Si alla moschea no alle telecamere, in Zona 2 il parere dei cittadini non conta.

moschea

Sembra non volersi interrompere mai la lunga scia di sangue che macchia le strade di Milano. Martedì a incrementarla è intervenuta la morte del giovane peruviano investito volontariamente in via Arquà e la gambizzazione di un uomo a Baggio. Eppure la parola d’ordine a Palazzo Marino – soprattutto quella dell’assessore Granelli – è sempre la stessa: Milano è una città sicura! Un diktat rigorosamente rispettato da tutti gli esponenti della sinistra cittadina fino nelle sue espressioni locali. Uno stato delle cose che rende difficoltoso mettere in atto qualsiasi intervento atto a migliorare la sicurezza, compresa l’installazione di telecamere nelle zone periferiche della città.

Un esempio eclatante di questa situazione è quello che si sta verificando nel quartiere di Greco. Ricorderete tutti la questione sicurezza sollevata dai residenti del posto, quando seppero che proprio lì si sarebbe aperto il Refettorio Ambrosiano. Le proteste dei cittadini riunitisi anche in comitato, finirono su tutti i giornali e solo l’accordo con la Curia, che li sostenne nel chiedere al consiglio di zona 2 l’installazione di telecamere di sicurezza in Piazza Greco, riuscì a calmare gli animi. Non fu però un parto indolore, la mozione passò solo grazie ai voti dell’opposizione e parte della maggioranza, lasciandosi dietro uno strascico di polemiche, compresa una furibonda lite far il presidente del parlamentino locale: il piddino Mario Villa e alcuni membri del suo schieramento infastiditi dall’avere violato le direttive di Granelli. Con tali premesse c’era da aspettarselo che in seguito le cose non sarebbero andate lisce.

Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti, ma pur essendo iniziati i lavori dipiazza greco ristrutturazione dei locali che ospiteranno il refettorio, delle telecamere non si ha ancora nessuna notizia e parte dei residenti cominciano a interrogarsi sulla loro sorte. Per dare risposta alle loro domande il capogruppo di Forza Italia: Marzio Nava, ha presentato un’interrogazione sollecitando chiarimenti anche sulla più recente richiesta d’istituzione di un presidio dei vigili nei pressi della mensa, ma non ha ricevuto nessuna risposta. Un atteggiamento che lo stesso Nava ha commentato così su un giornale locale:Alla presentazione dell’interrogazione non hanno proferito parola rimango in attesa della risposta scritta. È naturale che la sicurezza non rientri tra le priorità di quest’amministrazione ideologica e pasticciona. La serenità dei cittadini di Greco non è scopo precipuo del Presidente Villa e compagnia: l’importante che si sappia e soprattutto che i cittadini lo sappiano!”.

Evidentemente le priorità di chi governa in Zona 2 sono altre, fra queste sicuramente l’apertura di una moschea negli ex bagni pubblici di via Esterle. Un’evenienza che i residenti hanno fatto sapere di non gradire raccogliendo centinaia di firme, che non sono state minimamente prese in considerazione dalla maggioranza guidata da Villa. Anzi, il Presidente del consiglio di Zona ha recentemente definito: “Recupero di spazi storici” la trasformazione di “cessi” in luogo di preghiera, forse ignorando che per recupero s’intende “ripristino all’uso originale”. Insomma, con questa maggioranza, è molto più facile vedere soddisfatte le proprie richieste, se si è musulmani e non ci si sente insicuri nel luogo dove si vive.

Otello Ruggeri per Milano Post