Zona 2: la sinistra scopre che è insicura, ma “dimentica” Greco e il Leoncavallo. Pesanti critiche da Forza Italia e Lega.

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Sono molte le polemiche sollevate dalla decisione del Presidente del Consiglio di Zona 2 Mario Villa e della sua maggioranza d’organizzare, nei quartieri maggiormente a rischio, un ciclo di commissioni Coesione Sociale, Inclusione e Sicurezza nelle quali è prevista la presenza di rappresentanti del Comune di Milano, responsabili della sicurezza, cittadini, comitati e associazioni di quartiere per ascoltare le loro segnalazioni. Primi a lamentarsi i residenti del quartiere di Greco sorpresi dall’essere stati esclusi da quelli che saranno ascoltati.

Probabilmente il quartiere è considerato un’isola felice grazie alla presenza del Centrozona 2 Sociale Leoncavallo”,  ironizzano i cittadini nel loro comunicato, per poi proseguire: “Evidentemente il Presidente Villa, ama ascoltare i concerti che si tengono sotto casa sua, ma non per tutti è così, come non spetta ai residenti adeguarsi alla linea che da Palazzo Marino gli sarà stato suggerito seguire”. Le loro recriminazioni prendono il via da quanto fu loro detto quando furono ascoltati dalle commissioni Urbanistica e Politiche Sociali del Comune di Milano: “La promessa che si sarebbe posto argine almeno ai disagi causati dal traffico e dalla sosta selvaggia che si verifica in occasione degli eventi che si tengono al Leoncavallo, ma nulla è stato fatto e  solo pochi giorni fa si sono ripetute le solite scene senza che nessuna pattuglia della Polizia Locale facesse capolino nel quartiere”. Concludono quindi con l’auspicare, che il Consiglio di Zona includa anche i residenti di Greco fra quelli che saranno ascoltati in commissione.

Sia Forza Italia, sia la Lega Nord, pongono l’accento su come l’improvvisa presa di coscienza  dello stato d’insicurezza in cui versa la zona, sia derivata dall’implicita ammissione del fallimento delle politiche arancioni contenuta nella decisione di non ricandidarsi di Giuliano Pisapia.  Secondo Silvia Sardone, responsabile dipartimento sicurezza di Forza Italia Lombardia e consigliere di zona 2, gli incontri “fanno partire la campagna elettorale e sanciscono di fatto il proprio flop sui temi della sicurezza”. La forzista prima sottolinea, “una criticità diffusa sui temi della sicurezza e criminalità. che per quattro anni la sinistra ha negato”, facendo propaganda sui laboratori di integrazione come Via Padova” e poi lancia un’accusa: “si organizzano i propri incontri elettorali a spese dei milanesi, facendo stampare locandine e volantini dalla Civica Stamperia. Insomma fanno campagna elettorale con i nostri soldi”. Concludendo con l’accusare d’incoerenza la maggioranza per affermazioni come: “Non c’è zona più pattugliata di Via Padova”, “La nostra amministrazione ha fatto numerosi interventi mirati sulla sicurezza”, “Granelli è stato uno degli assessori più presenti in Consiglio di zona”, quando in realtà in zona 2 si è visto una volta sola.

Dello stesso tenore l’intervento di Samuele Piscina, capogruppo della Lega Nord in zona 2, convinto che gli incontri siano solo l’inizio di una lunga campagna elettorale di una “maggioranza che si è resa conto di avere fallito miseramente la propria politica di integrazione e sta mettendo in atto un goffo tentativo di racimolare qualche voto degli scontenti dell’amministrazione Pisapia”. Anche lui stupito delle affermazioni con cui Villa e i suoi hanno cercato di sminuire le proprie responsabilità sul disastro di viale Padova, nonostante non abbiano mai ascoltato i cittadini che “provano continuamente, ma senza più speranze, a chiedere pattugliamenti fissi e il ripristino dei militari nelle strade”. Il leghista conclude quindi con il ricordare un recente episodio di cronaca, sintomatico di come si è degradata la zona; “la sinistra è riuscita a rendere insicuri anche i pochi quartieri che si salvavano, come la Maggiolina dove ieri è avvenuta l’ennesima rapina alle poste di via Stefini”.

Otello Ruggeri per Milano Post