Sesto San Giovanni: guerra aperta fra il Sindaco Chittò e la Polizia Locale.

polizia locale
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Non è facile commentare il botta e risposta fra la Polizia Locale di Sesto San Giovanni – intenzionata a scioperare nel giorno della visita di Papa Francesco – e il sindaco Chittò. Quanto sta accadendo oggi, è solo l’ultimo atto di una vicenda iniziata molti anni fa. Procediamo con ordine partendo dai giorni nostri.

A metà della settimana scorsa, i sindacati CSA, USB, UIL, FLP, DICCAP E SULPIM  che rappresentano circa la metà dei poco più di 80 agenti della Polizia Locale sestese, hanno annunciato l’intenzione di scioperare nel giorno in cui Papa Francesco, recandosi a celebrare messa a Monza, transiterà per Sesto. La scelta del giorno è stata evidentemente dettata dalla necessità di dare la massima visibilità alle loro rivendicazioni, con la coscienza di non arrecare nessun danno, poiché sanno che saranno sicuramente precettati dal Prefetto e dovranno comunque svolgere il loro sevizio.
Le motivazione della protesta invece permarranno. E sono molte quelle che hanno elencato: la mancata istituzione di un nucleo di agenti motociclisti, di una pattuglia in borghese, il deficit di agenti cui non si pone rimedio con nuove assunzioni, l’abolizione dei servizi non in coppia per motivi di sicurezza,  la redistribuzione dei turni, che ora vedono sempre gli stessi agenti impiegati negli incroci più impegnativi, la mancata assegnazione di patenti di servizio a chi guida auto ibride con targa civile e sirena,  la parificazione di categoria fra ufficiali e sottoufficiali, bloccata da un meccanismo contrattuale, un protocollo certo di distribuzione degli interventi fra loro e la Polizia di Stato e regole certe sulla concessione di ferie e permessi.

Appresa la notizia, sabato,  il Sindaco Chittò, ha preso carta e penna e ha pensato bene di censurare l’operato di quelli di cui, in una visione romantica delle istituzioni, lei è il comandante in capo. Li ha accusati di comportarsi in modo “strumentale e vergognoso”, di non avere considerazione per il loro ruolo di Agenti e di disprezzare la propria ragione istituzionale. Poi, per completare l’opera, ha chiesto loro di “rinsavire e ritirare lo sciopero”, dandogli di fatto dei matti. Infine, ha avanzato il sospetto che essendo sotto elezioni,  l’agitazione sia stata decisa a causa della loro vicinanza al candidato del centrodestra. Se con questa serie di affermazioni la Chittò, pensava di convincerli a desistere, è bene che qualcuno nel suo partito le faccia un ripasso su come si conduce una trattativa. Infatti, le conseguenze di questo bizzarro atteggiamento del Sindaco non si sono fatte attendere.

Puntuale come una tassa, domenica sera, è arrivata la risposta indignata delle sigle sindacali coinvolte nello sciopero. Una risposta con cui i rappresentanti sindacali hanno espresso amarezza per le offese subite,  che non possono essere certo giustificate dal lo “stress che comporta la campagna elettorale” , facendo presente alla Chittò che è molto più stressante  “stare sulla strada tutti i giorni … non solo qualche mese ogni cinque anni, ma ogni giorno per i 42/45 anni di vita lavorativa”. Sono quindi venuti al nocciolo della questione, precisando la questione di lungo corso di cui accennavamo all’inizio: “siamo stufi di non avere risposte a richieste che risalgono addirittura ad una conciliazione in Prefettura del 7/1/2013 e non applicazione di protocolli pure sottoscritti e che attengono alla sicurezza lavorativa e al rispetto delle normative di legge”.  Concludendo con il rispedire al mittente anche l’ultima accusa invitando la Chittò a non “dare patenti politico-elettorali per cercare di non affrontare i problemi”.

Infine, a concludere la giornata, ma non la questione che pensiamo ci darà ancora da scrivere, è arrivata la dichiarazione di Roberto Di Stefano. Il candidato Sindaco per Centrodestra, sentendosi tirato per la giacchetta in una polemica che non lo riguardava, si è sentito in dovere di dire la sua al Sindaco Chittò: “Ho letto che il Sindaco Chittò a definito vergognosi gli Agenti intenzionati a scioperare. A me vergognoso sembra invece chi avendo amministrato per cinque anni la città, senza mantenere nessuno degli impegni presi con loro, si candida a farlo nuovamente pur dimostrando di non essere assolutamente in grado di rapportarsi rispettosamente con dei dipendenti del comune, quali sono gli uomini della Polizia Locale. A loro va la mia solidarietà, soprattutto per essere stati accusati di essere influenzati da me, cosa che non è. Se qualcuna delle loro rivendicazioni ha ricordato alla Chittò alcune delle tesi che sostengo da tempo è solo perché nel formularle mi faccio guidare dal buon senso, cosa che evidentemente a lei non viene naturale”.

Otello Ruggeri per Milano Post