Pastasciuttate rosse e morte nera

Pastasciuttate

Il principale problema della Milano dei giorni nostri sono i fascisti. Se ne incontrano ovunque oramai. Soprattutto da quando alcuni esponenti della maggioranza che sostiene il Sindaco Sala hanno deciso lo fosse chiunque non la pensa come loro. Lo hanno detto anche di me, perché non ero d’accordo si strumentalizzassero dei bambini facendogli intonare canti “partigiani”. Guarda un po’ che pretese ho! Insomma, mica dobbiamo preoccuparci per la disoccupazione. L’immigrazione fuori controllo, che riempe vie e piazze della città di disperati. La povertà. Il traffico. La scarsa manutenzione stradale e del verde. La criminalità… No. Il problema sono i fascisti. Lo sono al punto che per evitare minino le fondamenta della Democrazia, in città si organizzano delle belle pastasciuttate antifasciste in memoria dei Fratelli Cervi. Loro si povere vittime innocenti di quando i fascisti in Italia c’erano per davvero. Riposino in pace. Invece per i sette fratelli Govoni nessuno spezza un tozzo di pane. Si sa la storia la scrivono i vincitori e con essa i nomi di vie, piazze e l’elenco delle persone da commemorare. Così, a  Milano nessuna targa riporterà i nomi di queste altrettanto innocenti vittime dell’insensato odio comunista, che si scatenò poco prima della liberazione e nell’immediato dopoguerra. Triste destino quello di quanti furono vittime delle spesso ingiustificate vendette partigiane: morte e oblio. Nemmeno la condanna all’ergastolo dei loro carnefici (i partigiani della brigata garibaldina “Paolo”), sfuggiti al carcere dandosela eroicamente a gambe in Cecoslovacchia, la pensione e il risarcimento concesso alla loro madre dallo Stato, serviranno a farli rientrare dalla porta di servizio della storia. Nessuno gli dedicherà un discorso in consiglio comunale, né mai si leggeranno i loro nomi in qualche angolo della città.
Già detto: la storia la scrivono i vincitori.  A loro le pastasciuttate, agli altri la morte nera.

Otello Ruggeri per Milano Post