La sorte di Forza Italia appesa a un malleolo

malleolo

Ogni tre voti perduti da Forza Italia uno va alla Lega, uno va ad accrescere l’astensionismo e l’ultimo va a spostare al centro l’asse della sinistra, con il paradossale risultato che più Forza Italia si indebolisce rinforzando la Lega, più si indebolisce il centro-destra nel suo complesso. Un fattore che dovrebbero tenere in seria considerazione, sia Matteo Salvini, sia la dirigenza forzista, se non vogliono condannarsi (e condannarci) a decenni d’opposizione locale e nazionale, perché la Lega degli “incazzati” non potrà mai essere abbastanza forte da governare, se non avrà al suo fianco un partito in grado di raccogliere il più ampio consenso possibile nei moderati che non si riconoscono né nella sinistra, né nella Lega.

Il problema sta nel fatto che, mentre Salvini deve solo capirlo, i forzisti oltre a capirlo devono anche farlo, mettendo da parte “rottamazioni” e “ricostruzioni” trasformandosi in lavoratori. Merce rara in un partito dove in pochi sembrano sapere che, lavorare non è coltivare interessi personali inseguendo cariche o candidature, magari stringendo patti con gli avversari, bensì impegnarsi nell’interesse dei cittadini, scendendo fra loro (per davvero però) ascoltandoli e cercando di soddisfarne le richieste, talvolta anche a scapito dei propri interessi.

Mi piacerebbe (qui la prima persona diventa obbligatoria) che i vertici milanesi di Forza Italia provassero sulla propria pelle quale umiliazione sia, per chi sul territorio ci si impegna per davvero, passare il proprio tempo a sentire la gente che stai aiutando stupirsi nello scoprire a quale partito appartieni,  oppure doversi continuamente schernire dagli inviti ad aderire ad altre formazioni per essere più credibile, o il non trovare per niente gratificante il sentirsi dire “ti voterei anche se sei di Forza Italia”. Un disagio con i cui militanti e consiglieri di zona più volenterosi si devono confrontare ogni giorno, a causa della dirigenza sempre più lontana dalla realtà, che li ha abbandonati da soli sulla strada.

Purtroppo, con la dirigenza forzista impegnata a ripararsi dalle bordate sparate da Salvini nel tentativo di ricavarsi una posizione egemone e a interrogarsi sulla condizione del malleolo di Berlusconi, piuttosto che sullo stato del partito, del paese e su quanto desidera la gente, difficilmente i vertici presteranno attenzione agli appelli della base dove sembrano rimasti i pochi, che non avendo perso il contatto con la realtà, si rendono conto che avanti di questo passo Forza Italia è destinata a percorrere quell’ultimo che la farà cadere nel baratro.

Otello Ruggeri per Milano Post