Il dovere della memoria

Questa è una notizia da annunciare con gioia e compostezza. Rimandando al futuro analisi e riflessioni su quanto accaduto lungo un percorso giunto, oramai, all’ultimo passo. Finalmente. Il 4 Novembre dell’anno passato, Palazzo Marino ha deliberato a favore dell’installazione di un monumento a perenne memoria dei Martiri delle Foibe. Martedì scorso, quindi, le commissioni Cultura e Ambiente del Consiglio di Zona 2, riunite in seduta congiunta, hanno dato il loro parere favorevole. Il provvedimento è stato rimandato in aula Martedì 23 febbraio, per il voto definitivo. Praticamente una formalità, che darà il via alle procedure per la posa dell’opera.

CartolinaPresente in aula a presentare il progetto vi era anche Romano Kramer, Presidente del Comitato Pro Monumento (composto da varie associazioni: Libero Comune di Pola in Esilio, Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia; Libero Comune di Zara in Esilio, Centro Mondiale della Cultura Giuliano Dalmata; Libero Comune di Fiume in Esilio e dalla A.N.V.G.D. di Milano). Dopo avere appreso il giudizio della Commissione di esperti, nominata dal Comune di Milano, ha espresso soddisfazione e gratitudine per l’approvazione della posa di un “monumento molto sentito e atteso da molti anni da tutta la numerosa comunità, con i loro figli e discendenti”. A lui è toccato illustrare le caratteristiche dell’opera ai Consiglieri di Zona. E a noi con loro.

BozzettoIl monumento sarà posizionato in Piazza della Repubblica, nell’area verde presso l’hotel The Westin Palace. È stato disegnato dall’esule istriano Piero Tarticchio, il quale ha perso sei familiari, fra cui suo padre, infoibati dai partigiani comunisti Jugoslavi di Tito La responsabilità dei lavori, è stata affidata all’Ing. Rolando Gussoni di Turate. Ispirato da una cartolina commemorativa realizzata dallo stesso Tarticchio, è costituito da un monolite crepato a rappresentare una Foiba con l’immagine stilizzata di una vittima sul fondo. Alla base, infine, un masso su cui saranno impressi gli stemmi dei comuni un tempo Italiani (per alcuni ancora lo sono) che ora si trovano al di fuori di confini nazionali.

CatturaA pochi giorni dal voto, nulla può far presagire che l’esito sarà diverso dall’approvazione all’unanimità (con un astenuto) ottenuta nelle commissioni. Vi rimandiamo, quindi, a Mercoledì quando, oltre alla certezza di ciò che avverrà, potremo dilungarci anche nel racconto delle vicissitudini trascorse per arrivare a questo risultato. Serenamente, poiché lo faremo con il sollievo di sapere, che, finalmente, a Milano, non sarà scritto solo nelle canzoni, che in Italia non dimentichiamo quanto ha sofferto il popolo Istriano.