ottenuto il 90% dei voti. Quindi circa il 36% della popolazione si è espressa in favore della secessione. Nonostante questo l’attuale presidente della Catalogna, che dispone nel parlamento locale del 48% dei voti, vorrebbe dichiarare l’indipendenza senza avere la certezza di cosa desidera il 74% della popolazione, rimasta magari a casa perché considerava la consultazione illegittima.

scuola svizzera

Scuola Svizzera: ogni giorno muore un liberale

30 luglio 2017 Otello Ruggeri 0

La censura al regolamento della Scuola Svizzera, fatta da alcuni, è l’ennesimo caso in cui qualche liberale, allineandosi alle tesi della sinistra, smette di esserlo. E’ bene ricordarlo: un liberale si esalta nelle differenze, sia per distinguersi, sia per superarle, se sono un limite e pensa che tutti abbiano diritto ad un luogo dove realizzarsi, non che tutti i luoghi siano obbligati a permettere a chiunque di frequentarli. Un liberale dovrebbe riconoscersi nei valori di equità e parità dei diritti, non nel pensiero unico tipico del comunismo, secondo cui siamo tutti uguali, che tanti danni fa a chi è in qualche modo penalizzato rispetto a gli altri. Chi scrive, conosce bene quali difficoltà sono costretti ad affrontare quanti convivono con la sindrome di Asperger e ritiene doveroso che i genitori siano informati se i corsi tenuti in una scuola sono inadatti a chi ne è afflitto. Bene hanno fatto quindi gli estensori del regolamento della Scuola Svizzera, a precisare, senza ipocrisia, e in modo molto chiaro che i corsi sono: “impegnativi e multilingue, non ottimali per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento quali: dislessia, discalculia, ADHS, sindrome Asperger, autismo e disturbi comportamentali”.
La scuola non vieta di iscrivere ragazzi con tali caratteristiche, ma fornisce ai genitori gli strumenti per fare una scelta oculata, tenendo presenti le difficoltà, e i costi, che dovranno sostenere per permettere ai loro figli di superarle. Si chiamano onestà e chiarezza: merce rara in una società sempre più influenzata dal buonismo di facciata della “gauche caviar” progressista.
La Scuola Svizzera non è una scuola pubblica, ma un istituto privato che mira all’eccellenza attraverso un programma ritenuto adatto allo scopo, esercitando il proprio diritto/dovere di offrire il servizio migliore alle condizioni, che ritiene più opportune.
Condizioni che nessuno è obbligato ad accettare, ma in cui alcuni vorrebbero mettere il becco allineandole verso il basso, per rendere reale un’eguaglianza che non esiste e, come sempre accade, i più accaniti nel farlo sono gli esponenti di quella sinistra che odia il “privato” e vorrebbe fosse controllato dal “pubblico”.
Un’opera che ogni volta si consente accada, restringe sempre più i confini della Libertà, che non può andare d’accordo con propositi quali imporre dall’esterno il regolamento interno di una scuola privata e addirittura farla chiudere se non accettasse di allinearsi alle richieste della sempre comunista sinistra italiana. E di qualche compagno liberale.

Pastasciuttate

Pastasciuttate rosse e morte nera

27 luglio 2017 Otello Ruggeri 0

Il principale problema della Milano dei giorni nostri sono i fascisti. Se ne incontrano ovunque oramai. Soprattutto da quando alcuni esponenti della maggioranza che sostiene il Sindaco Sala hanno deciso lo fosse chiunque non la pensa come loro. Lo hanno detto anche di me, perché non ero d’accordo si strumentalizzassero dei bambini facendogli intonare canti “partigiani”. Guarda un po’ che pretese ho! Insomma, mica dobbiamo preoccuparci per la disoccupazione. L’immigrazione fuori controllo, che riempe vie e piazze della città di disperati. La povertà. Il traffico. La scarsa manutenzione stradale e del verde. La criminalità… No. Il problema sono i fascisti. Lo sono al punto che per evitare minino le fondamenta della Democrazia, in città si organizzano delle belle pastasciuttate antifasciste in memoria dei Fratelli Cervi. Loro si povere vittime innocenti di quando i fascisti in Italia c’erano per davvero. Riposino in pace. Invece per i sette fratelli Govoni nessuno spezza un tozzo di pane. Si sa la storia la scrivono i vincitori e con essa i nomi di vie, piazze e l’elenco delle persone da commemorare. Così, a  Milano nessuna targa riporterà i nomi di queste altrettanto innocenti vittime dell’insensato odio comunista, che si scatenò poco prima della liberazione e nell’immediato dopoguerra. Triste destino quello di quanti furono vittime delle spesso ingiustificate vendette partigiane: morte e oblio. Nemmeno la condanna all’ergastolo dei loro carnefici (i partigiani della brigata garibaldina “Paolo”), sfuggiti al carcere dandosela eroicamente a gambe in Cecoslovacchia, la pensione e il risarcimento concesso alla loro madre dallo Stato, serviranno a farli rientrare dalla porta di servizio della storia. Nessuno gli dedicherà un discorso in consiglio comunale, né mai si leggeranno i loro nomi in qualche angolo della città.
Già detto: la storia la scrivono i vincitori.  A loro le pastasciuttate, agli altri la morte nera.

salvatore locanto

Intervista a Salvatore Locanto, decano dei consiglieri “azzurri” nel Municipio 2

20 maggio 2017 Otello Ruggeri 0

Salvatore Locanto, è nato nel gennaio del 1945 a Cotronei, in provincia di Crotone. Fiero delle sue origini calabresi, che non ha mai rinnegato, ha eletto Milano a sua città d’adozione e l’ha ripagata per l’accoglienza ricevuta impegnandosi nel lavoro e nel sociale. Come è arrivato nella nostra città è lui a spiegarcelo:

reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, per salvare Sesto San Giovanni da disoccupazione e spopolamento

16 marzo 2017 Otello Ruggeri 0

Fra le principali accuse che si possono muovere alle amministrazioni “rosse”, che si sono succedute a Sesto San Giovanni negli ultimi trent’anni, vi è sicuramente l’incapacità di creare nuove opportunità di lavoro quando è tramontata l’epoca delle grandi fabbriche. Un’incapacità che ha ridotto alla disoccupazione o alla sottoccupazione migliaia di sestesi, buona parte dei quali hanno scelto di lasciare la città, con un conseguente calo demografico di circa 25.000 unità dal 1981 a oggi. In parole povere, la città è malata grave. Se i prossimi amministratori non saranno in grado d’invertire questa tendenza, c’è il serio rischio che nel giro di dieci anni ci troveremo davanti a una Sesto malata terminale. Pur essendo un fermo sostenitore della massima confuciana: “non dare riso agli affamati, ma insegnagli a coltivarlo”, trovo che i progetti di “reddito di cittadinanza” e “baratto amministrativo”, proposti dal candidato Sindaco per il centrodestra, Roberto di Stefano, siano due ottime idee per riavviare l’occupazione in città. A patto ovviamente siano utilizzati per sottrarre le persone in difficoltà dalla marginalità, aiutandole economicamente, mentre le si riqualificano e avviano ad un altro lavoro. Evitando insomma che questi aiuti scadano nel mero assistenzialismo. Un concetto che sembra essere chiaro anche a Di Stefano che ha recentemente dichiarato: