Foibe? “Una legge controversa” così parlò Renato Sancristiani (PRC).

Renato Sancristiani

E’ avvenuto ieri sera l’ennesimo triste episodio di negazione del martirio degli infoibati, a renderlo ancora più grave – come in altri casi – è che abbia avuto come teatro un ambito istituzionale: il Consiglio di Zona 3. A rendersene protagonista il militante del Partito di Rifondazione Comunista e presidente del parlamentino locale Renato Sancristiani, che ha rifiutato di tenere un minuto di silenzio per celebrare il giorno della memoria, giustificandosi dicendo che “si tratta di una legge controversa”.

Sancristiani ha respinto, sia la richiesta avanzata nelle comunicazioni d’inizio seduta dalRenato-Sacristani consigliere di Destra Civica per Milano, Rita Cosenza, con l’appoggio di tutti i gruppi di opposizione, sia la successiva di metterla ai voti, ritenendo sufficiente il suo parere. Una decisione presa contravvenendo il principio che il “consiglio è sovrano”, per evitare che il dissenso manifestato da alcuni consiglieri del PD lo mettesse in minoranza. Dissenso che si è comunque manifestato quando è stata bocciata l’espulsione del consigliere Cosenza, ammonita due volte per avere – giustamente – perso le staffe. Dopo una sospensione dovuta alle proteste, la seduta è ripresa e il Presidente (bontà sua) ha deciso di celebrare la commemorazione a modo suo, dedicando un minuto di silenzio ai morti di tutte le guerre di confine, comprese le vittime Jugoslave dei fascisti. Non propriamente quanto la legge numero 92 del 2004 stabilisce si commemori il 10 febbraio di tutti gli anni.

Raggiunta telefonicamente a fine seduta la Cosenza, si è detta “sconvolta dalle motivazioni del presidente Sancristiani” ritenendo “pazzesco che lui non accetti quanto previsto da una legge dello Stato”. Marco Cagnolati, capogruppo di Forza Italia in zona 3, che ha appoggiato la richiesta della collega, ha dichiarato: “Trovo che questo revisionismo storico sia inaccettabile! I morti sono morti e impedire anche il minuto di silenzio richiesto denota bene come questa maggioranza la pensi sui fatti vergognosi avvenuti in ex – Jugoslavia a danni di nostri connazionali”.

Riteniamo che un rappresentante delle istituzioni dovrebbe rinunciare a farne parte, se non è pronto ad accettare quanto da esse stabilito. Contrariamente a lui, ogni giorno migliaia di politici e milioni d’italiani piegano il capo rispettosamente davanti a leggi o disposizioni transitorie che ritengono “controverse”, ma tacciono e si adeguano per rispetto verso la Repubblica, ci rifletta e decida se è pronto a farlo anche lui o se sia il caso di togliere il disturbo, per lasciare il posto a qualcuno disposto ad accettare le regole della Democrazia.

Otello Ruggeri per Milano  Post