Municipio 2: la maggioranza perde pezzi e cede commissioni alla sinistra

Municipio 2

Tutto si poteva pensare, salvo che lo scontro fra parte del Consiglio e i sempre più sparuti sostenitori del Presidente Piscina, regalasse al PD una Commissione, nel Municipio in cui il centrodestra ha vinto in modo più convincente. Eppure è successo anche questo.
Un mese fa, i primi due spostamenti dalla maggioranza verso il gruppo misto ci avevano fatto presagire tempi bui, ma ci eravamo comunque lasciati con la prospettiva di vedere finalmente andare a regime il Municipio 2, subito dopo l’elezione dei presidenti di commissione.
Vana speranza. La lotta fra quelli che non accettano la nomina ad Assessore di  Luca Lepore e i suoi sostenitori, si è trasferita dalla Carica di Presidente del Consiglio a quelle dei Presidenti di Commissione, bloccando di fatto i lavori per tutto quest’ultimo mese. Infatti, nella prima seduta indetta per eleggerli, solo quelli di tre avevano ottenuto la carica: Canino (FI) alla sanità, Mammino (FI) allo sport e Gandolfi (FI) alla cultura, mentre per altre tre su cui non si era raggiunta la maggioranza era stato necessario il rinvio.
Recepito chiaramente da molti osservatori esterni, ma evidentemente non dai politici coinvolti nella questione, il messaggio lanciato da quelli che avevano pensato la strategia era: fintantoché la Lega avesse insistito con Lepore, non le sarebbe stato concesso null’altro all’interno del consiglio. Un messaggio ribadito con forza nei giorni successivi dall’adesione al gruppo misto di altri due consiglieri leghisti, che con il loro abbandono hanno ridimensionato la Lega al punto di farla diventare la quarta forza sui banchi del Consiglio. Inferiore nei numeri anche al “Gruppo Misto”.
Solo a titolo di cronaca va detto che, mentre fervevano le trattative per decidere le candidature, andava comunque in scena un altro Consiglio di Municipio, convocato più per dovere che per convinzione, di cui non vi racconterò lo svolgimento, perché sul piano pratico non ha lasciato nessun ricordo di se.
Arriviamo così a martedì sera, quando secondo i piani dovevano essere eletti Bonora (Lega) al Verde, Colantuoni (Lista Parisi) all’Urbanistica e Truppo (FdI) alla Sicurezza. Dei secondi due non vi dirò nulla, salvo che sono stati eletti. E’ stato durante l’elezione del primo che si è consumato il “dramma” che ha segnato indelebilmente la serata.
Bonora, era la carta su cui la Lega si giocava il controllo del Consiglio, se non fosse riuscita a farlo eleggere sarebbe stato palese che non era più in grado di mettere in campo la maggioranza necessaria a sostenere il Presidente Piscina e con esso l’assessorato di Lepore. Contro di lui si schierava il candidato piddino dell’opposizione cui nessuno dava credito, sottovalutando quanto fossero decisi quelli che non intendevano concedere nulla alla Lega. Un errore divenuto evidente alla prima votazione, quando sotto gli occhi increduli dei più, per un soffio: 10 voti a 6 su 11 necessari, Locatelli del PD non è riuscito a prevalere su Bonora. Poco dopo, mentre aumentava la confusione e gli animi si scaldavano, il Presidente Sorrentino faceva la seconda chiamata, in cui Locatelli otteneva gli 11 voti necessari per diventare l’unico Presidente di una commissione in quota alla sinistra nei Municipi in cui ha prevalso il centrodestra.
A questo punto, con ancora due presidenti da eleggere, i pochi consiglieri della Lega rimasti hanno abbandonato l’aula guidati dal presidente Piscina, lanciando improperi verso quelli che ritenevano i responsabili della loro sconfitta e invitando il capogruppo di Forza Italia a fare lo stesso con i suoi consiglieri, ricevendo in cambio un secco rifiuto.
Sconfitta che secondo la versione più accreditata è maturata grazie a voti venuti ovviamente dal PD, dalla Lista Parisi e in eguale misura da esponenti di Forza Italia e del Gruppo Misto.
Conteggio nel merito del quale non vogliamo entrare, perché come sempre accade in questi casi le versioni sono molteplici e in parti discordanti e ci sembra che l’unica certezza, quella commissione ceduta alla sinistra, sia così rilevante da oscurare tutto il resto.

Otello Ruggeri per Milano Post