Scuola Svizzera: ogni giorno muore un liberale

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La censura al regolamento della Scuola Svizzera, fatta da alcuni, è l’ennesimo caso in cui qualche liberale, allineandosi alle tesi della sinistra, smette di esserlo. E’ bene ricordarlo: un liberale si esalta nelle differenze, sia per distinguersi, sia per superarle, se sono un limite e pensa che tutti abbiano diritto ad un luogo dove realizzarsi, non che tutti i luoghi siano obbligati a permettere a chiunque di frequentarli. Un liberale dovrebbe riconoscersi nei valori di equità e parità dei diritti, non nel pensiero unico tipico del comunismo, secondo cui siamo tutti uguali, che tanti danni fa a chi è in qualche modo penalizzato rispetto a gli altri. Chi scrive, conosce bene quali difficoltà sono costretti ad affrontare quanti convivono con la sindrome di Asperger e ritiene doveroso che i genitori siano informati se i corsi tenuti in una scuola sono inadatti a chi ne è afflitto. Bene hanno fatto quindi gli estensori del regolamento della Scuola Svizzera, a precisare, senza ipocrisia, e in modo molto chiaro che i corsi sono: “impegnativi e multilingue, non ottimali per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento quali: dislessia, discalculia, ADHS, sindrome Asperger, autismo e disturbi comportamentali”.
La scuola non vieta di iscrivere ragazzi con tali caratteristiche, ma fornisce ai genitori gli strumenti per fare una scelta oculata, tenendo presenti le difficoltà, e i costi, che dovranno sostenere per permettere ai loro figli di superarle. Si chiamano onestà e chiarezza: merce rara in una società sempre più influenzata dal buonismo di facciata della “gauche caviar” progressista.
La Scuola Svizzera non è una scuola pubblica, ma un istituto privato che mira all’eccellenza attraverso un programma ritenuto adatto allo scopo, esercitando il proprio diritto/dovere di offrire il servizio migliore alle condizioni, che ritiene più opportune.
Condizioni che nessuno è obbligato ad accettare, ma in cui alcuni vorrebbero mettere il becco allineandole verso il basso, per rendere reale un’eguaglianza che non esiste e, come sempre accade, i più accaniti nel farlo sono gli esponenti di quella sinistra che odia il “privato” e vorrebbe fosse controllato dal “pubblico”.
Un’opera che ogni volta si consente accada, restringe sempre più i confini della Libertà, che non può andare d’accordo con propositi quali imporre dall’esterno il regolamento interno di una scuola privata e addirittura farla chiudere se non accettasse di allinearsi alle richieste della sempre comunista sinistra italiana. E di qualche compagno liberale.

Otello Ruggeri per Milano Post