Milano: il centrodestra sarà nuovamente sconfitto dalla sua incapacità comunicativa?

Con il profilarsi all’orizzonte delle elezioni amministrative si è nuovamente messa in moto la macchina comunicativa della sinistra milanese, mentre quella del centrodestra stenta ad avviarsi e quando lo fa emette solo degli incomprensibili borbottii.
Sono già un paio di mesi che l’attenzione mediatica è concentrata sulla ridda di candidati scesi in campo, o in procinto di farlo per le primarie del PD. Un gruppo eterogeneo i cui componenti sembra abbiano in comune una sola parola: “discontinuità”. Una tattica ben orchestrata per convincere gli elettori che agiranno in modo diverso dall’inconcludente giunta Pisapia. Un giochino che molto probabilmente riuscirà, permettendogli di raccogliere parecchi voti fra gli indecisi. Poco importa se poi il candidato non sarà uno di loro, il prescelto e la sinistra godranno comunque del lavoro fatto.

Dall’altro lato invece i geniali strateghi del centrodestra ci e si raccontano che il nome del candidato non è importante quanto i programmi, senza però fare intravedere nemmeno quelli.  Ovviamente, se si contestano le loro teorie portano ad esempio la candidatura di Albertini, presentato alla gente un paio di mesi prima delle elezioni, peccato sfugga loro che a quei tempi Forza Italia viaggiava su percentuali che oggi non raggiunge nemmeno unitamente alla Lega. Insomma quando il candidato sarà reso noto, i milanesi avranno già preso dimestichezza con quello del centrosinistra e non resterà il tempo per testare la loro reazione al suo nome e se necessario correre ai ripari. Nemmeno quello per fare una campagna elettorale decente se proprio vogliamo dirla tutta. Infine, le molte rinunce vere o strategiche dei possibili candidati annunciati e poi smentiti susseguitesi fino a oggi stanno pesantemente minando l’immagine di un gruppo che sembra non avere fra le proprie fila una persona degna di questo ruolo e quella di chi un domani potrebbero accettare, dopo avere rifiutato oggi dando l’impressione di non avere a cuore Milano quanto il proprio tornaconto.

Un disastro mediatico figlio dell’incapacità della dirigenza di costruire una strategia comunicativa comune, lasciando reggere le sorti dello schieramento alle sole iniziative personali dei suoi componenti più attivi, che sono spesso osteggiati da alcuni loro compagni di partito che temono sia messa in luce la loro inattività.
Ad aggravare ulteriormente la situazione l’improvvisa accelerazione della giunta, che da alcune settimane interviene immediatamente su ogni denuncia fatta da cittadini e opposizione, cominciando a illudere gli elettori che la svolta promessa per il futuro sia già in corso. Una strategia che potrebbe essere facilmente vanificata se qualcuno denunciasse che si tratta chiaramente di un atteggiamento opportunistico sfoderato solo per fini elettorali, successivo a quattro anni di immobilismo e attuato assumendo provvedimenti che fino ad oggi negava potessero essere presi. Ma nessuno lo fa, salvo ovviamente i soliti volenterosi che non hanno però la visibilità necessaria per arrivare a tutti i milanesi.

Insomma, se il centrodestra non si darà al più presto una svegliata assumendo una strategia comunicativa più consona al compito che lo attende, è destinato a essere nuovamente travolto dall’efficientissima macchina mediatica del centrosinistra. E noi con lui.

Otello Ruggeri per Milano Post