Al di là del rosso e del nero, mai con i prepotenti.

Pietro Tatarella

La più grossa colpa della “giunta” Pisapia non è avere amministrato male la città, bensì di avere ridato vigore a uno scontro politico sopito da decenni. Gli arancionrossi, incapaci di governare in modo imparziale, hanno concesso tutto alla loro parte politica, favorendola a scapito delle altre, con la conseguenza di vedere i milanesi divisi su fronti opposti come non accadeva più dagli anni settanta del secolo passato. Oramai il clima è così avvelenato che ci si oppone per principio alle scelte degli uni e alledecisioni degli altri. Giusto e sbagliato, hanno oramai ceduto il passo alla cieca ideologia, che anche chi non voleva è stato costretto a rispolverare per difendersi da quella altrui.

Una situazione esplosiva di cui tutte le responsabilità sono da imputare alla scelta arancione d’assecondare la prepotenza di alcuni di quelli che li hanno appoggiati prima e dopo la campagna elettorale, piuttosto di esprimere una netta condanna verso l’illegalità, di qualunque genere sia e in qualunque forma sia espressa, occupazioni comprese. Atteggiamento non condiviso da Pietro Tatarella, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, già impegnato sul fronte del Leoncavallo e da Marco Bestetti, consigliere di zona 7 che si era distinto per un bel reportage sullo Zam. Entrambi residenti a Baggio, hanno presentato in Consiglio di Zona la richiesta di sgomberare lo stabilecentro sociale Soy Mendel occupato in via Carcano dal centro sociale Soy Mendel. Richiesta respinta dalla maggioranza arancione, ma in seguito comunque messa in atto dalle Forze dell’Ordine. Un impegno il loro, che non deve essere piaciuto agli autonomi, così puntuali come una tassa sono arrivate le minacce di rito scritte sui muri del loro quartiere. Un gesto che condanniamo con la stessa decisione con cui esprimiamo la nostra solidarietà ai due forzisti.

Quando (e se) toccherà nuovamente a una giunta di centrodestra amministrare la città, non dovrà solo ricostruire Milano, ma anche riunire i milanesi.  Non “educandoli”, compito che non spetta a chi è chiamato solo a gestire la cosa pubblica, bensì evitando di dividerli fra rossi e neri seminando odio, cosa che la storia ci ha insegnato non porta mai nulla di buono.

Otello Ruggeri per Milano Post.