Forza Italia: i patti si fanno con i cittadini. Milano: l’ultima occasione.

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L’essere caduti nella trappola di Matteo Renzi, maestro nel trasformare il tradimento degli impegni presi in una fonte di successi, ha gettato Forza Italia in un caos che sa molto di dissoluzione. Ora il partito è davanti a un bivio: lasciare che le divisioni interne si trasformino in strappi, che ne sancirebbero la fine, oppure, riorganizzarsi usando gli ideali e non gli interessi comuni come collante e fonte d’ispirazione per i metodi di lavoro, che dovrà adottare una catena di comando necessariamente da rinnovare.  Un “new deal”, che richiede un punto zero individuabile solo nella riconquista di Milano, un palcoscenico che se ben gestito può ridare lustro a livello nazionale, diventando un polo di aggregazione e un laboratorio d’idee e metodo da esportare in tutte le altre province.

E’ veramente l’ultima occasione però, perché persa quella non rimarrebbe nessuna presenza tangibile del partito sul territorio e sarebbe persa ogni possibilità di fare presa su un elettorato diffidente, che non crede più alle sparate elettorali televisive, ma va raggiunto a porta a porta. Un compito che ricade soprattutto sui consiglieri di zona (e su quelli comunali) il cui lavoro non può ridursi alla presentazione di qualche mozione, ma va sviluppato attraverso al dialogo con i cittadini e a una costante presenza nelle zone di competenza. Presupposti che la dirigenza dovrebbe stimolare, ma anche favorire con le proprie azioni, che devono basarsi sull’assunto che: un partito popolare non deve brigare con gli avversari, ma fare patti con il popolo, per poi rispettarli senza il timore di assomigliare ad altri se ha la capacità di farlo a modo suo.

Milano dicevamo; per Forza Italia è veramente l’ultima spiaggia, anche se riuscisse a riprenderla per ottenerne dei vantaggi dovrebbe comunque farlo a precise condizioni, la prima delle quali è: far eleggere un proprio esponente come Sindaco, sostenere una personalità proveniente dalla società civile sarebbe un’altra resa, una palese ammissione dell’assenza di persone degne di quella carica all’interno del partito che si trasformerebbe comunque in una pietra tombale sull’esperienza azzurra. Visto chi scrive penserete abbia in testa Giulio Gallera. Non è così, o meglio, il coordinatore cittadino sarebbe perfetto per quel ruolo, ma andrebbe comunque bene qualsiasi esponente del partito che avesse le sue stesse caratteristiche, cioè: un chiaro profilo liberale provato in vent’anni e più di militanza politica mai macchiata da nessuno scandalo, un’ottima preparazione generale, un’eccellente oratoria, un bell’aspetto che non guasta mai e soprattutto l’essere milanese. Detto questo, lui o un altro poco importa, ma va deciso e imposto senza remore ai possibili alleati che non vantano i numeri per chiederne uno loro.

Individuato l’uomo, andrebbe sostenuto con una macchina elettorale adeguata, che non può certo essere il coordinamento cittadino così com’è costituito oggi. Si dia spazio a quelli che ogni giorno s’impegnano sul territorio e potrebbero adeguatamente promuoverne l’immagine con i cittadini, togliendone ai vari opportunisti, cacciatori di cariche e affari, che occupano inutilmente poltrone rallentando l’attività del partito. Se mancano i soldi si sopperisca almeno sfruttando l’impegno e le capacità dei più volenterosi. Anche i messaggi che si lanciano all’elettorato devono cambiare, o meglio, ne vanno aggiunti di nuovi, tutti quelli inerenti alle questioni non affrontate per timore di confondersi con sinistra, estrema destra o Lega.

Non esistono problemi, o “cavalli di battaglia”, che solo altri possono affrontare, qualunque cosa preoccupi i cittadini deve preoccupare anche Forza Italia. Alle ricette socialiste, o populiste, vanno contrapposte quelle liberali, che è bene cominciare a sviluppare ed esporre come si faceva un tempo, certi che in breve faranno presa sulla gente. Basta volerlo, affidare al compito alle persone giuste e riprendere a parlare con gli elettori piuttosto che con gli avversari.

Otello Ruggeri per Milano Post