L’arroganza radical shit della giunta pisappina

Uno dei tratti caratteristici dei componenti della giunta Pisapia, è il rispettare le leggi solo se soddisfano le loro aspirazioni. Un atteggiamento che si è oramai trasformato in una sfida aperta con Stato e Regione, che hanno più volte richiamato l’amministrazione milanese al rispetto delle regole ricevendo in risposta la più totale indifferenza. Nemmeno davanti ad un’azione decisa come la nomina di un commissario ad acta, che ha cancellato la trascrizione delle nozze fra omosessuali contratte all’estero, Pisapia si è deciso a piegare la testa. Non vogliamo entrare nel merito della questione, quando etica e legalità si scontrano è ovvio si confrontino pareri discordanti, per questo in uno stato laico a fare da discriminante fra ordine e caos sono le leggi in vigore.

Convinzione non condivisa dal sindaco di Milano, che dopo essere stato commissariato è arrivato al paradosso di chiedere le dimissioni dl Ministro dell’Interno invece di darle lui. Tipica arroganza della sinistra quando detiene il potere verrebbe da dire, ma qui si va ben oltre, perché la stessa indifferenza riservata alle istituzioni, gli arancioni la mostrano anche nei confronti dei cittadini, le cui aspirazioni e richieste sono sempre disattese poiché la cosa pubblica viene gestita con lo scopo di educarli piuttosto di servirli. Emblematico di questo modo di pensare è un episodio verificatosi proprio in questi giorni in cui, nonostante la netta presa di posizione del Prefetto, sono state nuovamente ignorate le leggi e contemporaneamente vessati i cittadini. Si tratta di una questione di parcheggi, che a molti potrà sembrare secondaria, ma non lo è certo se si abita a Milano dove trovarne uno è spesso un’impresa disperata e diventa un calvario economico se si è costretti a pagare per sostare sotto casa propria. Occorre una breve premessa: il regolamento edilizio prevede che gli oneri di urbanizzazione pagati dai costruttori coprano la realizzazione di parcheggi sufficienti per chi risiede in un dato luogo, mentre il codice della strada stabilisce che in ogni zona siano presenti in eguale misura aree di sosta gratuite, riservate ai residenti e a pagamento. Norme che il Comune di Milano non rispetta, nonostante i cospicui incassi i proventi derivanti dai primi, con il solo scopo di fare cassa nascondendosi dietro a supposti propositi ecologisti.

Veniamo ai fatti. Nei pressi dell’Università della Bicocca, dove le zone di sosta gratuita sono completamente scomparse e quelle riservate ai residenti sono insufficienti per chi vi abita, l’unica possibilità di parcheggiare senza dover versare un pesante obolo al Comune erano rimasti gli spartitraffico che delimitano i controviali di viale Fulvio Testi. Lì, da decenni trovano ricovero le automobili di centinaia di residenti, senza recare danno alcuno visto che si tratta di aree sterrate. Una settimana fa senza offrire alcuna alternativa valida, la giunta, sostenendo di voler difendere un inesistente verde, ha comunicato che entro sette giorni avrebbe cominciato a multare chiunque vi avesse parcheggiato. Detto fatto, con zelo bolscevico scaduto il termine sono state elevate più di trecento sanzioni in una sola giornata, nonostante la responsabilità dell’impossibilità di parcheggiare sia di chi non mette a disposizione dei cittadini quanto hanno pagato ed è previsto per legge.

Questa volta però la gente comune non ha piegato la testa, ha occupato il viale per protesta e assediato il consiglio di zona 9, dove una maggioranza supina alla giunta ha confermato la validità del provvedimento preso e in questi giorni continuano le proteste con annessa distruzione dei verbali.
Una piccola rivolta, una delle tante che percorrono Milano, una città in cui l’opposizione al favoloso mondo di Pisapie, dovrebbe vincere a mani basse se si decidesse a presentare un candidato convincente. Ma non lo fa. Tergiversa rischiando di vedersi superato da una sinistra estrema che presenti un moderato buono per far dimenticare i disastri della giunta Pisapia e convincere nuovamente gli allocchi.

Otello Ruggeri per Sintesi